Su RaiPlay dal 10 gennaio torna Ossi di Seppia con “I sassi dal cavalcavia”

Venti anni fa un enorme sasso lanciato dal cavalcavia della Cavallosa, vicino a Tortona, centra in pieno l’auto sulla quale viaggia Maria Letizia Berdini con il marito, sposato soli cinque mesi prima. I due stanno raggiungendo Torino per poi volare verso Parigi dove trascorrere il capodanno insieme ad alcuni amici. Ma nella Ville Lumière Letizia non arriverà mai. La sua vita si spezza, a soli 31 anni, sull’autostrada Torino-Piacenza. L’enorme masso la colpisce alla testa. Poteva essere una strage, perché la banda di giovani killer, dopo aver riempito il baule della loro auto di grosse pietre, ne scaraventa almeno un’altra decina sulle auto di passaggio colpendone altre.

Nella quindicesima puntata di Ossi di Seppia, quello che ricordiamo, dal 10 gennaio su RaiPlay la voce narrante Maria Grazia Berdini, sorella della vittima, ripercorre quel delitto assurdo che, per emulazione, scatena altri analoghi gesti di follia disperata. “Vi lascio immaginare un sasso di tre chili e mezzo, che viene scagliato dall’altezza del cavalcavia e che impatta sulla macchina che va veloce in autostrada, cosa può aver provocato alla calotta cranica. Quello che ho visto   è l’immagine che per molto tempo ho vissuto di mia sorella…A noi la pena non la sconta nessuno. Noi familiari siamo quelli che hanno l’ergastolo per tutta la vita.”

Un delitto assurdo compiuto “per scacciare la noia non sapendo come trascorrere una serata d’inverno, durante il periodo natalizio” dice il pm durante il processo. Un processo durato tre anni che si conclude con la condanna a ventisette anni e sei mesi per i tre fratelli Franco, Paolo e Alessandro Furlan e loro cugino Paolo Bertocco, all’epoca tutti fra i 18 e 24 anni. Nessuno di loro ha però scontato interamente la pena: tra rito abbreviato, indulto e buona condotta, dopo 11 anni di reclusione, dal 2009, sono tutti in stato di libertà.

La nuova edizione di “Ossi di Seppia” prevede ventisei episodi per ventisei “esercizi di memoria” raccontati da testimoni d’eccezione che snocciolano, settimana dopo settimana, quei fatti che hanno colpito l’immaginario nel recente passato, provando a dare chiavi di lettura anche del presente.

Prodotta da 42°Parallelo, è la prima serie “nonfiction” pensata per riconnettere i Milllennials e la Generazione Z con il senso della memoria, attraverso un linguaggio vicino ai giovani. Una narrazione continua di eventi che hanno segnato le nostre vite, il nostro pensiero, le nostre abitudini e che rimarranno ancora una volta …quello che ricordiamo.

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