Su Rai 1 la docu-fiction “Arnoldo Mondadori – I libri per cambiare il mondo” con Michele Placido. Le dichiarazioni del cast

Michele Placido interpreta Arnoldo Mondadori nella docu-fiction “Arnoldo Mondadori – I libri per cambiare il mondo”, una produzione Anele in collaborazione con Rai Fiction in onda mercoledì 21 dicembre in prima serata su Rai1, che ripercorre la storia esemplare di uno dei più importanti pionieri dell’industria editoriale italiana. Figlio di un ciabattino di Ostiglia, costretto all’età di dieci anni ad abbandonare la scuola, con la sua straordinaria visione imprenditoriale ha creato una delle maggiori industrie culturali d’Europa, partendo da un grande sogno: portare i libri e la lettura nelle case di tutti gli italiani.

Intrecciando narrazione, finzione, documenti di repertorio e interviste a importanti testimoni, la docu-fiction racconta la grande storia imprenditoriale e umana di Arnoldo Mondadori: l’infanzia segnata dalla deprivazione, gli esordi come ragazzo di bottega in una tipografia, l’incontro con la moglie Andreina Monicelli, interpretata da Valeria Cavalli, e infine la maturità e il successo come editore, che coinvolgerà anche il rapporto conflittuale con il figlio primogenito Alberto, a cui dà il volto Flavio Parenti. Arricchiscono il cast Brenno Placido, nel ruolo di Arnoldo Mondadori da ragazzo, Rodolfo Corsato in quelli di Raffaele Mattioli e Stefano Skalkotos in quelli di Giorgio Mondadori, mentre il piccolo Luca Morello interpreta Arnoldo Mondadori da bambino.

Una storia che si intreccia inevitabilmente con le vicende dell’intero Paese, coprendo un arco narrativo che parte dall’ultimo decennio dell’Ottocento passando per il ventennio fascista e la Seconda Guerra Mondiale, fino agli anni della ricostruzione e del boom economico, con l’ideazione nel 1965 degli Oscar Mondadori, gli innovativi libri tascabili venduti nelle edicole, che rappresenteranno una vera e propria rivoluzione nel mercato editoriale italiano, rendendo la lettura accessibile a tutti.

La docu-fiction si avvale nella narrazione documentaristica dei contributi di testimoni illustri, dal nipote Luca Formenton, Presidente della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, che ha collaborato al progetto, all’ex direttore della casa editrice, Gian Arturo Ferrari, dallo scrittore Gianrico Carofiglio all’editrice Ginevra Bompiani, e ancora, il giornalista Pierluigi Battista, il critico letterario Marino Sinibaldi, la nipote Roberta Mondadori, figlia del fratello Bruno, e Ferruccio Parazzoli, ex capo ufficio stampa della casa editrice, intervallati da preziose interviste originali dell’epoca.

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“Per Rai Fiction è importante mettere al centro la cultura e la lettura. In questo caso si parla di un grande editore, di un imprenditore che ha saputo cogliere il momento del cambiamento. Un film con un cast meraviglioso e una regia garbata che ha raccontato benissimo questa storia”, ha esordito in conferenza stampa Anouk Andaloro di Rai Fiction.

“La storia nasce dall’intenzione di fare un racconto esemplare della storia di un uomo che parte con pochi mezzi e si reinventa la vita facendo imprenditoria culturale. Oggi cercare di investire risorse nella cultura è fondamentale. Arnoldo Mondadori cambia in parte anche la storia del nostro paese consentendo a tutti di leggere autori come Hemingway. Abbiamo fatto delle scelte narrative importanti cercando di centrare il tema degli Oscar Mondadori perché rappresentano il punto di arrivo. Con libri che costavano 350 lire riesce a diffondere la cultura anche nelle edicole”, ha aggiunto la produttrice Gloria Giorgianni.

“Ringrazio la troupe, i registi e la produzione. E’ stata un’avventura lunga, iniziata prima del lockdown. Michele Placido è riuscito a dare una sua interpretazione di mio nonno non per questo meno autentica, raccontando una storia bellissima del Novecento che insegna il valore del libro agli spettatori”, ha detto Luca Formenton.

