Al via su Rai 3 Il Fattore Umano. Nella prima puntata le violazioni dei diritti nel mondo

“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”. Così recita l’art.1 della Convenzione Onu sui diritti umani approvata nel 1948 dopo le barbarie del secondo dopoguerra. ‘Il fattore umano’, in onda a partire da lunedì 20 giugno in seconda serata su Rai3, è il programma che fa da fact-checking per monitorare quanto i diritti umani siano realmente rispettati nei paesi del mondo. Una serie di 8 reportage giornalistici di 45 minuti che svelano come la libertà, in tutte le sue declinazioni, e l’uguaglianza delle persone siano violate da regimi autoritari, da autocrazie e anche in paesi democratici nei confronti dei più deboli e delle minoranze. Otto diverse tematiche, raccontate dai protagonisti senza la presenza del giornalista inviato, per lasciare spazio al racconto corale delle vittime e dei “carnefici”, alle immagini, ai contesti, al materiale di repertorio. Il fil rouge del racconto è costituito da uno scrittore, un intellettuale o un artista, profondo conoscitore del problema che si affronta. ‘La guerra del dissenso’ è il titolo della prima puntata. Il reportage è di di Lorenzo Giroffi, Andrea Sceresini e Tatsiana Khamliuk. Un viaggio attraverso gli orrori della guerra, da un punto di vista inusuale: quello dei civili, dei dissidenti e dei rifugiati. Dentro e fuori l’Ucraina. I tre giornalisti hanno viaggiato a lungo, nel corso degli ultimi tre mesi, nell’Ucraina martoriata dal conflitto. Hanno visitato le prime linee del Donbass, dove migliaia di soldati cercano con difficoltà di respingere l’attacco russo. Ma soprattutto hanno raccolto le testimonianze dei civili, a Kharkiv, Lyman, Adiivka, nei quartieri e nei villaggi bombardati. Qui, dal 24 febbraio, la gente vive nelle cantine e nei bunker, spesso senza luce né acqua né gas. E’ un’esistenza terrificante, scandita dal continuo martellamento delle artiglierie e dalla conta incessante dei morti. Quale può essere la quotidianità di un anziano malato costretto a dormire su un pancaccio umido a tre metri di profondità, nel buio più assoluto e con pochissimo cibo? Come può crescere un bambino, senza scuola né svaghi?
Nella giornata dedicata ai rifugiati, in cui si parla degli oltre 5 milioni di profughi fuggiti dall’Ucraina, occorre ricordare anche chi è rimasto a casa o per scelta o perché costretto. Ma la guerra produce anche altri drammi. Quelli di chi, nonostante tutto, non vuole imbracciare un fucile per uccidere altri uomini. Così alcuni cittadini ucraini in età militare hanno trovato uno stratagemma per attraversare illegalmente il confine polacco ed evitare l’arruolamento. E poi, c’è chi ha fatto il percorso contrario. Centinaia di dissidenti bielorussi, russi e ceceni che hanno deciso di abbandonare il proprio Paese per prendere le armi e affrontare l’esercito di Putin. Le telecamere de “Il fattore umano” li hanno rintracciati in Lituania e in Repubblica Ceca, dove i volontari provenienti dall’oriente si raggruppano per prepararsi alla guerra. Oggi contro il Cremlino, domani contro Lukashenko e Kadirov – questo è il loro motto. La voce narrante sarà quella di Oksana Chelisheva, cittadina russa, dissidente politica, attivista per i diritti umani e giornalista. Da sempre schierata con i gruppi dell’opposizione antiputiniana, Oksana ha lavorato fianco a fianco con reporter del calibro di Anna Politkovskaja e Andrej Mironov, non risparmiando – dal 2014 a oggi – critiche pungenti anche al governo di Kiev.

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