Intervista con Iva Zanicchi: “Mi sono sempre piaciute le sfide impossibili e sono felice di partecipare a Ballando con le stelle”

Ironia, entusiasmo e tanta voglia di mettersi in gioco in ambiti diversi: dopo aver emozionato al Festival di Sanremo 2022 con “Voglio amarti” e aver pubblicato il disco “Gargana” e il romanzo “Un altro giorno verrà”, Iva Zanicchi ha intrapreso una nuova avventura televisiva, vestendo i panni di ballerina, in coppia con Samuel Peron, a “Ballando con le stelle”, amato show del sabato sera di Rai 1 condotto da Milly Carlucci con Paolo Belli.

In questa piacevole chiacchierata, con la consueta simpatia e disponibilità, Iva Zanicchi ci ha parlato delle emozioni e delle difficoltà che sta incontrando in questa esperienza inedita, ma anche del tour estivo che l’ha portata in tante città italiane e del desiderio di vedere il suo ultimo libro diventare una serie tv.

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foto Assunta Servello per Rai

Signora Iva, cosa l’ha convinta ad accettare questa sfida e partecipare a “Ballando con le stelle”?

“A me sono sempre piaciute le sfide impossibili e ringrazio Milly Carlucci che mi ha dato questa opportunità. Alla mia età ci vuole coraggio e un po’ di incoscienza per accettare di partecipare ad un programma di questo tipo, che io ho preso come un gioco e un divertimento. Certo, se nella prima puntata ti danno come voto zero o ancora peggio uno, che secondo me è anche più offensivo, ci rimani male, ma poi ho riflettuto e ho capito che voglio divertirmi e far divertire la gente, stando però attenta a non fare altri scivoloni”.

Sia quando ha ballato la salsa sia il charleston ha portato sulla pista entusiasmo e ironia…

“Finora ho ballato con molta ironia, ma nella terza puntata affronto il tango argentino e lì mi devo impegnare davvero perchè è uno stile per niente facile”.

Come si trova con il suo maestro di ballo, Samuel Peron?

“Avevano detto tutti che era severo ed esigente, invece è un amore. Lo amo come un figlio. Samuel si diverte con me, ha molta sensibilità e quando si accorge che inizio ad essere stanca ci fermiamo. Sa che non sono una ballerina e ho una certa età, che mi impegno ma non sto ad impazzire se un passo proprio non mi riesce. Ovviamente essendo una gara ce la metterò tutta per arrivare fino alla finale ma sempre con ironia, leggerezza, simpatia e poi vediamo cosa accadrà. Tra l’altro Samuel è diventato papà da poche ore di Leonardo e sono molto felice per lui. Sono sicura che questo bambino ci porterà fortuna”.

Abbiamo visto nelle clip in onda prima delle esibizioni che sta provando anche a curare l’alimentazione…

“Se con gli allenamenti mi impegno al massimo, con l’alimentazione è più complicato. Provo a stare attenta a quello che mangio, ma scivolo spesso e volentieri sul cibo, e questo mi penalizza. Non riesco a seguire una dieta, mi devo allenare e ho bisogno della pasta che mi dà energia. Devo rinunciare anche agli inviti a cena da parte degli amici per non sgarrare. Ammetto con grande rammarico che tutti i concorrenti sono dimagriti molto, l’unica che è un po’ ingrassata, nonostante il movimento, sono io. E’ una situazione insolita che dovrebbe essere studiata dagli scienziati (sorride)”.

2022, Ballando con le stelle

foto Assunta Servello per Rai

Quali sono stati i commenti della sua famiglia dopo averla vista ballare?

“Il commento unanime è stato “hai voluto la bicicletta e adesso pedala! Non sei una ballerina e si vede, devi sforzarti di più, a volte sei rigida come un palo”. Sono molto severi. Mio marito poi ogni tanto mi chiede perchè ho voluto intraprendere questa sfida ma io la rifarei altre mille volte. Penso di poter essere in qualche modo anche un esempio per le donne che mi guardano e che magari pensano che se ballo io possono riuscirci anche loro. Vorrei consigliare soprattutto a quelle persone sedentarie, che stanno in casa, che escono solo per andare a messa o in farmacia, di andare a ballare il liscio, così si divertono, ascoltano bella musica, fanno movimento e possono nascere anche amicizie nuove”.

La danza in effetti è condivisione, trasporto, emozione…

“E’ vero. Quando ho provato un innamoramento o un interesse per un uomo la prima cosa che ho desiderato fare era ballare insieme, perchè il ballo avvicina le persone”.

E’ la prima volta che si cimenta con il ballo oppure è una passione che aveva già prima di partecipare a “Ballando con le stelle”?

