TAORMINA FILM FEST 2023: LA FORZA DELLE DONNE IN A THOUSAND AND ONE DI A.V. ROCKWELL, CON TEYANA TAYLOR

La sessantanovesima edizione del Taormina Film Fest ha ospitato la proiezione (il 25 giugno), in anteprima europea, di A Thousand and One”, film encomiato con il Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival 2023, per la regia di A. V. Rockwell e con protagonista Teyana Taylor. Una masterclass dedicata alle due artiste e le dichiarazioni al Teatro Antico di Taormina, dove si è svolta la visione del prodotto filmico, hanno dato modo ai presenti di comprendere quanto la Taylor e la Rockwell abbiano avvertito nel realizzare il film e quello che hanno trasmesso attraverso questa pellicola.

Le due talentuose ragazze del mondo del cinema americano, sul palco taorminese, intervistate da Elvira Terranova, con gli interventi del direttore artistico del festival Barrett Wissman e della sovrintendente alla Fondazione Taormina Arte Sicilia Ester Bonafede, hanno spiegato come “A Thousand and One” sia il racconto delle donne newyorkesi che con la loro forza riescono a superare le difficoltà della vita. Ed esse lo fanno in contesti spesso duri o che lo diventano per colpa di fattori, dai risvolti spesso negativi come la gentrificazione, che emarginano gli abitanti di quartieri storici della Grande Mela – Harlem nel caso della protagonista del film Inez – complicando ulteriormente la loro vita. La trama ha al suo centro Inez, una donna che, nel 1994, ad Harlem, rapisce un bambino che sostiene sia suo figlio. Da quel momento si svilupperà una storia, tra povertà, violenza, ma anche amore verso il figlio che, attraversando gli anni successivi – fino al 2004 -, verrà letta sapientemente dalla regista A.V. Rockwell rappresentando tutti i mutamenti  di quegli anni di New York e proprio di Harlem.

Rockwell, che ha affermato come la sua pellicola rappresenti proprio queste donne che lottano anche al di là degli inganni della vita, ha sempre voluto comunicare le voci newyorchesi. Infatti uno dei suoi primi lavori è stata la serie, realizzata in bianco e nero, “Open City Mixtape”, che trasponeva sullo schermo le storie della gioventù di New York City. Dopo aver collaborato per uno short film con Alicia Keys su “The Gospel” – per il sesto album in studio della cantante statunitense – il suo cortometraggio “Feathers”, ha vinto il premio del Tribeca Film Institute, consentendole di lanciarsi verso l’avventura del suo primo lungometraggio, ossia proprio il film con protagonista Teyana Taylor. Quest’ultima ha percorso finora una carriera che si compone di varie fasi. La prima, maggiormente legata alla danza, in qualità di ballerina e coreografa, anche per Beyoncè. La seconda, circa dal 2010, la vede dedicarsi principalmente al canto, collaborando con stelle del calibro di John Legend, Missy Elliott e Lauryn Hill. Parallelamente ai suoi exploit in campo canoro, ambito che ha dichiarato di avere abbandonato nel 2020, Taylor dimostra di essere portata per la recitazione, accrescendo ulteriormente la sua fama che la porta ad avere oltre sedici milioni di follower su Instagram.

Il suo passaggio al cinema, ha raccontato, è stato magnifico e, tutto sommato facile, perché era stata spesso nel contesto di produzioni di video musicali, sia come coreografa che come protagonista. Il personaggio interpretato ne film di Rockwell, ha asserito la modella americana, è una donna che sfida il mondo. Il suo personale modo di prepararsi all’interpretazione è stato di ricordarsi di tutte le avversità che ha dovuto superare per affermare i talenti che l’hanno resa celebre come coreografa, cantante ed attrice, ispirandosi per quest’ultima forma artistica ad Angela Bassett.

Per quanto attiene alle sue capacità interpretative, la sua immediatezza nel calarsi dentro il personaggio, senza giudicarlo, anzi empatizzando con lui, è una delle qualità che Rockwell ha più apprezzato di più lei, che ha fatto della sua autenticità un’altra dote importante. La stessa Rockwell ha asserito di cercare, in generale, di identificare i bisogni degli attori con cui lavora, per assecondarne la capacità di immedesimarsi appieno nel ruolo e di avere trovato subito, con Taylor, un linguaggio per stratificare, pian piano le sfaccettature di un personaggio che rappresenta l’orgoglio di tante battaglie quotidiane delle donne.

di Gianmaria Tesei

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