Intervista con Ginevra Francesconi, protagonista della serie “Buongiorno, mamma! 2”: “Sole vive un vortice continuo di emozioni e mi sento molto simile a lei”

“Mi sono divertita a interpretare il suo lato materno ma mi è piaciuto anche molto lavorare sull’aspetto legato al mistero che riguarda il mio personaggio”. Ginevra Francesconi è tra i protagonisti della seconda stagione della serie “Buongiorno, mamma!”, in onda il venerdì in prima serata su Canale 5, prodotta da Rti e Lux Vide.

Diciannove anni e un talento cristallino, la giovane attrice, che il pubblico ha già avuto modo di apprezzare nei film “Regina”, “Genitori vs Influencer” e “Il mio nome è vendetta”, dà volto e cuore a Sole Borghi, una ragazza geniale che conduce una vita tranquilla fino a quando una gravidanza inaspettata non la mette davanti ad una difficile scelta. Dopo aver scoperto di non essere figlia biologica di Anna (Maria Chiara Giannetta) e Guido (Raoul Bova) ma di Maurizia (Stella Egitto) e del vice questore Colaprico (Domenico Diele), decide di tenere la bambina che aspetta da Federico (Federico Cesari).

Nella seconda stagione Sole diventa mamma, è timorosa e piena di dubbi sul suo futuro, e deve anche fare i conti con le proprie radici, ma può contare sul supporto dei suoi fratelli, di Guido e di Anna, che nel frattempo si è risvegliata dal coma.

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Ginevra, in “Buongiorno, Mamma! 2” interpreti Sole Borghi, ci racconti come sei entrata nel personaggio e se hai trovato qualche punto in comune con lei? 

“E’ il primo personaggio tra quelli interpretati finora su cui lavoro per più volte essendo due le stagioni della serie, quindi è stato bello vedere il percorso che Sole affronta. E’ un’adolescente e sta passando un periodo di cambiamento, questo è il tratto in cui mi riconosco di più, perchè alterna dei momenti di confusione ad altri di estrema razionalità in cui sa quello che vuole. Vive un vortice continuo di emozioni ed effettivamente sono molto simile a lei. In questa seconda stagione, già dalla prima puntata, c’è un evento importante nella sua vita, infatti Sole diventa mamma e all’inizio crede di essere da sola a dover crescere la sua bambina, ma poi capirà che ci sono delle persone che le vogliono bene e le sono accanto”.

In questa nuova stagione si trova a fare i conti anche con le sue origini e con il ritorno alla vita di sua mamma Anna, che si risveglia dal coma dopo otto anni…

“Esattamente. Con il risveglio dal coma di Anna ci saranno un sacco di risposte e delucidazioni su tutti i misteri che gravitano attorno a questa famiglia”.

E’ un personaggio ricco di sfumature, qual è il tratto che più ti piace interpretare?

“Mi sono divertita a interpretare il suo lato materno ma mi è piaciuto anche molto lavorare sull’aspetto legato al mistero che riguarda Sole e il suo passato, perchè sappiamo che non è figlia biologica di Guido ed Anna”.

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Che differenze hai riscontrato sul set rispetto alla prima stagione?

“Nella prima stagione ero minorenne e vivevo tutto in modo più ovattato, nella seconda sono maggiorenne e i legami si sono intensificati anche tra noi colleghi. Tutti avevamo una consapevolezza maggiore, che poi abbiamo riportato anche nei nostri personaggi. Questa è la differenza più importante che si è manifestata, essendoci più stagioni dello stesso progetto”.

C’è un filo che lega Sole ad altri personaggi da te recentemente interpretati come Regina in “Regina”, Simone in “Genitori vs Influencer” e Sofia nel revenge movie “Il mio nome è vendetta” con Alessandro Gassmann, cioè il rapporto padre-figlia che hai avuto quindi modo di indagare nelle varie sfumature…

“Mi reputo molto fortunata perché attraverso questi ruoli sto scoprendo tantissimi tipi di rapporti in generale con i propri genitori e in particolare con i papà, e approfondire questo tema mi ha arricchito e divertito molto”.

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Nel film “Il mio nome è vendetta” riveste un ruolo importante il libro “Il richiamo della foresta” di Jack London. C’è un libro in particolare che ha segnato il tuo percorso?

“Non avevo letto “Il richiamo della foresta di Jack London” e l’ho recuperato proprio durante le riprese del film, quindi lo associo al set ed è tra i miei preferiti. Un libro che mi ha segnato particolarmente è “Io e te” di Niccolò Ammaniti perchè dal capitolo tre dello stesso ho preso il mio primo monologo che ho portato al corso di recitazione, che è stato il primo passo del mio percorso artistico”.

Hai esordito in tv in “Che Dio ci aiuti”. Che ricordo conservi?

“Stranissimo, avevo 12-13 anni e per me era una cosa assurda, un mondo utopico, il set era qualcosa di intoccabile, ero accompagnata da mia mamma, e sono entrata in punta di piedi, perché ero e mi sentivo piccola. Ricordo quel momento come un sogno. Sono state otto giornate di riprese e hanno rappresentato l’inizio di tutto”.

Com’è nata la tua passione per la recitazione?

“Ho iniziato a recitare a teatro a sette anni, per gioco, poi crescendo ho capito che mi piaceva, ho quindi studiato cinema e piano piano si è concretizzata una passione che è diventata il mio lavoro”.

Anche tua sorella Ludovica è un’attrice, vi scambiate consigli riguardanti questo mestiere?

“Abbiamo un rapporto bellissimo e ci scambiamo tanti consigli su questo lavoro che abbiamo la fortuna di fare entrambe ma in maniera diversa, intesa come approccio sulla scena e modo di recitare, nonostante abbiamo pochissimi anni di età di differenza. Siamo entrambe molto proiettate sulla nostra carriera”.

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credit foto Planet Film

In quali progetti sarai prossimamente impegnata?

“Ho girato una serie tv per Sky che si chiama “Un’estate fa”, e poi ci sono altri set che stanno bollendo in pentola (sorride)”.

Ti piacerebbe tornare a recitare a teatro?

“Sì, mi piacerebbe molto e ultimamente ci sto pensando. Sono anni che non faccio teatro e mi incuriosirebbe tornare sul palcoscenico. Sarebbe divertente”.

Un sogno nel cassetto…

“La regia mi appassiona, dirigere un film sarebbe il top, ma è un sogno che vedo molto distante perché sono piccola e super inesperta in qualsiasi ambito e devo ancora studiare”.

di Francesca Monti

credit foto copertina Planet Film

Grazie a Giuseppe Corallo – Amendola Comunicazione

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