A “Sulla Via di Damasco” le scommesse vinte dalla Fondazione di Comunità Messina, che ha cambiato la vita e il futuro di famiglie e comunità

A Messina si è acceso un faro. “Sulla Via di Damasco”, il programma di Rai Cultura in onda domenica 13 novembre alle 7.30 su Rai 3, raggiungerà la città dello stretto per raccontare le scommesse vinte dalla Fondazione di Comunità Messina, che ha cambiato la vita e il futuro di famiglie e comunità, dando vita a “buone pratiche” capaci di contrastare disuguaglianze e processi di mutamento climatico.
Dal Museo d’Arte Contemporanea Horcynus Orca (MACHO), Eva Crosetta intervista Gaetano Giunta, fondatore e segretario generale della Fondazione, fisico teorico, “figlio spirituale” di quel movimento siciliano dell’antimafia ispirato da Falcone, Borsellino e padre P. Puglisi. La prima scommessa vinta è la rinascita di uno storico birrificio messinese, che ha resistito ai colpi della speculazione, grazie al coraggio e alla passione di 15 operai, come raccontano Domenico e Francesca, due di loro. In puntata, anche la voce di una famiglia, quella di Iris e Benedetto, che ha vinto la scommessa della dignità, abbandonando per sempre il degrado della baraccopoli.
In coda, dal borgo di Roccavaldina, Giacomo Pinaffo presenta il nascente “polo olivettiano,” un prototipo di centro produttivo inclusivo e senza impatto paesaggistico, dove, tra l’altro, le trebbie di scarto del birrificio messinese diventeranno bioplastica.
“Le disuguaglianze – ha detto Giunta – stanno diventando estreme e stanno superando quella soglia di prossimità che è necessaria persino per lo sviluppo economico. Questo lento suicidio ci porterà ad acquisire consapevolezza sempre più diffusa che dobbiamo operare una metamorfosi”.

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