Intervista con il campione olimpico e mondiale di taekwondo Vito Dell’Aquila: “Vorrei essere di ispirazione per le nuove generazioni”

“Vorrei dimostrare che anche un ragazzo semplice, che può avere le sue paure e che magari non si sente portato per lo sport, può inseguire un sogno e realizzarlo”. Vito Dell’Aquila ha fatto sognare l’Italia conquistando la prima straordinaria medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 nel taekwondo categoria -58 kg, battendo il tunisino Mohamed Khalil Jendoubi per 16-12 con una rimonta negli ultimi secondi del terzo round, e si è ripetuto poche settimane fa salendo sul tetto del mondo a Guadalajara, in Messico, dove ha vinto l’oro iridato imponendosi per 2-1 sul sudcoreano Jun Jang Kor.

Un campione dalla tecnica sopraffina e dal grande talento, un ragazzo semplice e dai sani principi, che vuole raggiungere altri importanti risultati sportivi ed essere di ispirazione per i giovani, come ci ha raccontato in questa intervista che ci ha gentilmente concesso.

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credit foto Roberto Zazzera

Vito, hai recentemente conquistato un meraviglioso oro ai Mondiali che si sono svolti in Messico nella categoria -58 kg. Ci racconti le emozioni che hai vissuto?

“Sono tantissime e difficili da spiegare. Alla fine della gara ero felice e super soddisfatto perchè ho realizzato il sogno della mia vita. Infatti desideravo vincere il Mondiale ancora più delle Olimpiadi. Mi sono divertito, è stata una bella esperienza a livello umano, faticosa fisicamente ma meravigliosa”.

Cosa ha rappresentato per te vincere invece l’oro olimpico ai Giochi di Tokyo 2020, la prima medaglia per l’Italia in quell’edizione?

“E’ stato bellissimo vincere l’oro a Tokyo ma soprattutto essere il primo della spedizione italiana a conquistare una medaglia perchè ti permette di avere un po’ più di visibilità, non che la cerchi, però si è parlato maggiormente del mio sport che era meno conosciuto. Sono stato anche il primo atleta del 2000 a salire sul podio e questo dimostra che ci sono giovani della nuova generazione che hanno buoni valori. Io mi ritengo un ragazzo d’altri tempi”.

Com’è nata la tua passione per il taekwondo?

“Mi è stata tramandata da mio padre che è innamorato delle arti marziali e di Bruce Lee e nel 2008, quando avevo 8 anni, mi ha portato nella palestra del maestro Roberto Baglivo a Mesagne (Br) e lì sono salito sul tatami ed ho iniziato a praticare il taekwondo”.

Cosa manca affinché possa crescere ancora di più l’attenzione verso questo sport?

“Secondo me serve una cultura diversa da parte dell’italiano medio verso quegli sport definiti “minori” e poi sarebbe opportuno che a scuola venissero praticate discipline differenti, non solo quelle base, come ad esempio il calcio”.

Qual è la tua giornata tipo?

“La mia giornata tipo è composta da due allenamenti, uno alla mattina di preparazione e l’altro di carattere tecnico il pomeriggio. Ci sono anche sedute di fisioterapia, perchè facendo uno sport di combattimento e contatto fisico spesso subiamo infortuni. Ci alleniamo in un centro di preparazione, pranziamo e ceniamo a mensa e facciamo una vita da atleta che può essere simile a quella di un militare”.

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credit foto Roberto Zazzera

Qual è l’insegnamento più prezioso che ti ha trasmesso il taekwondo?

“L’insegnamento più prezioso è che nessuno ti regala niente, devi sudare, mettercela tutta e impegnarti per raggiungere i traguardi e a volte questo nemmeno basta. Serve anche un po’ di fortuna”.

Quando non sei impegnato con gare e allenamenti quali sono i tuoi passatempi preferiti?

“Sono patito di film e serie tv, mi piace uscire, ascoltare la musica, stare con la mia famiglia. Sono un ragazzo molto semplice”.

Com’è nato il tuo soprannome “Cavaliere nero”?

“Sono stato nominato Cavaliere Nero perchè ho un carattere buono, tranquillo, riservato, ma quando gareggio meno tutti (sorride)”.

Sono in fase di svolgimento, per la prima volta in autunno, i Mondiali di Qatar 2022. Qual è il tuo rapporto con il calcio?

“Devo ammettere che non sono un appassionato di calcio e non lo seguo”.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

“Vorrei essere costante e godermi ogni competizione. Ho raggiunto i risultati che desideravo, ora vorrei ripeterli con maggiore serenità. Il mio sogno è rivincere l’oro al Mondiale di Baku in Azerbaigian, perché è un posto speciale per me, e quello a cinque cerchi a Parigi 2024”.

Sul tuo profilo Instagram in homepage c’è scritto “I’m a simple boy with some big dreams“. Qual è il tuo sogno nel cassetto?

“Diventare un grande campione di taekwondo ed essere da ispirazione per le persone, per le nuove generazioni. Vorrei inoltre dimostrare che anche un ragazzo semplice, che ha le sue paure e che non si sente portato per lo sport, può inseguire un sogno e realizzarlo”.

Visto che ci stiamo avvicinando al Natale, concludo chiedendoti qual è il tuo ricordo più bello legato a questa festività?

“E’ la mia festa preferita e l’ho sempre passata con la mia famiglia. L’anno scorso ho avuto il covid, nel 2020 c’erano le restrizioni per la pandemia e quest’anno spero di festeggiarlo con tutti i miei famigliari. Purtroppo mancherà una persona a me tanto cara, mio nonno, però ho ricordi bellissimi legati al Natale”.

di Francesca Monti

credit foto copertina Roberto Zazzera

Grazie a Mario Mereghetti – DMTC S.r.l.

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