Ai Mondiali di ciclismo su pista in corso a Glasgow l’Italia ha conquistato uno splendido argento nell’inseguimento a squadre. Dopo aver battuto in semifinale la Nuova Zelanda, il quartetto azzurro formato da Filippo Ganna, Francesco Lamon, Jonathan Milan, Simone Consonni e Manlio Moro è stato battuto dalla Danimarca (Niklas Larsen, Carl-Frederik Bevort, Lasse Leth e Rasmus Pedersen), che ha chiuso la gara con il tempo di 3’45”161 contro il 3’47”396 dell’Italia.

“Sapevamo che la Danimarca era molto forte. Abbiamo dato il massimo. Si punta sempre a raggiungere il gradino più alto del podio. Forse siamo partiti un po’ troppo forte e alla fine siamo rimasti sulle gambe”, afferma Milan.
“Abbiamo lavorato in questi anni con il quartetto ma non sempre siamo riusciti ad essere tutti. E’ stato un torneo molto difficile, con formazioni fortissime. La Danimarca si conferma nazione di riferimento. Abbiamo preso le misure per il prossimo anno”, dichiara Consonni.
“C’è soddisfazione per quello che abbiamo fatto, perché sappiamo come siamo arrivati a questo mondiale. Ricordo che l’anno prima delle olimpiadi passate facemmo terzi, oggi secondi. Non abbiamo nulla da recriminare”, dice Ganna.
“E’ la seconda volta che corro il quartetto con come secondo. Forse ho dato troppo nella prima tirata e poi mi sono trovato in difficoltà. E’ ancora un’emozione per me correre queste finali”, commenta Moro.
“Già dalle qualifiche abbiamo visto che la Danimarca era forte. Abbiamo limato la distanza nel secondo turno. In questa finale abbiamo cercato di sorprenderli, ma alla fine sono venuti fuori gli attuali valori”, conclude Lamon.
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