Intervista con lo scrittore Ignazio Pandolfo: “La storia raccontata nel romanzo L’angelo e il dio ignorante è una sorta di discesa agli inferi ma anche un viaggio di formazione”

“L’angelo e il dio ignorante” (Bookabook) è il nuovo libro dello scrittore messinese Ignazio Pandolfo. Un romanzo distopico che si discosta dai precedenti della tetralogia di Chicago, più vicini al thriller, per riprendere le fila di “Viaggio al fondo del diluvio”.

Siamo in un futuro prossimo. I prodotti di ricambio biologico potrebbero costituire una concreta via verso l’immortalità, per chi possa effettivamente permetterselo. La BSP Corporation detiene il monopolio del mercato, grazie ai prodigi scientifici del dottor Kurt Abram e alle ineguagliabili capacità comunicative dell’amministratore delegato, il dottor Chen Li Fou. Ma cosa ne sarebbe dell’umanità, se i prodotti sviluppassero identità ed emozioni dal subconscio collettivo ancorato al DNA non codificante? E cosa, se il prodotto di laboratorio fosse il Committente stesso, ma con volontà propria?

Liam, clone di un individuo malato, per una felice intuizione del suo artefice non è solo una copia fisica di un’altra persona, ma ha in sé i germi di una struttura subcoscienziale, tanto individuale che collettiva. Il protagonista vaga alla ricerca della sua copia originale, e passando per “il ghetto”, conosce il  male e la sofferenza, ma anche il bene e l’amicizia, e come tutti gli esseri umani si pone dei perché, compreso quello della fine.

278059701_4764855856957756_4966459692212012149_n

Ignazio, è uscito il suo nuovo libro “L’angelo e il dio ignorante”, ci racconta com’è nato?

“L’angelo è il dio ignorante (allora il titolo che avevo in mente era diverso), ha cominciato a prendere forma nel lontano 2008. Una volta terminate le ultime stesure, il libro nella sua versione definitiva ha cominciato a collezionare silenzi, rigetti, critiche e stroncature da editori e agenti letterari vari. C’era chi lo giudicava confuso, colmo d’ingenuità, scritto male e in ogni caso non adatto al mercato italiano. Ovviamente trattandosi quasi di un’opera prima (in realtà avevo già scritto un romanzo di fantascienza l’anno precedente, passato del tutto inosservato), molte delle critiche negative erano fondate; ma non tutte. Tra le altre rammento l’osservazione di un agente letterario che affermava che un tale romanzo sarebbe stato accettabile sole se frutto della penna di un autore straniero, meglio se americano. A seguito di questa “geniale” considerazione ho pensato bene di riporre il testo nella più recondita memoria del PC e di dedicarmi alla scrittura di romanzi thriller, genere assai più consono alle linee editoriali di molte case editrici. Ad oggi ne ho pubblicati cinque.

Naturalmente tra un thriller e l’altro sono tornato più volte sul testo originale e, grazie alle precedenti stroncature (delle quali ho fatto tesoro) e a seguito dell’esperienza e dei miglioramenti della scrittura (in questo i thriller sono stati una preziosa  palestra), dopo una trentina di rivisitazioni ed altrettante stesure, il romanzo (grazie alla casa editrice Bookabook) ha finalmente visto la luce nella sua attuale struttura”.

Il protagonista del romanzo, Liam, è privo di una coscienza e della cognizione della realtà, a cosa si è ispirato nella scrittura del personaggio?

“Liam, è una creatura sperimentale frutto della clonazione umana, realizzata con il fine di creare un sosia, cioè la replica di un importante personaggio affetto da un male incurabile. Siamo quindi di fronte alla mercificazione più bieca della scienza, asservita a logiche esclusivamente di carattere economico e commerciale. Liam, come del resto tutti noi, è venuto al mondo senza averlo chiesto e senza sapere perché. Egli tuttavia sin dalla nascita è dotato di un cervello già del tutto sviluppato che gli conferisce potenzialità notevoli sia nell’apprendimento che nel rapportarsi con l’ambiente circostante (ciò anche grazie agli influssi derivanti da quel serbatoio di conoscenza, di istinti e di idee innate, che costituisce l’inconscio collettivo della specie umana).

Liam, pertanto, contrariamente a quanto avviene nei normali neonati, sin dall’inizio è costretto a confrontarsi con se stesso e con le domande essenziali dell’esistenza: Chi siamo? Cosa siamo?  E soprattutto, perché? (perché?… è la madre di tutte le domante). In sintesi estrema, con la vicenda di Liam, ho inteso tracciare una metafora che riguarda tutti noi e più in particolare, il significato generale della condizione umana”.

ignazio

E’ un romanzo in cui si affrontano diverse tematiche attuali, dall’amicizia alla religione, dalle arti figurative alla dicotomia tra etica e scienza, all’eutanasia…

“Liam, catapultato sul malgrado in questo mondo, dopo essere fuggito dalla struttura nella quale è stato concepito, intraprende un disperato viaggio alla ricerca del suo gemello malato (se stesso), durante il quale si confronta con tutto ciò che la vita gli propone: il male, sia nella sua accezione più banale che in quella più estrema, l’orrore, il sesso, la droga ma anche l’amicizia, la morte e la ricerca della trascendenza (elemento presente allo stato di latenza in ogni essere umano).

