UN POSTO AL SOLE – Intervista con Vladimir Randazzo: “Nunzio, il mio personaggio, è un’altalena di emozioni, scelte e decisioni”

“Con il mio personaggio ho in comune la temerarietà. E’ molto coraggioso, non si spaventa, non ha paura dei giudizi e dei pregiudizi di chi gli sta attorno”. Vladimir Randazzo riveste il ruolo di Nunzio Cammarota in “Un Posto al sole”, in onda su Rai 3 dal lunedì al venerdì alle 20,45.

Attore giovane e di talento, con alle spalle importanti lavori, dalle serie “Squadra Antimafia 8” e “Solo per passione – Letizia Battaglia fotografa” al film “A mano disarmata”, si è avvicinato alla recitazione durante il liceo, è appassionato di musica e sogna di poter viaggiare per il mondo, in particolare di visitare il Tibet.

In questa intervista Vladimir Randazzo ci ha parlato di Nunzio, del primo giorno sul set della soap ma anche dei prossimi progetti.

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credit foto Giuseppe D’Anna

Vladimir, lo scorso 29 luglio “Un Posto al sole” ha tagliato un importante traguardo: 6000 puntate…

“Festeggiare questo traguardo con una famiglia come quella di “Un Posto al sole” è ancora più gratificante. Nonostante io sia entrato nella soap da meno tempo rispetto agli altri attori che vi recitano da parecchi anni è come se ci fossi sempre stato”.

Che ricordo hai del primo giorno sul set?

“Mi viene un po’ il fiato corto se ci penso perchè è stato come prendere un treno in corsa, con un ritmo avviato, per cui devi diventare sicuro di te stesso in pochissimo tempo in quanto la produzione è veloce e pretende una precisione e una puntualità da parte degli attori, dei tecnici e di qualsiasi maestranza”.

Hai riscontrato delle assonanze tra te e il tuo personaggio?

“E’ un processo strano associare la tua persona ad un personaggio che cambia nel tempo in un progetto lungo e duraturo. Abbiamo in comune la temerarietà. Nunzio è molto coraggioso, non si spaventa, non ha paura dei giudizi e dei pregiudizi di chi gli sta attorno, persino delle persone care che potrebbero influenzarlo, in una realtà plausibile, che vogliono che abbia una vita tranquilla. Affronta con coraggio temi anche più grandi di lui come ristabilire un equilibrio in un amore che all’inizio era lontano, poi è diventato reale ma che vive un momento complicato a causa della vicenda giudiziaria di Chiara (Alessandra Masi). Quello che mi ha destato stranezza pensando ad un confronto con me stesso è la testardaggine del mio personaggio, il voler perseguire un obiettivo con una determinazione incredibile ma che non sempre porta a risultati positivi”.

Nelle puntate attualmente in onda vediamo Nunzio in preda alla disperazione dopo che Chiara ha deciso di partire da sola e di non coinvolgerlo nella sua fuga…

“Esattamente, Nunzio non si arrende ed è determinato a ritrovare Chiara. Lui voleva fuggire insieme alla donna che ama, nonostante le parole sagge di sua mamma Katia (Stefania De Francesco), che esprime il proprio dissenso vedendo partire suo figlio non si sa per dove e senza sapere quando potrà rivederlo. Non vuole che stravolga la sua vita conquistata pezzo per pezzo con tanta difficoltà per andare appresso ad un amore, che potrebbe anche essere passeggero, solo per un discorso di determinazione personale. Ma si sa, per amore di un figlio, di un genitore, di una fidanzata o di un fidanzato, si fa tutto. Nunzio rifiuta i consigli di Katia e va dritto come un treno, anche se davanti ha un muro”.

Nelle varie storyline attraverso Nunzio sono state affrontate diverse tematiche, ce n’è una in particolare che vorresti interpretare in futuro?

“Al momento non c’è un tema in particolare. Finora il mio personaggio ha abbracciato più o meno tutto quello che immaginavo: la battaglia per una posizione lavorativa dignitosa, che appartenga alla sfera delle competenze personali, il passaggio dal lavoro ai cantieri che non si confaceva perfettamente alla sua formazione al traguardo dell’assunzione come chef al Caffè Vulcano, ma anche la tematica della dipendenza non personale ma indirettamente con Chiara. Aspetto di capire cosa avranno in serbo gli autori”.

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credit foto Giuseppe D’Anna

Nunzio è chef al Caffè Vulcano, come te la cavi ai fornelli?