Lo sceneggiatore Salvatore De Mola ha spiegato com’è nata l’idea di questa docu-fiction: “Quando Gloria Giorgianni mi ha chiamato era estate e mi ha detto che voleva fare un film su Mondadori e avendo lavorato nell’editoria come redattore in una casa editrice sapevo che sarebbe stato complicato raccontare questa storia in prima serata. Abbiamo iniziato a lavorare sui testi e parlato con Luca Formenton che ci ha fornito ulteriori dati e informazioni sul personaggio. Siamo stati aiutati dalla struttura editoriale di Rai Fiction e sono contento del risultato”.

Il regista Francesco Micciché ha dichiarato: “Mondadori faceva cultura attraverso i libri ma al contempo vendeva permettendo alla sua azienda di sopravvivere, quindi nel fare docu-fiction cerchiamo di arrivare al grande pubblico facendo un’operazione culturale, raccontando in altro modo storie già conosciute”.

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Michele Placido riveste in modo eccellente il ruolo del protagonista Arnoldo Mondadori: “Milano mi porta bene, ho lavorato con Strehler al Piccolo, ho fatto anche la regia di “Un eroe borghese”, film tratto dal romanzo omonimo di Corrado Stajano. Ritengo di essere più attore che regista. Quando sono stato chiamato per interpretare Arnoldo Mondadori avevo qualche dubbio. Io sognavo di diventare un Gassmann o un Carmelo Bene a teatro e proprio grazie a quest’arte sapevo di poter dare un apporto interiore a Mondadori. La docu-fiction riesce a unire la fiction con il documentario e ho pensato che avrei potuto fornire un contributo come attore grazie all’esperienza dì Micciché e di Gloria Giorgianni. E’ stata una bella sfida. Quando ero piccolo ero carino ma non andavo bene a scuola e la maestra mi faceva recitare la poesia ogni volta che veniva in classe un ispettore. Poi mi sono appassionato alla lettura e ancora oggi leggo molto, soprattutto se devo scrivere un film o uno spettacolo teatrale, ad esempio ora mi sto dedicando al lavoro su Goldoni per “La bottega del caffè”. L’editoria è un mondo straordinario dove soltanto chi sognava di leggere come Mondadori poteva sviluppare un’azienda come la sua. E poi aveva un altro talento che era la finanza, aveva idee che nascevano dalla sua passione per la cultura e al contempo sapeva fare industria”.

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Valeria Cavalli interpreta Andreina Monicelli, la moglie di Mondadori: “Prediligo le docu-fiction. E’ stato un bel lavoro e quando ho saputo che avrei girato con Michele Placido ero un po’ imbarazzata, invece lui mi ha aiutato e teso la mano”.

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Brenno Placido è Arnoldo Mondadori da ragazzo: “Grazie alla Rai e ai produttori per questa possibilità di essere un interprete di questa storia e condividere il set con papà. Mi ha colpito il fatto che Arnoldo fosse di umili origini e con grande determinazione sia riuscito a realizzare il suo sogno. Vedo un parallelismo con la storia di mio padre che dalla Puglia è fuggito a Roma per fare l’attore. Per me sono due esempi straordinari di uomini che lottano per inseguire i loro sogni. Su questo set ho condiviso con mio padre solo l’ultimo giorno delle riprese e ho visto la scena di Mondadori che si rivede da piccolo e regala il libro “Addio alle armi” ad Arnoldo bambino. È stato un momento toccante”.

“Arnoldo Mondadori – i libri per cambiare il mondo” è una produzione Anele in collaborazione con Rai Fiction, prodotta da Gloria Giorgianni per la regia di Francesco Miccichè, con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte, con il Patrocinio di Città di Torino, Comune di Tivoli e Città di Verbania. Progetto realizzato in collaborazione con Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori.

di Francesca Monti

credit foto ufficio stampa

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