GDA 2022: Salvatore Mereu porta in concorso il vento della Sardegna

Il sesto lungometraggio di Salvatore Mereu è il film italiano in concorso delle Giornate degli Autori. La terra sarda senza fronzoli né effetti speciali è protagonista insieme ad un anziano contadino e un ragazzo. Bentu (Vento) è una storia sul tempo e la capacità di saperlo vivere senza fretta, un film sul rapporto tra i due protagonisti e sulla pazienza, che con il nostro correre quotidiano abbiamo dimenticato. Dopo Assandira, presentato alla Mostra nel 2020, Salvatore Mereu torna al Lido con un film che rende giustizia alla lentezza, restituendo centralità all’ambiente e ai suoi ritmi a dispetto della frenetica bulimia del vivere moderno.“Leggendo il racconto di Antonio Cossu che ha ispirato questo film”, commenta Mereu, “ho ritrovato molti dei temi a me cari che ho spesso trattato in passato partendo da altri libri (Sonetaula, Bellas mariposas, Assandira). Il mondo dell’infanzia prima di tutto, quello del tempo sospeso, della sfida dell’uomo con la natura, del difficile approdo alla modernità quando ci sono i sedimenti di una grande civiltà arcaica che resiste. Ma Bentu è anche la storia di un’amicizia, di una relazione umana, quella tra il vecchio Raffaele e il piccolo Angelino, che matura attraverso l’apprendistato, l’iniziazione, e viene vissuta in condizione di totale isolamento in un luogo e in un tempo dove anche l’arrivo di una trebbia può essere salutato come il passaggio di una cometa”. Appuntamento alle 17.00 in Sala Perla.

La proiezione del film sarà anticipata dalla consegna del Premio SIAE alla carriera a Gianni Amelio, che raccoglie il testimone di Citto Maselli e Stefano Sollima, premiati nel 2021. A consegnare il riconoscimento per SIAE sarà Andrea Purgatori, Presidente delle Giornate degli Autori. Gianni Amelio, in concorso alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia con Il signore delle formiche, è il regista che, attraverso un originale e personale punto di vista, ha rinnovato la tradizione neorealista trasformandola nella narrazione italiana tra il finire del ’900 e il nuovo millennio. “Gianni Amelio”, recita la motivazione, “ha forgiato il suo mestiere del cinema attraverso la feconda stagione del cinema per la televisione, ha affinato la sua arte nutrendo il grande schermo di filosofia e letteratura, ha saputo usare la sua arte per affrontare grandi piaghe come la nostra stagione del terrorismo e acceso il dibattito su temi importanti come la disabilità. Con questo riconoscimento celebriamo insieme ad Amelio grandi artisti come Gian Maria Volonté e Leonardo Sciascia, Giuseppe Pontiggia ed Ermanno Rea e a lui chiediamo di continuare la necessaria ricerca del coraggio che caratterizza i suoi personaggi e tanto assomiglia all’Italia di oggi e di domani.”

Grazie alla Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia tornano gli appuntamenti con la formazione inaugurati già lo scorso anno alle Giornate. La regista e sceneggiatrice francese Céline Sciamma, presidente della giuria di 27 Times Cinema delle Giornate, è la protagonista della prima di tre Masterclass presentate al Lido e dedicate all’approfondimento della pratica cinematografica. La Masterclass, moderata dalla giornalista Ilaria Ravarino, offrirà una prospettiva concreta sul lavoro di una delle autrici e registe più apprezzate nel panorama internazionale. Il successo internazionale di Céline Sciamma arriva sin dal suo primo lungometraggio Tomboy che nel 2011 vince il Teddy Award alla Berlinale; nel 2014 presenta Bande de filles (Diamante nero) alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes e due anni dopo scrive la sceneggiature di Quand on a 17 ans (Quando hai 17 anni) di André Téchiné e di Ma vie de Courgette (La mia vita da Zucchina), film d’animazione di Claude Barras nominato agli Oscar. Nel 2019 torna alla regia con Portrait de la jeune fille en feu (Ritratto della giovane in fiamme), miglior sceneggiatura al Festival di Cannes. Nel 2021 ha presentato Petite maman al Festival di Berlino. Nel 2018 insieme a molti colleghi ha fondato il Collectif 50/50, associazione francese che promuove l’uguaglianza tra donne e uomini e l’inclusione della diversità sessuale e di genere nell’industria cinematografica e audiovisiva. L’appuntamento è in Sala Laguna alle ore 12.00.