“Quando ero piccola si ballava tutti il liscio, con gli altri bambini, con mamma, con le zie, c’era in sottofondo la musica di un fisarmonicista un po’ maldestro, però partecipare a “Ballando con le stelle” è completamente diverso. L’unica volta che avevo ballato in televisione era stato con Minnie Minoprio sotto la direzione di Don Lurio, in uno spettacolo di Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, e me l’ero cavata abbastanza bene. Mi è sempre piaciuto soprattutto il tango e quando andavo in Argentina e vedevo i ballerini che danzavano per strada restavo estasiata”.

Tra i concorrenti di “Ballando con le stelle” qual è quello che l’ha più sorpresa a livello umano?

“Giampiero Mughini è stato una grande sorpresa perchè vedendolo in televisione avevo un’idea diversa di lui, invece è un uomo dolcissimo, educato, premuroso, molto riservato”.

Quest’estate ha fatto un tour in molte città italiane dove ha presentato il suo nuovo disco “Gargana” e cantato i suoi successi. Com’è stato ritrovare il suo pubblico dopo la pandemia?

“E’ stata una grande emozione. C’era un pubblico numerosissimo, anche undicimila persone, in queste piazze bellissime. Dovevo cantare un’ora e venti come da contratto ma non sono mai scesa dal palco prima di due ore, perché mi divertivo tanto. Avevo al mio fianco un’ottima orchestra e ho un ricordo meraviglioso di quelle serate. Inizialmente avevo qualche timore sull’intraprendere questo tour estivo, invece oltre i concerti ho fatto anche la promozione del libro. Dovevo riposare in agosto per poi iniziare “Ballando con le stelle” ma mi sono allenata andando in giro per l’Italia”.

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A proposito del suo romanzo “Un altro giorno verrà” (Rizzoli), com’è nata l’idea di questa appassionante saga famigliare?

“Questo libro è nato durante il covid. Quando ero ricoverata in ospedale non potevo leggere e scrivere e per passare il tempo ho cominciato ad elaborare i personaggi e mi frullava nella testa questo nonno che allevava un piccolo di due anni, rimasto orfano dei genitori, morti in modo tragico. Una volta tornata a casa ho iniziato a scrivere velocemente questa storia perchè era sedimentata dentro di me, ambientandola sull’Appennino Tosco-Emiliano, nei luoghi che conosco, tra il 1920 e gli anni Sessanta. Sono partita dal capostipite, Attilio, che faceva il pastore, ho raccontato la fatica disumana che doveva affrontare per la transumanza, conducendo cinquecento capi a piedi verso la Maremma. Mi sono basata sui racconti che ho sentito tante volte dai nonni, perchè ho avuto una bisnonna che era figlia di un pastore. Ho descritto gli incontri straordinari dei contadini che si rivedevano dopo un anno nello stesso posto e che di giorno accudivano il bestiame e la sera ballavano e mangiavano insieme. Poi ci sono Tognin, ultimo dei cinque figli di Attilio, un personaggio molto carino, umano, intelligente, nonostante non fosse istruito, che sogna di sposare Ginetta e il vero protagonista è Lorenzo, che vive storie d’amore bellissime, ma anche momenti dolorosi, e  che da un piccolo paese arriva fino a New York. Questo mi accomuna un po’ a lui, perchè anch’io sono nata a Ligonchio e poi grazie alla musica ho viaggiato per il mondo. E’ un romanzo d’amore, pieno di speranza, in cui i personaggi vogliono mordere la vita. E’ dedicato a mio fratello Antonio che ho amato tanto e che purtroppo è scomparso nel 2020 a causa del covid”.

In effetti questi personaggi sono attaccati alle radici e alle tradizioni ma anche desiderosi di conquistare il futuro, di mettersi alla prova, proprio come lei…

“La voglia di sperimentare e la curiosità non passano mai. Quando scrivo una storia in qualche modo i luoghi e i personaggi, anche se inventati, rimandano a persone che ho incontrato o che conosco e a vicende che ho sentito raccontare. Sa cosa mi piacerebbe?”.

Cosa?

“Vorrei tanto che da questo romanzo venisse tratta una serie tv. Sarebbe bellissimo”.

A quali progetti sta lavorando?

“Devo valutare una proposta per un tour in Sudamerica per il mese di febbraio, poi c’è un progetto a cui tengo tantissimo che si chiama Vacche grasse, dove si ride, si scherza, si canta, ci sono degli ospiti, vediamo se riusciremo a realizzarlo. Mi ispiro, e lo dico con stima e amore, a Renzo Arbore, che è il mio idolo e che faceva una tv innovativa, bella, divertente. Non riuscirò ad emularlo ma voglio avvicinarmi a quel tipo di televisione”.

Nella sua straordinaria carriera ha spaziato in tanti ambiti diversi, ma c’è ancora un sogno nel cassetto?

“Mi piacerebbe andare nello spazio. Sarebbe interessante sperimentare come una donna che ha più di 80 anni possa resistere tra le stelle”.

di Francesca Monti

foto copertina Assunta Servello per Rai

Grazie a Mauro Caldera

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