It had better be Henri Mancini è l’omaggio di Cristiana Polegri e Roberto Spadoni al grande compositore e direttore d’orchestra statunitense celebre

It had better be Henri Mancini è l’omaggio di Cristiana Polegri e Roberto Spadoni al grande compositore e direttore d’orchestra statunitense celebre per aver composto alcune delle colonne sonore più belle e conosciute della storia del cinema, in una lunga carriera costellata di riconoscimenti. Tra questi possiamo ricordare brani celeberrimi come Moon River, Baby Elephant Walk, Peter Gunn e il tema della Pantera Rosa. La cantante e sassofonista Cristiana Polegri e Roberto Spadoni, arrangiatore di tutti i brani e direttore musicale, rileggono nell’album alcune tra sue le composizioni più note arrangiate per un colorito jazz ensemble di dieci elementi. A impreziosire l’album la partecipazione del cantante Elio e dell’attore Stefano Fresi nonché del trombettista Giovanni Falzone e del sassofonista Maurizio Giammarco.

“Ho scelto di omaggiare Henry Mancini perché mi sono innamorata della sua musica guardando i film per i quali ha composto le intramontabili colonne sonore. Amo il suo stile personalissimo, la sua eleganza, il suo strizzare l’occhio al sound latin, il suo modo unico di armonizzare melodie mai scontate, sempre interessanti e imprevedibili. Quando ho pensato di mettere in pratica questa idea non ho esitato un secondo nella scelta dell’arrangiatore da avere al mio fianco. Il gusto e l’esperienza di Roberto Spadoni erano ingredienti fondamentali per la riuscita del progetto. Si potrebbe pensare che la presenza di Stefano Fresi sia dettata da motivazioni familiari, in realtà con lui condivido la passione per Henry Mancini, lui ha studiato sul suo manuale di arrangiamento “Sounds & Scores”, una pietra miliare nella didattica. Ero sicura che Elio, che stimo immensamente e seguo da sempre, avrebbe dato al brano quel suo carattere in perfetto equilibrio tra la perizia e l’irriverenza musicale, quel graffio tutto suo; e così è stato”, dichiara Cristina Polegri.

“Sono veramente molto grato a Cristiana Polegri per avermi coinvolto nel realizzare insieme questo progetto su Henry Mancini come direttore musicale, arrangiatore e chitarrista. Tutto è nato durante il terribile periodo del lockdown, nella primavera del 2020: Cristiana, che conosco e stimo da molti anni e con cui ho collaborato più volte, in quei giorni così irreali ha lanciato l’idea e io ho accettato subito con entusiasmo. Ammetto che conoscevo Mancini soprattutto per molti dei suoi successi, soprattutto cinematografici, ma questa proposta mi ha consentito di inoltrarmi nel suo incredibile mondo in modo molto più approfondito. Ci sono voluti più di due anni per vedere i frutti di questo percorso, due anni dedicati ai tanti aspetti che portano alla realizzazione di un progetto: ascoltare e studiare gli originali, selezionare le composizioni in modo di poter dare una buona panoramica di una produzione sterminata, scegliere con cura la strumentazione dell’ensemble per poter avere sound e timbro adattabili a tanti stili diversi, scrivere gli arrangiamenti con rispetto degli originali ma con una nuova lettura, scegliere con Cristiana i nostri compagni di avventura, pensare insieme quali ospiti speciali avrebbero potuto dare il giusto contributo. E poi le prove, le sedute di registrazione, le foto, il missaggio, il mastering, la grafica, i testi del cd … Una gestazione entusiasmante, certamente lunga, ponderata, con tanto lavoro: ora finalmente ci siamo e siamo tanto felici di poter finalmente presentare a tutti il frutto di questo percorso, grazie anche a Parco della Musica Records che ha accolto il nostro progetto e ci ha permesso di realizzarlo”, dichiara Roberto Spadoni.

Rispondi