Intervista con Barbara De Rossi, in scena con “Lettere d’amore (Love Letters)” all’EcoTeatro di Milano: “Se potessi scriverei una lettera a mia madre sul significato della vita”

“E’ una ribelle, è senza regole, è una miliardaria innamorata di un amico, che in realtà è l’amore della sua vita”. Barbara De Rossi è la strepitosa protagonista nei panni di Melissa di “Lettere d’Amore (Love Letters)” di A. R. Gurney, in scena dal 25 al 27 novembre all’EcoTeatro di Milano, con la regia di Emanuela Giordano e la produzione di E20inscena.

Nello spettacolo, che nel recente passato ha visto confrontarsi con i personaggi di questo famoso racconto epistolare Mia Farrow, Tom Hanks, Mel Gibson e Sissy Spacek, due vecchi amici d’infanzia, Andrew (Enzo De Caro) e Melissa da oltre cinquant’anni si scambiano lettere e messaggi, prima di ringraziamento, poi sempre più profondi mentre crescono ed affrontano le vicissitudini della vita, scoprendo attraverso la scrittura una grande intimità e vicinanza spirituale come può esistere solo tra due grandi innamorati.

In questa piacevole chiacchierata Barbara De Rossi ci ha parlato di “Lettere d’Amore (Love Letters)” ma anche dei ricordi legati alla serie “Un ciclone in famiglia”, e del suo impegno con l’associazione Salvamamme a favore delle donne vittime di violenza.

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Barbara, è in scena all’EcoTeatro di Milano con “Lettere d’amore (Love Letters)” di A. R. Gurney. Cosa l’ha affascinata maggiormente di questo spettacolo?

“Il racconto che Melissa ed Andrew fanno della loro relazione epistolare è quello di due persone che si amano profondamente. Emanuela Giordano ha dato un taglio diverso a “Lettere d’amore (Love Letters)” che solitamente viene rappresentato con una scrivania di fronte all’altra, di fianco al pubblico. Stavolta invece ho lunghi pezzi da recitare a memoria, mi stacco dal tavolo e rivivo nel ricordo di Andrew che legge le mie lettere. E’ uno spettacolo tenero, intimo, appassionato e anche divertente. Stiamo parlando di un testo americano dove lui è precisino, studioso, attento e lei invece è pazzerella, ha tanta voglia di vivere, anche la storia con Andrew, che però non glielo consente. Col passare degli anni si accorgono poi di amarsi veramente”.

Qual è il tratto di Melissa che più le piace interpretare?

“Melissa è una ribelle, è senza regole, è una miliardaria innamorata di un amico, che in realtà è l’amore della sua vita. Mi piacciono la sua energia, l’essere fuori da qualsiasi schema, e mi diverto molto ad interpretarla”.

Divide la scena per la prima volta a teatro con Enzo Decaro, con cui aveva già lavorato in tv nella serie “La vita che corre” e in “Napoli Milionaria!”, andati in onda su Rai 1…

“E’ la prima volta che ci incontriamo a teatro ed è molto piacevole. Enzo è una persona che stimo, è un amico e un attore bravissimo con cui lavoro meravigliosamente bene”.

Con la tecnologia sono andate purtroppo perdendosi la bellezza e l’importanza dello scrivere le lettere…

“Nello spettacolo c’è una battuta in cui Andrew dice: “ti scrivo con questa mia bella Parker 51″. Ecco, si è perso quel tipo di comunicazione, l’attesa dell’arrivo delle lettere, anche se nel caso di Melissa non le ama ma è costretta a scriverle perché piacciono a lui. Il web ha distrutto tante forme di comunicazione tra cui quella epistolare. L’email non ha lo stesso aspetto romantico. Andrew e Melissa si conoscono da quando erano bambini, si sono anche visti, però è grazie a questo scambio di lettere che il loro legame è rimasto intatto ed è andato avanti per tutta la vita, nonostante si siano sposati con altre persone e abbiano avuto dei figli”.

A chi scriverebbe oggi una lettera?

“Scriverei una lettera a mia madre, che non c’è più da tanti anni, sul significato della vita. Come tutti i figli ho vissuto la mia adolescenza sfrenata, quel treno che si prende a 11 anni e dal quale si scende forse a 22 e ho contestato i genitori, ho vissuto le distanze da loro. Se potessi scriverle le direi che ho capito tante cose, perché poi c’è sempre tempo per imparare”.

