VENEZIA79 – “Monica” di Andrea Pallaoro con Trace Lysette in Concorso alla Mostra del Cinema: “Ho voluto raccontare una storia che esplorasse la complessità della dignità umana”

“Monica” di Andrea Pallaoro, con Trace Lysette, Patricia Clarkson, Adriana Barraza, Emily Browning, Joshua Close, è in Concorso alla 79a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Monica torna a casa per la prima volta dopo una lunga assenza. Ritrovando sua madre e il resto della sua famiglia, da cui si era allontanata da adolescente, intraprende un percorso nel suo dolore e nelle sue paure, nei suoi bisogni e nei suoi desideri fino a scoprire dentro di sé la forza per guarire le ferite del proprio passato. Il ritratto intimo di una donna che esplora i temi universali dell’abbandono e dell’accettazione, del riscatto e del perdono.

“Negli ultimi anni, il confronto con la malattia di mia madre mi ha portato a riflettere sul mio passato e sugli effetti psicologici dell’abbandono. A partire da questa esperienza ho voluto raccontare una storia che esplorasse la complessità della dignità umana, le conseguenze profonde del rifiuto e le difficoltà nel guarire le proprie ferite. Monica è un’eroina moderna, coraggiosa, generosa, che riesce a perdonare chi l’ha abbandonata. Se all’inizio il fatto che fosse una trans è stata la chiave di volta per la storia, poi durante il film è passato quasi in secondo piano per porre l’attenzione su una figlia che trova la madre e la famiglia dopo tanti anni di assenza e che vuole recuperare il tempo perduto.
Attraverso un linguaggio cinematografico che prende forma da un constante dialogo tra l’estetica dell’intimità e dell’alienazione, in bilico tra l’interiorità della protagonista e il mondo che la circonda, i miei collaboratori ed io ci siamo addentrati nel mondo emotivo e psicologico di Monica per riflettere sulla natura precaria dell’identità di ciascuno di noi quando viene messa alla prova dalla necessità di sopravvivere e trasformarsi”, ha dichiarato Pallaoro.

“Poter interpretare questo film come un’attrice e non come una transgender è un onore e una grande soddisfazione dopo tanti anni di lavoro. E’ un’importante opportunità poter raccontare quello che sono ma anche essere considerata un’attrice. In passato ho vissuto momenti difficili, poi un amico mi ha consigliato di concentrarmi su me stessa, ho preso lezioni di recitazione, è arrivata la chiamata per la serie Law and Order e la mia vita è ripartita”, ha detto Trace Lysette.

di Francesca Monti

credit foto La Biennale

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