Intervista con la campionessa di ginnastica ritmica Martina Santandrea: “Lo sport mi ha insegnato a non mollare mai davanti alle difficoltà”

“All’età di sette anni sono entrata per la prima volta in palestra, ho visto dei piccoli attrezzi e quello che si poteva fare con essi e mi sono innamorata di questo sport”. Classe 1999, ali di farfalla e coraggio di una guerriera, Martina Santandrea è una delle stelle delle Farfalle Azzurre, la Nazionale italiana di ginnastica ritmica.

Con la squadra ha vinto tantissime medaglie, tra cui lo storico bronzo alle Olimpiadi di Tokyo 2020, e un oro nei 5 cerchi e un argento nei 3 nastri e 2 palle agli ultimi Mondiali di Sofia 2022.

In questa intervista Martina Santandrea ci ha parlato del suo amore per la ginnastica ritmica, della preparazione alle gare, degli insegnamenti che le ha trasmesso lo sport, ma anche di musica e dei prossimi impegni.

GS_220320_LeCoqSportif_0771-Modifica

credit foto Gabriele Seghizzi

Martina, ci racconti le emozioni che hai vissuto ai recenti Mondiali di Sofia 2022?

“E’ stato un Mondiale diverso da quelli passati con questa squadra, che dopo le Olimpiadi di Tokyo ha deciso di continuare ad allenarsi insieme anche quest’anno. La gara del venerdì nell’all around non è andata come ci aspettavamo, ci sono stati parecchi errori e li abbiamo pagati, purtroppo nello sport capita ma abbiamo subito accantonato la delusione per ripartire domenica ancora più cariche per le finali. Siamo riuscite a riscattarci, abbiamo preso due belle medaglie e possiamo ritenerci soddisfatte di questa spedizione. Poi è stata una bellissima vittoria quella nel team ranking, data dalla somma dei punteggi della squadra e delle individualiste. E’ stata una grande prova che ha fatto vedere quanto l’Italia sia presente e forte in questo momento nel panorama mondiale”.

Che ricordo conservi del bellissimo bronzo vinto ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020?

“Quella medaglia è per sempre, è passato ormai più di un anno ma i ricordi non svaniscono, sono speciali e ancora davvero nitidi e forti dentro di noi. Quando torniamo a casa è bello rivedere e toccare quel bronzo per renderci conto che è veramente nostro”.

Com’è nata la tua passione per la ginnastica ritmica?

“E’ nata all’età di sette anni. Sono entrata per la prima volta in questa palestra, ho visto dei piccoli attrezzi e quello che si poteva fare con essi, mi sono innamorata di questo sport e piano piano la passione è cresciuta sempre di più e sono sicura che non se ne andrà mai, neanche quando smetterò di gareggiare”.

Quante ore di allenamento quotidiano fai per preparare le gare?

“E’ un lavoro duro, serrato, ci alleniamo ogni giorno, tranne la domenica, per 8-9 ore. La squadra è composta da dieci ragazze e viviamo insieme undici mesi all’anno in un hotel a Desio, vicino al centro tecnico dove ci alleniamo”.

GS_220320_LeCoqSportif_0901-Modifica

credit foto Gabriele Seghizzi

Qual è l’insegnamento più importante che ti ha trasmesso questo sport?

“Sicuramente ti lascia questa dedizione incredibile al lavoro e questa costanza che ti permette il raggiungimento di un obiettivo come l’Olimpiade che è il sogno di ogni atleta. E’ successo negli anni passati di inciampare, di fare gare che non sono andate come speravamo ma ci siamo rialzate e siamo andate avanti per arrivare pronte a Tokyo e vincere la nostra medaglia. Lo sport mi ha insegnato anche a non mollare mai davanti alle difficoltà. E poi la bellezza di condividere quello che ci ha dato la ginnastica con altre ragazze è qualcosa di incredibile”.

Che consiglio daresti ad una bambina che inizia a praticare ginnastica ritmica?

“Le consiglierei di non arrendersi davanti agli ostacoli e alle sfide perchè è uno sport fatto di tanta bellezza e momenti condivisi ma anche di rinunce e sacrifici. Però quando arrivi al tuo obiettivo, grande o piccolo che sia, ti ricompensa di tutto”.

C’è una rinuncia che ti ha pesato maggiormente fare?

“Sembra strano perchè siamo ragazze ma non mi ha mai pesato rinunciare alle cose che fanno i nostri coetanei perchè le emozioni che regala lo sport sono impagabili. Sicuramente quando sono andata via di casa a 17 anni non è stato facile, ma i nostri genitori ci sono sempre vicini ed erano presenti anche a Sofia per sostenerci”.

La ginnastica ritmica, come accade per altri bellissimi sport, spesso non ha la visibilità che meriterebbe. Cosa serve secondo te affinchè abbia maggiore attenzione mediatica?

“E’ vero. Sicuramente non è uno sport facile da seguire per chi non lo conosce, non è ad esempio una partita di pallavolo dove è palese quando si fa punto, la ritmica è più complicata ma altrettanto bella da vedere. In questi ultimi anni c’è stata una maggiore attenzione da parte dei media, se pensiamo anche solo che il Mondiale è stato trasmesso su RaiSport e c’è stata più visibilità, ma è giusto che venga considerato maggiormente perchè è un bellissimo sport che trasmette valori importanti, anche ai giovani”.

GS_220320_LeCoqSportif_0477-Modifica

credit foto Gabriele Seghizzi

Quali sono i tuoi passatempi preferiti?

“Essendo una squadra mi piace passare insieme alle mie compagne anche i momenti liberi, andare a fare shopping o partire per una vacanza”.

Quali sono i prossimi impegni sportivi?

“Ora ci fermiamo tre settimane e poi avremo una bellissima esibizione il 26 ottobre al Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia per il “Butterfly Symphonic Gala”, in onore del Tricolore, con le esibizioni di tutte le sezioni della Federazione ginnastica: artistica, ritmica, aerobica”.

In un esercizio di squadra di ginnastica ritmica qual è la componente più importante?

“Per un esercizio di squadra serve essere allenate perchè quando arriviamo al Mondiale abbiamo un anno di lavoro in cui ripetiamo lo stesso esercizio tutti i giorni e curiamo ogni minimo dettaglio per essere tutte e cinque perfette, quindi sono richieste attenzione, concentrazione e grande sintonia con le altre compagne. Poi durante la competizione se hai lavorato bene in palestra la performance diventa una sorta di automatismo, non devi neanche pensare alle cose da fare perchè le hai già dentro al corpo”.

La musica è una componente importante in un esercizio di ginnastica ritmica. Cosa ti piace ascoltare?

“Ho un bellissimo rapporto con la musica, ascolto qualsiasi genere, dai Queen ai Maneskin che sono il mio gruppo preferito. In palestra sono anche l’addetta alle playlist per caricarci durante il riscaldamento. La musica è parte integrante della mia quotidianità”.

Un sogno nel cassetto…

“Il mio sogno si è realizzato ai Giochi di Tokyo2020, quindi voglio vivere al meglio quello che mi può ancora dare la ginnastica e poi chissà cosa riserverà il futuro”.

di Francesca Monti

Grazie a Mario Mereghetti – DMTC

credit foto Gabriele Seghizzi

Rispondi