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credit foto ufficio stampa Rai

Il 25 novembre è stata celebrata la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. Lei è da sempre al fianco delle donne, ha condotto “Amore Criminale” ed è presidente onorario dell’associazione “I Diritti Civili nel 2000, Salvamamme Salvabebè” (https://www.salvamamme.it/). Cosa manca ancora in Italia affinché possano essere fatti ulteriori passi in avanti su questo grave problema che è purtroppo sempre attuale?

“La Giornata contro la violenza sulle donne dovrebbe essere celebrata più spesso. I passi da fare sono ancora tanti. Siamo sulla strada giusta ma il codice rosso ha bisogno di essere aggiustato, riguardo la protezione, la velocità della lavorazione delle denunce, dobbiamo abbattere la burocrazia e intervenire nei casi conclamati, denunciati, con prove. La nostra associazione cerca di fare scappare le donne ancora prima che sporgano denuncia perché sappiamo che in queste situazioni tornare a casa significa spesso morire. Tutto dipende dalla velocità con cui si è in grado di reagire. Secondo me devono essere formati anche le istituzioni, gli assistenti sociali, le forze di polizia, i magistrati, tutti coloro che hanno a che fare con le donne. Fin dalla prima denuncia bisogna essere in grado di accogliere la donna e proteggerla. Con Salvamamme abbiamo creato la “Valigia di salvataggio”, una vera valigia che serve alle donne che hanno deciso di fare finalmente quel passo, è una piccola luce nel buio ma è concreta, e non è solo fatta di abiti e di quanto serve per chiudere la porta di casa e andarsene, ma contiene anche informazioni su come muoversi, su cosa sono le case rifugio, sulla traccia da lasciare al 1522. Questo progetto è nato perché arrivavano in associazione persone scappate di casa che non sapevano cosa fare, spesso con i bambini al seguito. Bisogna combattere finché riusciremo a far capire che non servono le parole ma azioni concrete”.

Andrebbe cambiata anche un po’ la mentalità di tante persone, che vedono la donna come un oggetto da possedere…

“Dobbiamo renderci conto che viviamo in un paese dove il delitto d’onore è stato abolito nel 1981, quindi non siamo ancora così avanti… Oggi le donne trovano più o meno il coraggio di denunciare e dobbiamo proteggerle perché è inammissibile sentire che dopo tante denunce non succeda nulla, ma si debba sempre aspettare il gesto inconsulto per intervenire. Ricordo il caso di Antonella Russo che fu uccisa con sei colpi di arma da fuoco al posto della mamma, il giorno che la accompagnò a lavorare. A sparare era stato il compagno della madre. La sera prima le due donne erano andate dai carabinieri per sporgere denuncia ma a causa di una burocrazia senza senso non fu possibile andare a sequestrare l’arma alla persona che le aveva minacciate. Se fosse stata data più autonomia e forza ai Carabinieri, alla Polizia, magari tante tragedie si sarebbero potute evitare”.

In quali progetti sarà prossimamente impegnata?

“A gennaio inizio le prove de Il padre della sposa insieme a Gianfranco Jannuzzo per la regia di Gianluca Guidi, prodotto da Francesco Bellomo. Saremo in tournée fino a marzo. Ormai faccio quasi esclusivamente teatro e mi piace tantissimo”.

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Barbara De Rossi in “Un ciclone in famiglia” – credit foto ufficio stampa Mediaset

Nella sua carriera ha interpretato spesso ruoli drammatici e profondi, ma ha impersonato anche una donna divertente e ironica come Tilly nella serie “Un ciclone in famiglia”. Che ricordo ha di quel set in cui c’erano anche Monica Scattini e Carlo Vanzina, che purtroppo sono scomparsi prematuramente?

“Inizialmente, essendo io romana, ero stato chiamata per impersonare Simonetta, che nella serie era la moglie di Mattioli, e che poi è stata interpretata da Monica Scattini. Quando Massimo Boldi ha saputo che avrei fatto parte del cast ha voluto che vestissi i panni della sua consorte Tilly, che era milanese e ci siamo divertiti tantissimo. E’ stata un’esperienza stupenda e ne ho un ricordo struggente. Carlo Vanzina era il re della risata e prendere parte a “Un ciclone in famiglia” è stato come tuffarsi nella commedia”.

di Francesca Monti

Grazie a Patrizia Milani – Milano & Cadeo Press Office

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