Video intervista con Alex: “Il disco “Ciò che abbiamo dentro” è nato durante l’estate, avendo vissuto molte emozioni”

Si intitola “Ciò che abbiamo dentro” il nuovo album di inediti di Alex, giovane cantautore e musicista comasco, cresciuto tra Italia e Inghilterra, finalista dell’edizione 2022 di “Amici”, in uscita venerdì 4 novembre (etichetta 21co e distribuito da Artist First).

Negli undici brani che compongono l’album, le parole danno forma a sentimenti ed emozioni come la gioia nello stare insieme, l’immaginare mille possibilità, i ricordi di momenti passati, la voglia di lasciarsi guidare dall’istinto, la disponibilità di essere “casa” per qualcuno.

Dopo i primi concerti di agosto e settembre, Alex presenterà i brani del nuovo disco ai fan in due appuntamenti live, prodotti e distribuiti da Vivo Concerti, il 9 novembre a Roma (Atlantico) e il 23 novembre a Milano (Fabrique).

Qui la nostra video intervista con Alex:

Alex, il 4 novembre esce il tuo nuovo disco “Ciò che abbiamo dentro”, che si compone di undici brani e racchiude tante sensazioni e tematiche diverse, dall’amore alla paura, e che si avvale nella scrittura della collaborazione di importanti autori italiani. Ci racconti come hai lavorato a questo progetto? 

“Questo album è nato durante l’estate, in cui ho vissuto molte emozioni, ho visto e sentito tante cose, sia a livello artistico che personale. Ci sono delle canzoni che avevo scritto ancora prima di entrare nel talent “Amici” e che, una volta uscito, ho rivisto e riadattato in base a ciò che sentivo in quel momento. L’essere affiancato da autori importanti mi ha permesso di capire quanto faccia la differenza cambiare una parola e inserirla al posto di un’altra, senza per questo stravolgere il senso del brano”.

Il disco è stato preceduto dal singolo “Mano ferma”, il cui video è stato girato a Londra, dove hai vissuto e studiato. Com’è stato tornare in quei luoghi?

“Ho rivisto posti e rivissuto sensazioni di quando sognavo di fare il cantante, senza però ottenere nulla in cambio. E’ stato bello tornare a Londra e girare il video in quelle strade, avendo una consapevolezza diversa rispetto al passato”.

Nel brano “Ciò che abbiamo dentro” c’è un verso molto bello in cui canti “ciò che abbiamo dentro è per la gente che non c’è”…

“E’ una canzone nata nel 2019, soprattutto per quanto riguarda la parte iniziale, e parlava della non realizzazione, del non sapere come fare, un concetto quasi inerente a “Sogni al cielo” che ho scritto in seguito. Questo inizio nella mia testa non esisteva più ma suonando il pianoforte mi sono avvicinato agli stessi accordi, li ho rifatti e quella melodia e quelle parole mi sono tornate in bocca ma con una nuova consapevolezza, dopo aver vissuto l’esperienza dei live. Infatti quando sei sul palco durante un concerto le tante emozioni che senti dentro sono rivolte a coloro che non sono con noi in quel momento, come ad esempio la persona che ami, la mamma, un fratello. Stiamo vivendo delle sensazioni per qualcuno che non è presente. Il suono che senti fuori è il rimbombo di quello che hai dentro, infatti puoi ascoltare una canzone restando immobile oppure saltando. Volevo stravolgere il senso per il quale è la persona che hai davanti a provocarti un’emozione, invece secondo me è già dentro di te e io le faccio solo il solletico”.

Cosa ci racconti riguardo “Quanto pesa la città”?

“E’ una canzone che ho scritto durante “Amici” e poi ho accantonato. A volte il mio lessico tende a non essere del tutto specifico, mi viene difficile dimostrare un’emozione per quello che è e ci giro attorno. E’ il collegamento tra quello che vedevo in città e quello che mi mancava”.

Alex_217866_ph. Gabriele Gregis

credit foto Gabriele Gregis

Nel brano “Non ho paura” canti “a volte è meglio non pensare ma fidarsi dell’istinto perchè nessuno ti conosce come te”. C’è stato un momento in particolare in cui ti sei fidato dell’istinto? 

“Mi capita spesso ora. Questa canzone era nata con un significato diverso, con una base di sofferenza per non essere ancora riuscito a raggiungere quello che volevo, per cui questa versione di “Non ho paura” si collega a quella iniziale ma vista da un’altra prospettiva. E’ quasi un voler ringraziare me stesso per essermi fidato tante volte del mio istinto e non di coloro che mi circondavano in quel periodo. Il concetto è vivere la vita come vuoi, senza stare alle regole di nessuno, perchè solo il tuo istinto ti conosce bene”.

Nelle tue canzoni ricorrono spesso elementi naturali quali il cielo, le stelle, il mare. Cosa ti lega ad essi?

“E’ collegato a qualcosa che non conosco bene. Un cielo, le stelle, la distanza che le separa, il buio in mezzo, il mare, la profondità, il perchè siamo qui, la figura di un angelo, proprio perchè sono sconosciuti, misteriosi, mi affascinano tantissimo”.

Come è cambiata la tua vita dopo “Amici”? Sei ancora in contatto con gli altri ragazzi e con le altre ragazze che hanno preso parte al talent?

“Sono sicuramente aumentate le persone che ascoltano le mie canzoni, per il resto sono rimasto me stesso, un po’ più consapevole e con tante cose da fare. Sono in contatto con quasi tutti i talenti di Amici, come Albe, Luca, Luigi, Sissi, Elena, Serena. Anche se non ci sentiamo per due mesi quando poi accade è come se non fosse passato il tempo”.

Il 9 novembre all’Atlantico di Roma e il 23 novembre al Fabrique di Milano presenterai il nuovo disco con due live speciali. Cosa stai preparando?

“Mi piace fare tutto all’ultimo, quindi in questo momento non ho nulla in testa, ma appena si avvicineranno le date mi verranno tante idee (sorride)”.

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Prima però ci sarà l’instore tour che prenderà il via il 4 novembre da Torino…

“Esattamente. Non vedo l’ora di rivedere i miei fan, parlare con loro e poter far conoscere un’altra parte di me con questo nuovo disco”.

Quando abbiamo realizzato la precedente intervista lo scorso giugno ci hai raccontato che sarebbe stato un sogno aprire i live di Ermal Meta. E si è realizzato. Che emozione è stata?

“E’ stato bellissimo. Quando ero ad “Amici” non pensavo a chi potessi piacere artisticamente e quindi non mi aspettavo che Ermal Meta si complimentasse con me e mi volesse per aprire i suoi live. Poter cantare “Piccola anima” con un artista come lui è stato un sogno. E’ una persona grande a livello di parole e sentimenti. Mi sono trovato molto bene e sono felice di averlo conosciuto”.

di Francesca Monti

credit foto copertina Gabriele Gregis

Grazie ad Elisa Marchina  – About Srl

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