E’ stato inaugurato venerdì 21 luglio, nella casa circondariale Luigi Bodenza di Enna, il parco giochi per i figli dei detenuti realizzato nell’ambito del progetto “Giocare per diritto”, finanziato dall’impresa sociale Con i bambini, che coinvolge otto istituti penitenziari siciliani ed è realizzato dalla Uisp Sicilia. A tagliare il nastro Maria Paola Petracci Mirabelli, responsabile dell’Ente che ha finanziato il progetto e Vincenzo Bonasera, presidente regionale Uisp: “Al centro ci sono il carattere e il valore di un progetto che ricuce i rapporti familiari dei detenuti attraverso lo sport”, ha detto Bonasera.
All’inaugurazione era presente anche il presidente nazionale Uisp Tiziano Pesce: “Questo progetto rappresenta una vera e propria eccellenza – ha detto Pesce – L’Uisp è presente in oltre quaranta istituti penitenziari, case circondariali e istituti minorili in tutta Italia. Interveniamo con lo strumento dello sport per tutti e dello sport sociale. Voglio ringraziare l’Impresa Sociale con i Bambini per il supporto e l’auspicio è che questo progetto diventi una buona pratica non solo per la Sicilia ma anche per il resto d’Italia”.
La pratica sportiva come strumento per il benessere sociale e educativo sarà messa nero su bianco anche a livello costituzionale, come ricordato dal presidente Uisp in questa occasione: “Non sarà solo un passaggio simbolico: nell’articolo 33 vedremo sancito il riconoscimento del valore sociale ed educativo dello sport e l’importanza della promozione sportiva in tutte le sue forme”.
“Abbiamo capito l’importanza di giocare con i nostri bambini che soffrono quanto noi la detenzione – ha detto Michele Cambria, padre di due bambini e ristretto ad Enna. “Il corso genitoriale ci fa stare vicino ai nostri figli. Li possiamo abbracciare – dice Antonio Vasta, padre di due bambine – il fatto di essere detenuti ci fa perdere le piccole cose di ogni giorno mentre ai nostri figli rischia di mancare la figura paterna di riferimento. Abbiamo vissuto, grazie alla Uisp e questo progetto, emozioni che non si possono spiegare”. “Il profumo che i miei figli spruzzano sulle lettere che mi inviano, mi fa sentire vivo”. Si sono raccontati così quattro genitori detenuti nel corso dell’inaugurazione del parco giochi. “Per noi è stata una grande opportunità – racconta Mary, moglie di Gaetano, anche lui ristretto nel carcere di Enna – portavamo i bambini ai colloqui, seduti solo per quell’oretta a chiacchierare di ciò che c’è fuori. Invece, portarli qui per giocare con i papà, per farli divertire insieme, è stato come recuperare un po’ di spensieratezza, sia per i papà che per i bambini. E’ un altro rapporto. E’ importante farli giocare, potersi abbracciare”.
“Il progetto che ci vede coinvolti perché Enna è l’entroterra ma il carcere – ha detto la direttrice della casa circondariale di Enna, Gabriella Di Franco – riesce ad avere un dialogo con la società e il territorio. Oggi vediamo i bimbi giocare con i loro papà e questo crea rapporti profondi, su questo vogliamo continuare ad impegnarci. Questo non è un solo episodio, ma uno dei tanti impegni portati avanti”.
I detenuti ristretti ad Enna, hanno partecipato, così come quelli degli altri sette istituiti penitenziari siciliani dove si realizza il progetto, ad un corso sulla genitorialità oltre che ad un seminario sull’intelligenza emotiva. In Sicilia sono 3000 i bambini figli di detenuti, dai 6 ai 16 anni, 280 genitori, 43 partner tra pubblico e privato, 12 protocolli di intesa. Questi i dati illustrati nel corso della cerimonia di inaugurazione. Tra i partner figura l’Uepe di Trapani per il sostegno dei genitori ai domiciliari che garantisce un supporto di consulenza giuridica, a cura di un legale, nei casi di separazione.
(cs)
