Prosegue mercoledì 28 giugno, alle ore 21.15 la rassegna di spettacoli, concerti, performance ed eventi Attorno al Museo, organizzata dall’Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica in occasione del 43° anniversario del tragico evento, presso il Parco della Zucca, nello spazio antistante il Museo per la Memoria di Ustica, in via di Saliceto 3/22 a Bologna.
Protagonista del secondo appuntamento è Marco Baliani con lo spettacolo Del coraggio silenzioso, che racconta alcune storie realmente accadute in cui la semplicità degli atti di coraggio silenzioso hanno agito nell’essere umano quasi inaspettatamente senza pretendere alcuna ricompensa.
Collaborazione alla drammaturgia Ilenia Carrone. Musiche eseguite dal vivo Sara Calvanelli.
Produzione Comune di Bergamo – Teatro Donizetti, Casa degli Alfieri Soc. Coop.
Con il patrocinio di Amnesty International.
Di solito si associa alla parola “coraggio”, un’azione eclatante, dettata da un’urgenza impellente, un’azione che sfida la morte e se ne appropria, mostrando una luminosa presenza dell’umano. È il coraggio “numinoso”, visibile, mostrato, che accade in condizioni estreme, e che diviene poi epos, racconto, esempio. Ma c’è un altro tipo di coraggio, silenzioso e non appariscente, ed è di questa declinazione della parola Coraggio che questo spettacolo vuole dire.
Il coraggio silenzioso agisce nell’essere umano quasi inaspettatamente, non presuppone una tempra guerriera, non si staglia sulla scena per mostrarsi nella luce, non si aspetta ricompensa, neppure quella, postuma, del racconto esaltante. Questo coraggio agisce in forma sottomessa, agisce anch’esso per un’urgenza ineludibile, ma non pretende riconoscenza, non attende un ringraziamento, colui o colei che lo attuano lo fanno per necessità, una necessità che ha a che fare con la profondità dell’umano che è in noi, a cui è perfino difficile dare una spiegazione.
Parole come compassione, solidarietà, altruismo, amore, carità, bontà, cercano di circoscrivere il mistero umano di quell’atto ma più che altro ne delimitano solo il valore empatico, perché non ci sono parole che spiegano come quell’impulso ad agire, nonostante tutto, avvenga in individui che di colpo “sentono” di dover compiere un gesto per loro improvvisamente “necessario”. Antigone che, nonostante il divieto della legge di Creonte, va a seppellire il corpo del fratello, pagando con la morte questa trasgressione, è l’esempio archetipico di questa forma di coraggio. “Ci sono leggi non scritte, inviolabili, che esistono da sempre, e nessuno sa dove attinsero splendore”. È questo splendore di cui parla Antigone quello che Marco Baliani cerca in questo spettacolo, quel nocciolo luminoso che trasforma un’esistenza intera in un atto esemplare, ma silenzioso, luminoso ma vissuto nell’ombra, nel pudore, nella pura necessità del dover agire.
Cinque narrazioni, cinque situazioni estreme, ove far illuminare cinque esistenze, grazie al racconto, divengono, in quel luogo effimero e potente che è la scena teatrale, cinque testimonianze di taciturno coraggio.
Una struttura drammaturgica semplice, parole e musica che si intrecciano per restituire la semplicità scandalosa di quegli umani atti di coraggio silenzioso.
Marco Baliani è attore, autore e regista.
Con lo spettacolo Kohlhaas del 1989, attraverso un originale percorso di ricerca, dà vita al teatro di narrazione che segna la scena teatrale italiana. Figura eclettica e complessa del teatro italiano contemporaneo, ha sperimentato drammaturgie corali creando spettacoli-evento per molti attori, come Come gocce di una fiumana (premio IDI per la regia), o Antigone delle città, sulla strage di Bologna del 2 agosto, o ancora dirigendo progetti come I Porti del Mediterraneo con attori provenienti da diversi paesi dell’area mediterranea. Parallelamente ha proseguito la propria ricerca nella narrazione realizzando spettacoli ancora oggi nel repertorio (Tracce, Corpo di Stato e Frollo).
Nel 2017, Baliani è chiamato a dirigere lo spettacolo Sette contro Tebe, presentato al Teatro Greco di Siracusa. Destinato a grandi spazi anche lo spettacolo Quinta stagione del 2021, tratto dall’omonimo poema di Franco
Marcoaldi, diretto e interpretato da Baliani al Teatro Grande di Pompei, con le scene di Mimmo Paladino. Ha diretto anche opere liriche, tra cui Ellis Island, su musiche di Giovanni Sollima, La famosa invasione degli orsi in Sicilia per l’Auditorium Parco della Musica di Roma, Il sogno di una cosa e Corpi eretici, con la direzione musicale di Mauro Montalbetti.
Per il cinema è stato diretto da registi quali Francesca Archibugi, Roberto Andò, Saverio Costanzo, Cristina Comencini e Mario Martone.
Come scrittore ha pubblicato romanzi, racconti e saggi tra cui Ho cavalcato in groppa ad una sedia (Titivillus edizioni) e per la Rizzoli Corpo di stato, Pinocchio Nero, L’Amore Buono, Nel Regno di Acilia, La metà di Sophia, e L’occasione. Nel 2021 è uscito per Bompiani il romanzo La pietra oscura.
L’ingresso allo spettacolo è gratuito.
In occasione dell’evento, il Museo per la Memoria di Ustica, che conserva i resti recuperati del velivolo DC9 e l’installazione permanente A proposito di Ustica concepita dall’artista Christian Boltanski in ricordo delle 81 vittime, osserva un’apertura straordinaria dalle h 20.00 alle 23.00, con una visita guidata gratuita alle h 20.00 a cura del Dipartimento educativo MAMbo.
Prenotazione obbligatoria entro le h 13.00 del giorno stesso scrivendo a mamboedu@comune.bologna.it.
L’ingresso al museo è sempre gratuito.