In particolare l’approccio con la questione religiosa assume molteplici aspetti che variano dall’assurdo alle più semplici manifestazioni della fede, passando per l’occulto e il soprannaturale.

In buona sostanza la vicenda di Liam ci parla di una sorta di discesa agli inferi ma anche di un viaggio di formazione durante il quale la sua componente umana finirà con l’emergere in maniera sempre più rilevante, trasformando il frutto di un esperimento di laboratorio in un vero essere umano. Un po’ come il burattino Pinocchio finisce con il trasformarsi in un vero bambino. L’eutanasia, la manipolazione del genoma umano, la mercificazione della scienza sono elementi cui ho pensato sin dall’inizio del romanzo ma che ancora oggi, a distanza di tanti anni, non solo rimangono di stretta attualità ma hanno assunto una rilevanza ancora maggiore. Ciò testimonia che il testo non ha risentito della lunga gestazione ma, al contrario, è in grado di toccare alcuni nervi scoperti che ancora oggi tormentano la società.

Per quanto attiene alle citazioni di ordine pittorico e aggiungerei anche cinematografico, che ho più o meno esplicitamente disseminato in tutto il racconto, esse non rappresentano altro che le mie due grandi passioni: la storia dell’arte e il cinema”.

Nella società odierna secondo lei chi incarna l’Angelo e chi il Dio ignorante?

“Nell’immaginario collettivo gli angeli sono creature benigne che provvedono alla protezione e alla consolazione degli umani. In realtà l’analisi della metafisica delle entità angeliche ci dice ben altro. Basta dare un’occhiata, anche approssimativa, alle scritture o alle considerazioni teoretiche dei mistici e dei teologi, per rendersi conto che gli angeli, in quanto emanazione diretta dei disegni, talvolta imperscrutabili della volontà divina, non sono entità valutabili con le categorie del bene o del male. In realtà si tratta di esseri del tutto innocenti che possono ovviamente operare nel bene ma cui non è precluso anche ciò che per noi umani è considerato male.

Le scritture, infatti, abbondano di angeli vendicatori, o portatori di piaghe e pestilenze, ovvero di spiriti celesti che martirizzano, stigmatizzano e tormentano asceti, santi o anche comuni credenti.

Vista in quest’ottica, Liam, creatura inconsapevole, frutto dell’altrui nefandezza, anche quando si abbandona ad atti di violenza, non può essere giudicato con i parametri di bene o male e pertanto, anche alla luce della sua verginale innocenza, può essere assimilato a un’entità angelica.

Il dio ignorante, per converso, è l’Artefice! Colui, che l’ha creato senza giustificazioni di natura etica, non tenendo in alcuna considerazione le conseguenze del suo atto sacrilego. Kurt, lo scienziato vittima di enormi sensi di colpa, è il dio ignorante, cioè colui che conferisce la vita senza sapere ciò che fa. É il Funesto Demiurgo, figura che sta alla base di alcune linee di pensiero della filosofia gnostica”.

Com’è nata la sua passione per la scrittura?

“Questa domanda mi costringe a parlare di me (cosa che non faccio mai volentieri). Comunque vedrò di essere il meno autoreferenziale possibile. Mi ritengo affetto dalla “malattia” della creatività da sempre. Già da ragazzo ho cominciato a cimentarmi nella pittura (attività che pratico ancora oggi, con sempre maggiore impegno). Anche la mia attività professionale (docente universitario), per la necessità istituzionale di produrre scritti di natura scientifica e didattica, ha consentito di dare spazio a molti aspetti della mia natura creativa. Ma il vero motore che ha innescato in me il bisogno di scrivere è stata la lettura. Fin da ragazzino (in casa non mancavano i libri) ho intrapreso la strada del cosiddetto “lettore forte”.

Ho cominciato con Emilio Salgari e ho continuato in maniera compulsiva e onnivora con l’affrontare ogni genere e ogni autore (storia, biografie, narrativa, classici, poesia, etc). Direi che in un certo momento della mia vita, il passaggio dalla lettura alla scrittura sia stato un evento del tutto naturale e forse inevitabile”.

Quali sono i suoi prossimi progetti?

“Quasi in contemporanea all’uscita del romanzo L’angelo e il dio ignorante, ho pubblicato per la Leone Editore il mio quinto  thriller, “L’isola delle ombre, che si può dire aver visto la luce solo in parte poiché, in atto, è reperibile nel formato e-book, per cui l’operazione potrà dirsi conclusa non appena uscirà nella versione cartacea. Questo nell’immediato. Per il futuro sto mettendo in cantiere un ulteriore romanzo di taglio fantascientifico, fortemente distopico, la cui struttura si preannuncia piuttosto complessa. Il che mi fa prevedere non poche difficoltà in ordine alla sua pubblicazione”.

di Francesca Monti

Grazie a Marco Bonardelli

Sito dell’autore: https://www.ignaziopandolfo.it/

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...