al Piccolo Teatro Grassi va in scena “Europeana” di Patrik Ourednik, diretto e interpretato da Lino Guanciale.
Come un cronista giunto da un altro pianeta o dal futuro, venuto a raccogliere brandelli della civiltà europea nel più contraddittorio dei suoi secoli, Patrik Ourednik attraversa il Novecento con la sua opera, passando dall’uso dei gas nelle trincee della Grande Guerra all’invenzione del reggiseno, dallo sbarco in Normandia alla comparsa di frigoriferi e asciugacapelli.
In scena una scimmia di peluche, una Barbie e una montagna di t-shirt colorate, con vari simboli disegnati, da cui Lino Guanciale attinge e che indossa nel corso dello spettacolo per raccontare gli eventi che hanno caratterizzato il secolo scorso.
Lo spettatore sale così su una giostra di emozioni, parole, atrocità, oggetti, simboli, in una corsa vorticosa e incessante in cui l’attore, con mirabile maestria, con un linguaggio potente e con un ritmo incalzante e serrato, senza quasi prendere fiato, analizza la storia europea, le contraddizioni, le ingiustizie, le invenzioni, gli orrori perpetrati verso gli ebrei, gli omosessuali, gli zingari durante la Seconda Guerra Mondiale, lasciando scorrere il flusso delle informazioni, senza una cronologia precisa, supportato dalla musica, ora allegra ora malinconica, del bravissimo fisarmonicista Marko Hatlak, che spazia da Bach agli Europe.

credit foto Luca A. D’Agostino – Phocus Agency
Una sfida recitativa che Lino Guanciale vince pienamente, con il pubblico che alla fine dello spettacolo è portato a riflettere sui fatti raccontati e a domandarsi se la storia ci ha insegnato qualcosa e se il mondo che lasceremo alle future generazioni sarà davvero migliore.
di Francesca Monti
