Mastercard a Venezia 79: uno speciale incontro dei giovani talenti con il cinema internazionale

La 79. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia è da poco entrata nel vivo e Mastercard, per il sesto anno sponsor della kermesse, ha promosso all’interno della Mastercard Lounge presso l’Hotel Excelsior un’occasione di incontro per connettere i giovani registi di “Biennale College Cinema” con il mondo dell’industry cinematografica.

All’interno di uno speciale evento promosso insieme alla Biennale di Venezia, Cinecittà e Mastercard, al quale hanno partecipato registi, produttori ed esponenti dell’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences presenti a Venezia, Mastercard – main sponsor della Mostra – ha voluto promuovere un momento di scambio e condivisione dedicato ai futuri talenti del cinema di Biennale College, i registi Monica Dugo, Eldar Shibanov, Sjoerd van Acker e Hanna Västinsalo, le cui opere verranno presentate alla Mostra e proiettate durante il Festival.

I giovani talenti hanno preso parte allo speciale evento di networking, potendo confrontarsi con alcuni tra i più importanti produttori e rappresentanti del panorama cinematografico nazionale e internazionale. In questo modo, Mastercard e La Biennale di Venezia hanno permesso ai giovani di Biennale College di vivere un’esperienza professionalmente stimolante e votata al confronto sul futuro del cinema e sulle prospettive della produzione.

In un momento di vitale importanza per tutto il mondo cinematografico, Mastercard vuole essere ancor più vicino alle istituzioni culturali impegnate nella salvaguardia del cinema, una delle passioni più amate dagli italiani, supportandone direttamente gli interpreti e i fautori, coloro che, attraverso il processo creativo, portano sul grande schermo storie, messaggi, racconti e pensieri.

“Siamo entusiasti di essere anche quest’anno main sponsor della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, rinsaldando una partnership che prosegue da sei anni.” – ha dichiarato Michele Centemero, Country Manager Italy Mastercard – “Siamo inoltre molto felici di poter dar vita a speciali occasioni dedicate ai giovani talenti del cinema, come i giovani di Biennale College, per aumentare le opportunità di connessione e confronto, permettendo loro di esprimere al meglio il proprio potenziale.”

I protagonisti dell’incontro

Monica Dugo è nata a Messina nel 1969. Dopo una valida carriera come ballerina professionista, passa alla recitazione. È protagonista a teatro in Bulli e Pupe, in televisione in sitcom come Colpi di sole e Hot, co- protagonista in numerose serie tv per la Rai e per Canale 5. Ha lavorato, tra gli altri, con Leonardo Pieraccioni, Peter Del Monte, Michele Soavi, Stefano Reali, Giulio Manfredonia, Francesco Amato e Paolo Sorrentino. Come autrice, ha iniziato a scrivere i testi dei suoi personaggi comici nel 2006. È regista del film in concorso per Biennale College “Come le tartarughe”.

Eldar Shibanov (1986) è un regista kazako impegnato nel mondo cinematografico fin da diciottenne. Per tre anni ha vissuto in un’isola nel pacifico. Realizza film insieme a sua madre Yuliya Levitskaya e suo fratello Dias Shibanov. Ad oggi, ha diretto un lungometraggio e sette cortometraggi. Il suo prodotto di maggior successo è il corto Sex, Fear and Hamburgers (presentato nel 2018 ai festival di Venezia, Berlino e Mosca. Tra la realizzazione dei suoi film, lavora per la sua casa di produzione di effetti speciali.

Sjoerd van Acker, classe 1997, è nato nei Paesi Bassi ma è cresciuto girando vari luoghi del continente africano, tra Uganda, Lesotho e Zambia. Ha studiato Image and Media Technology presso la University of Arts di Utrecht. Ha cominciato a sperimentare con la virtual reality durante uno periodo di apprendistato in un gruppo teatrale pioniere nel campo della XR (Extended Reality). Al termine degli studi, ha cominciato a lavorare come Creative Technologist sotto lo pseudonimo di NO FISH, creando mostre virtuali ed esperienze VR per musei e artisti. Il suo esordio alla regia, Elele, è stato sviluppato all’interno di Biennale College Cinema VR.