Tra gli appuntamenti del giorno (alle 15.00 in Sala Laguna) c’è quello dedicato ai quindici anni dalla nascita del progetto 100+1, lanciato proprio alle Giornate. È il momento di una nuova fase: l’incontro che affronta la necessità di non limitare la selezione a quei “soli” cento titoli più uno allo scopo di avvicinare le nuove generazioni al nostro passato, cinematografico e non. È necessario allargare il campo d’azione, sfruttare al meglio tutti i nuovi strumenti di visione e comunicazione, invitare i giovani non a visitare un museo ma a entrare dentro un mondo vivo e contraddittorio con cui interagire in prima persona. Prenderanno parte all’incontro Fabio Ferzetti (Giornate degli Autori, ideatore del progetto), Giuliana Gamba (coordinatrice Giornate degli Autori), Alberto Crespi (critico cinematografico), Sandro Veronesi (scrittore), Marco Gulinelli (Assessore alla Cultura del Comune di Ferrara), Stefano Muroni (presidente della Scuola d’Arte Cinematografica Florestano Vancini), Alessio Di Clemente (direttore della Scuola d’Arte Cinematografica Florestano Vancini).

L’incontro sarà seguito dalla proiezione di Era Roma, il documentario di Mario Canale che racconta la scena artistica e politica nella Capitale tra il 1963 e il ‘79, quando Roma fu un centro del mondo. Prodotto da Archivio Orme, Surf Film e Luce Cinecittà – che lo distribuisce – regala un immenso caleidoscopio di una stagione irripetibile: la pittura di Schifano, Festa, Mambor; il teatro delle cantine con Carmelo Bene, Roberto Benigni, il Beat ‘72, la neonata Societas Raffaello Sanzio; il cinema, dalla Dolce vita e Flaiano alla generazione di Bertolucci, Bellocchio, Ferreri, Petri, Agosti, il profeta dell’underground Alberto Grifi. Il film vive di straordinari archivi filmici, come quelli della Surf Film, del CSC, e del grande Archivio Luce, che conserva tra l’altro il Fondo Canale, affidato dal regista: centinaia di backstage di film italiani e Internazionali di film girati tra il 1980 e il 2010.

La timidezza delle chiome, il film in programma per le Notti Veneziane, sezione realizzata in accordo con Isola Edipo, chiude la parentesi del programma del giorno aperta dal film di Mereu su quei mondi che seguono un ritmo differente rispetto alla frenesia della nostra società. La regista Valentina Bertani ci fa conoscere Benjamin e Joshua Israel, due gemelli omozigoti di origine ebraica che, finita la scuola e iniziata l’età adulta, si sentono oppressi e senza futuro. Hanno l’entusiasmo dei vent’anni ma – nella nostra società – la loro disabilità intellettiva arriva agli altri prima del loro carisma. Un racconto libero e autentico dei due protagonisti all’interno della società contemporanea. “Credo sia un’esperienza unica per lo spettatore”, dice Bertani, “quella di poter osservare lo spaccato di vita di due adolescenti con disabilità intellettiva; un punto di vista che raramente viene rappresentato dai media”. Valentina Bertani, che sta lavorando al suo primo film di finzione, ha realizzato video musicali per artisti come Ligabue, Negramaro, Arisa e ha girato commercial per Gucci, Valentino, Adidas, Heineken, Bvlgari e Pirelli. Appuntamento alle 21.30 in Sala Laguna.

Da non perdere l’ultimo appuntamento con i Talk MUBI, che vedrà protagonisti Selene Caramazza, attrice e interprete del film Spaccaossa, presentato alle Notti Veneziane, e Giuliana Gamba, regista, sceneggiatrice e produttrice cinematografica italiana, membro di ANAC. Per festeggiare la partnership, le Giornate degli Autori e MUBI vi regalano un mese di grande cinema gratis! Attiva subito su mubi.com/giornatedegliautori

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