Intervista con Alessandro De Rose, campione di high diving: “Nel momento che precede un tuffo ci sono tante emozioni contrastanti che vanno dalla paura all’adrenalina”

“La passione per questo sport nasce un po’ per caso. Sono sempre stato un tuffatore e poi tra i 17 e i 18 anni ho iniziato a lavorare a Zoomarine, un parco acquatico, e lì ho scoperto le grandi altezze”. Alessandro De Rose, classe 1992, è un campione di High Diving, tra i più forti del pianeta dai 27 metri.

Nel 2015 è stato il solo italiano a partecipare ai Mondiali, mentre per cinque anni consecutivi ha preso parte alle tappe italiane del Red Bull Cliff Diving, la serie di eventi più importanti di questa disciplina, grazie ad una wild card. Il 2017 è stato l’anno della consacrazione: a luglio ha vinto la sua prima tappa delle World Series a Polignano a Mare, in una battaglia all’ultimo tuffo e, una settimana dopo, si è aggiudicato la medaglia di bronzo ai Mondiali di Nuoto a Budapest.

Ora, per il campione cosentino, la sfida è confermarsi al vertice di uno sport che da estremo si sta avvicinando al mondo Olimpico.

Alessandro De Rose
Alessandro De Rose of Italy dives from the 28 metre platform at the Copenhagen Opera House during the final competition day of the third stop of the Red Bull Cliff Diving World Series  – credit Deam Treml

Alessandro, com’è nata la tua passione per l’high diving?

“La passione per l’high diving nasce un po’ per caso. Sono sempre stato un tuffatore e poi tra i 17 e i 18 anni ho iniziato a lavorare a Zoomarine, un parco acquatico, e lì ho scoperto le grandi altezze. Così sono diventato un mega fan delle gare Red Bull, ed ho iniziato a seguirle su YouTube. Da quel momento è nato anche l’amore per le grandi altezze”.

Nel momento precedente a un tuffo quali sono i tuoi pensieri?

“Si è nervosi anche perché si è consapevoli che il gesto tecnico che si va a fare è molto estremo, comunque cadiamo a 90 km/h contro l’acqua a 27 metri d’altezza, che è l’equivalente di un palazzo di nove piani. Quindi ci sono tante emozioni contrastanti che vanno dalla paura all’adrenalina”.

Che tipo di preparazione c’è dietro ad ogni gara?

“Non preparo la singola gara ma tutta la World Series, quindi c’è tanto lavoro durante l’off season, ovvero il periodo invernale, dove ci si allena a 360°, in piscina, in palestra sul tappeto elastico per perfezionare l’ultima parte del tuffo, ovvero il barani. Si cerca di differenziare un po’ la preparazione anche perché, secondo me, un high diver deve essere abile in tutto ciò che è acrobatico”.

Alessandro De Rose
Alessandro De Rose of Italy during the final competition day for the second stop of the Red Bull Cliff Diving World Series in Paris, France on June 18, 2022 – credit foto Romina Amato

Qual è il luogo da cui ti sei tuffato che più ti è rimasto nel cuore?

“Mi rimane sempre nel cuore l’Indonesia. Abbiamo fatto un progetto lì con Red Bull e per me è stata un’esperienza unica anche perché è stata la prima volta che sono andato fuori dal continente. Per rimanere nella nostra nazione direi la Costiera Amalfitana, anche perché è legata al primo tuffo che ho fatto al fiordo del Furore”.

Il 2017 è stato l’anno della tua consacrazione, hai vinto la tua prima tappa delle World Series a Polignano a Mare e la medaglia di bronzo ai Mondiali di nuoto a Budapest. Che ricordo hai di quelle due vittorie?

“Ricordo l’anno 2017 con molto piacere, anche perché mi ha dato la possibilità di vivere di ciò che amo. È stata una grandissima sorpresa, neanche io mi aspettavo di riuscire a salire sul podio in tutte e due le gare, quindi porto nel cuore tanti bei momenti e tanta gratitudine verso tutte le persone che hanno collaborato con me per raggiungere questo risultato”.

Alessandro De Rose
Alessandro De Rose during final competition day at the Red Bull Cliff Diving World Series in Boston, USA on June 4 2022 – credit foto Romina Amato 

Quali sono i tuoi passatempi preferiti quando non sei impegnato con allenamenti e gare?

“Sono un ragazzo semplice, non ho grandi pretese, ad esempio mi piace fare lunghe passeggiate con mia moglie per i sentieri del Carso o vicino al lungomare. Mi piace viaggiare, suonare la chitarra e mi diverto anche con un po’ di giocoleria, insomma mi tengo occupato”.

L’high diving da sport estremo si sta avvicinando al mondo Olimpico. Cosa manca ancora per far sì che possa fare questo ulteriore step?

“Secondo me non manca più nulla per far sì che possa diventare uno sport olimpico. Forse l’unica cosa è un po’ d’interesse da parte delle varie federazioni e spero che a breve inizino a supportare l’high diving, tanto quanto ha già fatto la federazione italiana nuoto, creando un progetto in vista degli Europei del 2022 che si disputeranno a breve a Roma, tant’è che siamo riusciti a partire insieme. Io mi sono allenato nelle condizioni migliori, forse sono stato uno dei pochissimi ad avere tante opportunità e delle condizioni di allenamento ideali. C’è poi un gruppo di giovani che, grazie al progetto della federazione, vengono coccolati e possono crescere sempre di più. Sono sicuro che in futuro porteranno anche tante soddisfazioni e tanti bei risultati”.

Alessandro De Rose
Alessandro De Rose during the training day for the first stop of the Red Bull Cliff Diving World Series in Boston, USA on June 2, 2022 – credit foto Romina Amato

Quali sono i tuoi obiettivi stagionali?

“Cerco sempre di pormi degli obiettivi un po’ semplici, chiamiamoli così, non me ne abbiate, però sicuramente rimanere nella World Series, ovvero nella top eight mondiale, riuscendo ad essere costante con i risultati che sto avendo e, perché no, magari centrare un altro podio. Quello europeo sarebbe l’obiettivo più grande di quest’anno”.

Un sogno nel cassetto…

“In questo momento mi verrebbe da dirvi riuscire a costruire una famiglia il prima possibile per godermi la pensione insieme a mia moglie in qualche isola, dove non esiste l’inverno e dove avere a portata di mano il mare e la spiaggia tutto l’anno”.

di Francesca Monti

Grazie a Duccio Dalle Nogare – EIS Team

credit foto copertina Deam Treml

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