KHABY LAME AL TAORMINA FILM FEST 2023: IL RE DEI TIKTOKER SI APRE AL PUBBLICO DELLA CITTA’ DEL MONTE TAURO

Il Taormina Film Fest edizione 69, ha dato spazio ad altre forme d’espressione, oltre quella filmica, dedicando momenti interessanti ad influencer quali Bella Thorne, Eva Vik, Leaf Lieber, Rita Aldridge, Maram Taibah, Zates Atour, Stuart Vincent, Sam Blythe, Conor Boru, Gavin Mills ed il re dei tiktoker, ossia il nostro Khaby Lame.

Perché il più seguito influencer su tik tok è italiano (naturalizzato, di origine senegalese) ed ha da raccontare tanto di sé. Intervistato, nel corso della masterclass a lui dedicata giorno 28 giugno al Palazzo dei Congressi taorminese, dalla giornalista Elvira Terranova, dalla Sovrintendente alla fondazione Taormina Arte Sicilia Ester Bonafede e dal direttore artistico del Taormina Film Fest Barrett Wissman, ha spiegato, come aveva fatto anche la sera prima attraverso la visione del corto che illustra la sua vita (“I am Khabane”, proiettato al Teatro Antico di Taormina), la traiettoria umana che l’ha portato ad essere conosciuto in tutto il mondo. Nato a Dakar, Khabane Serigne Lame – questo il nome completo di Khaby –, giunto in Italia con la sua famiglia, ben presto si ritrova a vivere in un complesso popolare di Chivasso. Prima di spiccare il volo verso la notorietà, Lame ottiene un lavoro presso uno stabilimento nei pressi di Torino, come  operatore di macchine CNC, venendo licenziato all’inizio della pandemia di COVID-19. E proprio in quel momento Khabane incomincia a realizzare video, parlati o sottotitolati in italiano, che preludono a quelli in cui la sua inconfondibile mimica accompagna, con garbata ironia, il suo semplificare ogni operazione apparentemente complessa, divenendo, da fine giugno del 2022, il più seguito sulla piattaforma di Tik Tok. Ma dietro questo successo che continua a perdurare c’è una persona che ha attraversato anche momenti difficili e che afferma come le paure siano solo nella testa di chi le avverte. Khaby ha affermato che, a riguardo, conti moltissimo la famiglia, con cui bisogna condividere sogni, progetti e dalla quale non avere mai timore di farsi aiutare. Ed è una fortuna avere al proprio fianco i genitori che generalmente vogliono il bene dei figli, tranne in casi negativi. Le altre paure, quelle che non sappiamo o vogliamo condividere, ha aggiunto l’influencer, fanno parte delle dinamiche che intercorrono unicamente tra la persona e sé stesso. In questi casi, secondo Khabane, non sono gli altri ad aiutare a salvare la persona in quanto solo lo stesso soggetto può reagire. E’ un combattimento quotidiano con sé stesso in cui le paure recondite vengono vissute nella “solitudine” del sé che però aiuta a forgiare la parte più intima di ogni essere umano.

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Per quanto attiene ad eventuali collaborazioni da influencer od in ambito cinematografico Lame ha asserito come non abbia preferenze se non quelle legate alle storie che gli vengono proposte che devono essere per lui fortemente convincenti. Perché scegliere con consapevolezza quello che si vuole fare è per lui un caposaldo nella vita ed anche nella professione. Quando gli chiedono se farà un film muto o di fantascienza o drammatico, risponde sempre che, al di là di chi vi prenderà parte, farà il film che lo ispirerà nel profondo.

Lo sport è uno degli elementi che ha  uno spazio importante nella vita ed anche nei filmati di Khaby. In modo particolare il pugilato perché, a suo dire, rappresenta la metafora della vita. Quest’ultima può prendere a pugni ogni persona, attraverso problemi ed ostacoli che si frappongono ai propri obiettivi nel corso del proprio cammino e nonostante tutto bisogna saper incassare e contrattaccare.

Dal punto di vista artistico Khaby ha affermato che ama scrivere e recitare e che, se dovesse scegliere, preferirebbe fare l’attore piuttosto che il regista.

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Riguardo i temi scottanti della vita sociale Lame si è soffermato sul suo rapporto con il razzismo. La realtà in cui è cresciuto, a Chivasso, essendo multietnica, con persone provenienti da varie nazioni, come ad esempio il Marocco o l’Albania, non è stata segnata da questa piaga umana e sociale. In quel contesto, ha detto Lame, si era creata una sorta di famiglia unita e d unica. Ma il razzismo purtroppo, ha aggiunto Khaby, c’è e va combattuto, facendo capire che esiste, anche attraverso i social ed il cinema stesso che rappresentano spazi che coinvolgono tanta gente anche in momenti di riflessione significativi. Ognuno, a suo parere, è al mondo per un fine che. Lame vede il suo scopo nello scrivere, nel rappresentare e fare vedere al mondo stesso non solo l’arte ma anche valori come la giustizia ed altri positivi, potendo veicolarli a tante persone attraverso la notorietà di cui gode.

Ognuno, come ribadito anche da Bonafede, deve essere consapevole del proprio percorso, scritto nel tempo con le proprie differenze e senza la paura di sbagliare, perché se si fallisce si può sempre ricominciare. Ed è questo uno dei grandi segreti della vita.

di Gianmaria Tesei

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