Il rapper abruzzese Crytical, dopo la partecipazione ad Amici 21, ha pubblicato “Solo Francesco”, il suo primo album (Romance – distribuzione Ada Music Italy) con cui si è messo a nudo mostrando le proprie fragilità.
Già dal titolo si intuisce quanto questo lavoro rappresenti la voglia di mettersi a nudo e mostrare le proprie fragilità da parte di Crytical (vero nome Francesco Paone) che racconta le esperienze vissute in prima persona e legate all’amore, all’amicizia e alla famiglia con uno stile personale, riconoscibile e maturo. Con la sua penna e le sue barre, osserva la realtà che lo circonda con un animo romantico, sensibile e riflessivo, lontano anche dall’esaltazione di beni materiali o eccessi ispirandosi a un rap di matrice conscious.
Crytical ha annunciato il “Solo Francesco Tour”, tre speciali date che lo porteranno mercoledì 10 maggio all’Arci Bellezza di Milano, martedì 16 al MONK di Roma e venerdì 19 al FOQUS di Napoli. I biglietti per gli show sono disponibili su DICE.fm.
Francesco, ci racconti come hai lavorato al disco?
“Solo Francesco mi rappresenta a 360 gradi. E’ nato dopo il mio percorso alla scuola di Amici, quando la mia vita è cambiata improvvisamente e il presente che vivo è stato stravolto. I testi sono stati composti in maniera diretta, perchè quando si hanno tante emozioni ognuno ha il suo modo di sfogarli. Io ho sempre scritto le canzoni e quindi è venuto naturale realizzare questo progetto”.
Il disco è una sorta di film, un viaggio dove le varie tracce sono collegate da un filo rosso…
“Abbiamo cercato di dare un filone logico perchè amo la cura del dettaglio. Siamo stati attenti nel selezionare le canzoni che compongono la tracklist e mi fa piacere che sia arrivata l’idea di questa creazione di un film, dall’inizio alla fine del progetto”.
Vorrei chiederti se ci racconti qualcosa in più riguardo due brani, “Vado giù” dove ti poni quelle domande che nella vita tutti ci facciamo e “Hai vinto tu”, in cui parli dell’importanza di far pace con se stessi…
“Vado giù è uno dei miei pezzi preferiti. Avendo cominciato a 13 anni con i contest di freestyle, provenendo da un mondo underground e reggae, queste sonorità che ritornano agli anni Novanta sono un toccasana per me. E’ un pezzo che ha una storia particolare. Una mia caratteristica è quella di essere un grande paranoico e la maggior parte delle volte mi faccio tante domande e non avendo le risposte scrivo le canzoni, proprio come è accaduto con “Vado giù”, con cui ho messo un punto momentaneo ai miei quesiti.
In “Hai vinto tu” ho immaginato le relazioni che vivo come se fossero delle partite a scacchi. Io non sono un buon giocatore, o meglio a scacchi sono bravo ma non tanto nelle relazioni umane, nel senso che faccio fatica a volte a muovere la pedina, tendo sempre a non fidarmi molto della persona che ho davanti e quindi vincono gli altri, cioè non riesco ad impormi, in maniera sana ovviamente, sull’altra persona e dimostrare quello che vorrei”.

Cosa vorresti arrivasse di te e della tua musica attraverso “Solo Francesco”?
“Ho avuto la fortuna di ricevere tanti feedback dal pubblico e questo mi ha reso felice. Non me l’aspettavo essendo il mio primo progetto discografico e voglio ringraziare sia chi ha l’apprezzato sia chi non è stato d’accordo su alcune cose, perché è importante avere uno scambio di pensieri costruttivo. A coloro che ancora non hanno ascoltato “Solo Francesco” vorrei che arrivasse la semplicità di un ragazzo di 19 anni che si è messo in gioco, si è guardato dentro e ha scavato a fondo, ma anche la voglia di trasformare in arte quello che provo. Venire a contatto con cose che vorresti restassero lì nascoste è una bella sfida”.
Qual è il lato di te stesso che hai scoperto scrivendo queste canzoni?
“Ce ne sono tanti, quello che mi pesa di più è che mi sono accorto che ho una domanda che mi frulla in testa: perchè io? E’ sbagliato in quanto secondo questo ragionamento tutto il mondo girerebbe in maniera contraria. Io provengo da una realtà che mi ha insegnato a fare tanti sacrifici ma che mi ha anche fatto capire che a volte le cose non vanno come vogliamo e questo disco è stato il modo per uscire fuori da questa bolla che mi ero creato e dire “voglio che arrivi questo, che piaccia o meno””.
Qual è l’insegnamento più importante che hai ricevuto ad “Amici” e com’è nata l’idea di partecipare al talent?
“E’ nata completamente a caso la voglia di andare a fare i cast. Avevo aperto un concerto di Mondo Marcio e non avevo tanti pezzi, in una sera li ho riscritti e qualcuno del pubblico mi ha detto perchè non provassi a partecipare a qualche talent ma non mi sentivo pronto. Il giorno dopo c’era l’apertura dei casting per Amici, ho inviato la richiesta, sono andato a Roma e quando mi sono trovato lì è stato divertente perchè non avendo mai cantato ed essendo un rapper quando mi hanno chiesto se io cantassi ho risposto no. Poi le cose sono cambiate ma in realtà dicevo di no perché non mi trovavo bene con la mia voce, non mi piaceva. Un grande insegnamento che mi ha dato “Amici” è la consapevolezza di quello che sono, nel senso che mi hanno fatto riconoscere i limiti e i miei punti di forza. L’insegnamento più grande è stato conoscere me stesso”.

credits Lorenzo Tolli
Cosa puoi anticiparci riguardo i live?
Sarà uno show incredibile, per la prima volta nella mia vita avrò la band sul palco, ci saranno parti in acustico, brani nuovi, cover al pianoforte e spoiler di canzoni che usciranno in futuro. Stiamo cercando di strutturare il live anche per le persone che non mi hanno mai sentito cantare perchè per me se un artista è bravo e valido penso possa piacere anche a chi non lo segue. Vi aspetto tutti sotto al palco”.
C’è un artista in particolare che rappresenta una fonte di ispirazione per te e uno con cui ti piacerebbe collaborare?
“Ce ne sono tre, l’artista che mi ha ampliato la visione della musica è Mezzosangue, poi Nayt e Irama. In un futuro lontanissimo vorrei collaborare per una canzone con Cesare Cremonini”.
di Francesca Monti
credits Lorenzo Tolli
Si ringrazia Alessia Buttini