Hanna Västinsalo è una regista finlandese. Ha studiato regia presso l’American Film Institute Conservatory di Los Angeles, dove ha ricevuto la borsa di studio Sloan Foundation Fellowship. Presso l’università di Helsinki le era già stata assegnata una posizione di dottorato in genetica molecolare. Hanna è stata una degli speaker del TEDxHelsinkiUniversity 2018, dove ha parlato della relazione tra storytelling e scoperta scientifica. Il suo ultimo lavoro cinematografico in realtà virtuale, Siltojen alta tulevaisuuden ihmiselle, è stato presentato in anteprima mondiale alla 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, nel 2020. Nell’edizione 2022 presenta il suo ultimo lavoro, Palimpsest.

Le loro opere Come le tartarughe, Mountain Onion, e Palimpsest verranno proiettate nella Sala Web della Mostra tra i 18 lungometraggi e 12 cortometraggi selezionati. Elele, progetto in realtà virtuale, è in programmazione nella sezione “Venice Immersive”

In occasione dell’incontro i giovani hanno condiviso la loro visione del cinema, soffermandosi su cosa per loro sia veramente unico e priceless nel processo creativo che trasforma le idee e le proietta sul grande schermo.

“Il cinema ha il grande potere di far vivere allo spettatore una vita parallela. Essere un regista, per me, significa avere la possibilità di scegliere le immagini, i volti, ma soprattutto decidere cosa raccontare di una storia. Infatti, ciò che mi ha spinto principalmente a intraprendere questa carriera è la voglia di avere il controllo della storia da raccontare, così come un tempo facevo con la scrittura, scegliendo le parole. È impagabile la percezione che si ha quando il pubblico – guardando un film – si estranea da tutto e sogna. Non vedo l’ora di vedere sul grande schermo il mio nuovo film e ringrazio molto Biennale College perché ha rappresentato un punto di svolta nel mio percorso” – racconta Monica Dugo.
Inoltre, sull’incontro di networking tenutosi a Venezia “L’incontro di ieri mi ha fatto sembrare semplice incontrare persone importanti e molto importante che queste siano più semplici di quanto pensiamo. Vorrei che anche fare un film fosse così, semplice, ma importante. “

“Guardare il proprio film sul grande schermo è un mix di emozioni contrastanti, tra dieci anni mi piacerebbe avere una prima a Venezia con il mio lungometraggio. ha dichiarato Eldar Shibanov.

E sull’opportunità al quale ha preso parte a Venezia ha dichiarato: “È stato straordinario, per un piccolo filmmaker indipendente del Kazakhstan come me, avere l’opportunità di poter condividere le mie idee e i miei pensieri con Bill Kramer e con molti registi e produttori interazionali, ringrazio molto Mastercard e La Biennale per aver organizzato questo momento inestimabile di networking”.

“Essere un regista significa avere un’idea e darle vita. Ho deciso di lavorare nel cinema per creare esperienze e condividerle con le persone. Vedere come reagiscono alle mie creazioni ed esperienze cinematografiche e in virtual reality è qualcosa di davvero speciale. Qualcosa di priceless. – ha dichiarato Sjoerd van Acker – “Sono davvero grato di aver avuto l’opportunità di incontrare gli altri registi di Biennale College Cinema e aver potuto, per la prima volta, affacciarmi al mondo dell’industry”.

“Realizzare Palimpsest è stato un percorso incredibile, e sembra quasi impensabile aver avuto l’onore di far parte di Biennale College. Avere il nostro piccolo film qui in premiere a Venezia ed essere riconosciuta dall’industry cinematografica e dall’Academy all’interno di un evento come questo è il culmine di tutti quei sogni che immaginavamo quando abbiamo cominciato la nostra attività di registi. Un’opportunità come questa per condividere la nostra storia è davvero qualcosa di priceless – ha affermato Hanna Västinsalo – Il cinema, infatti, è un’opportunità di raccontare una storia, portare gli spettatori in tempi e luoghi diversi che, a volte, nemmeno esistono. Il suo ruolo è quello di creare empatia: puoi trovarti ovunque nel mondo e comunque connetterti con il protagonista di un film andando oltre età, sesso o ambientazione. Per me il cinema è scoperta, è realizzare esperienze che le persone possano percepire e vivere.”

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