“Amo molto cucinare e ogni volta che posso mi piace studiare qualcosa di nuovo, magari lontano dalle tradizioni regionali, e sperimentare. Sicuramente il mio livello non è così alto come quello di Nunzio (sorride)”.

Dal tuo profilo Instagram mi sembra di capire che una delle tue passioni sia la musica…

“Ho iniziato a studiare pianoforte a 11-12 anni, poi ho frequentato il liceo classico e nel contempo praticavo sport, quindi non avevo tempo e ho rinunciato alla musica, una delle cose a cui tengo di più. Ad oggi è un hobby che porto avanti con decisione, faccio lezioni con un maestro e devo dire grazie alla mia compagna, Federica Quartana, che è attrice e anche arpista professionista, che ha riacceso in me quella fiamma”.

Hai recitato nel film “A mano disarmata” e nella serie “Solo per passione – Letizia Battaglia fotografa”, che esperienze sono state?

“Entrambe sono state molto belle. Sul set di “A mano disarmata” ho condiviso giornate stupende con Claudio Bonivento, un regista molto bravo, soprattutto per quel cinema che affronta il sociale e tematiche importanti che a volte vengono dimenticate. Lavorare con una professionista immane quale Claudia Gerini è stata una grande esperienza. Così come conoscere la vera Federica Angeli, che nella realtà ha subìto quello che raccontiamo nel film, è stato abbastanza forte.

Per quanto riguarda “Solo per passione – Letizia Battaglia fotografa” è stato emozionante essere diretto da Roberto Andò e recitare con Isabella Ragonese. Letizia Battaglia è venuta a trovarci sul set ed è stato un valore aggiunto ascoltare la testimonianza di una grande persona come lei. Poco prima della messa in onda della serie purtroppo è venuta a mancare, quindi è stato doppiamente un onore avervi partecipato”.

Com’è nata la tua passione per la recitazione?

“Credo che parta dal liceo perchè il nostro preside era un importante filologo e amava il teatro, quindi ha creato questo laboratorio che iniziava in quarta ginnasio e poteva durare fino alla maturità. Io volevo fare il medico e gli ultimi due anni ho cominciato a studiare per prepararmi ai test per l’ammissione all’università. Nel frattempo ho frequentato assiduamente il laboratorio dove c’era questo regista che amava il teatro e che voleva fosse fatto dai giovani. L’anno della maturità siamo stati ospiti al Teatro Greco di Siracusa e ho visto L’Edipo Re di Sofocle con la regia di Daniele Salvo. Sono rimasto folgorato e da quel momento ho abbandonato lo studio per i test di medicina, ho detto ai miei genitori, che mi hanno sempre sostenuto, che volevo fare l’attore e ad oggi posso affermare di non essere pentito di questa scelta e che i sacrifici sono stati ripagati, anche se è un mestiere discontinuo e insicuro per certi versi”.

In quali progetti sarai prossimamente impegnato?

“Andrà in onda prossimamente su Canale 5 “La ragazza di Corleone”, che ho finito di girare a marzo, con un cast importante, da Rosa Diletta Rossi a Fortunato Cerlino, con la regia di Mauro Mancini. Io interpreto Giovanni Corleone. La serie racconta una storia di rivendicazione dei diritti personali, di reindirizzamento della propria vita nonostante la provenienza famigliare. E’ un progetto a cui tengo molto. E poi spero di continuare all’infinito a recitare in Un Posto al sole”.

Un sogno nel cassetto…

“Avere il tempo di viaggiare, di assaporare culture diverse, di parlare con le persone, di assaggiare il cibo, di vedere i paesaggi, di conoscere le tradizioni di altri Paesi. Credo sia un grande arricchimento”.

C’è un Paese in particolare che vorresti visitare?

“L’Oriente, in particolare la Thailandia e il Tibet che mi attira molto”.

Concludo chiedendoti quale composizione o canzone assoceresti a Nunzio?

“Sceglierei la sonata Patetica di Beethoven che sto studiando e che ha molti cambi, climax ascendenti e discendenti nella dinamica e anche melodicamente, perchè Nunzio è un’altalena di emozioni, scelte e decisioni, a volte ponderate, altre meno, infatti continua ad avere bisogno di una persona che lo rimetta in riga, visto quello che gli succede. Questa sonata lo rappresenta bene perchè è variegata come lui”.

di Francesca Monti

Grazie a Stefania Lupi

credit foto copertina Giuseppe D’Anna

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