Pamela Petrarolo è tra i grandi ospiti della diciassettesima edizione del Minturno Musica Estate 2023, che si terrà giovedì 31 agosto alle ore 21 in Piazza Portanova a Minturno.
Cantante, showgirl, speaker radiofonica e opinionista, presenterà insieme ai The Fuzzy Dice il brano “Bella Señorita” che uscirà a settembre.
Tra le più popolari protagoniste del programma cult di Gianni Boncompagni “Non è la Rai”, una voce esplosiva e un grande carisma, Pamela Petrarolo ha pubblicato tre album in studio, “Io non vivo senza te”, “Niente di importante”, “A metà”, ha recitato in diversi spettacoli teatrali, ha partecipato nel 2022 a “L’Isola dei Famosi” ed è mamma di Alice, Angelica e Futura.

credit foto A&G
Pamela, sarai sul palco del Minturno Musica Estate 2023 insieme ai The Fuzzy Dice per presentare il singolo “Bella Señorita”. Come nasce questa collaborazione?
“E’ stata un’opportunità presa al volo e arrivata a sorpresa. I The Fuzzy Dice mi hanno contattata proponendo questo brano in stile anni ’50, alla Elvis, un po’ rock’n’roll, frizzante, essendo un gruppo che fa questo genere. Mi è piaciuto e l’ho trovato adatto alle mie corde. E’ stata una collaborazione molto divertente. Quest’estate abbiamo girato il videoclip, mentre il singolo verrà pubblicato a metà settembre. Lo presenteremo il 31 agosto a Minturno Musica Estate dove ci sono tanti ospiti. Per me è la prima volta ed è un onore partecipare a questa serata speciale”.
Quali saranno i prossimi progetti musicali?
“In autunno e parte dell’inverno saremo impegnati con la promozione di “Bella Señorita”, poi a novembre dovrebbero uscire i brani che ho cantato a Non è la Rai ma che non sono mai stati messi su cd o cassetta. Li abbiamo riuniti in un progetto, riarrangiati, e abbiamo pensato di chiudere il cerchio delle mie canzoni legate a quegli anni con questo regalo per i fan e per le persone che ci seguono da tempo”.
A proposito di “Non è la Rai”, programma cult che è stato un trampolino di lancio importante per la tua carriera, che ricordi conservi di quel periodo?
“Sono felice di averne fatto parte. Se penso alle migliaia di ragazzine che si presentavano per fare anche solo un provino e non sono state prese mi ritengo fortunata. Per quattro anni ogni giorno siamo andati in onda dalle 14 alle 16, ci sono stati gli speciali, i preserali, le prime serate, trasmissioni come Rock’n’Roll con Orietta Berti, ci sarebbero un’infinità di aneddoti da raccontare. E’ come se avessi realizzato un sogno poichè fin da bambina ho amato questo lavoro. Poi grazie a “Non è la Rai” sono arrivate tante altre opportunità e sarò sempre riconoscente a Gianni Boncompagni, Irene Ghergo e alle persone che hanno creato questo programma che ha fatto la storia della televisione italiana e che ha lasciato un segno indelebile dato che se ne parla ancora dopo 32 anni”.
Sei ancora in contatto con qualche ragazza che ha condiviso con te l’esperienza a “Non è la Rai”?
“Sono in contatto con molte ragazze. Facciamo spesso degli eventi in estate e in inverno legati al filone anni Novanta. Portiamo in giro per l’Italia da anni il famoso “Please don’t go” dei Double You e facciamo ballare le persone della nostra generazione”.

Hai preso parte anche a diversi spettacoli teatrali come Nostos, Ma il cielo è sempre più blu, Rewind…
“Il teatro sicuramente è una grande passione, ho studiato recitazione per cinque anni, ho fatto teatro off però non ho ancora avuto l’opportunità di prendere parte ad una commedia musicale, quindi se dovesse capitare sarebbe un tassello che andrei a chiudere”.
Come è nata la tua passione per la musica?
“Ero una ragazzina di 14 anni che come tante amava il pop, avevo le vhs dei concerti di Madonna, Michael Jackson e Tina Turner e facevo impazzire mia mamma andando nei negozi di musica e collezionando tutto, però non conoscevo il mondo musicale di nicchia e mi sono avvicinata tramite il pigmalione Gianni Boncompagni. Un giorno ero in sala prove ad imparare la coreografia e canticchiavo uno dei miei primi brani, Respect di Aretha Franklin, dove ero doppiata dalla corista Stefania Del Prete. Vicino c’era lo studio di registrazione dove lui era andato da Stefano Magnanensi per parlare di alcune cose, così mi ha sentita cantare. Ha detto che avevo un timbro di voce black e che nonostante la mia giovane età voleva puntare su di me come cavallo di razza legato a quel mondo rhythm and blues che lui amava tanto. Mi ha fatto incidere Respect, poi ho pubblicato due album, il primo con le cover di Aretha Franklin, James Brown e un pezzo solo in italiano, Io non vivo senza te di Raffaella Carrà che dava il titolo al disco, e il secondo di inediti, che si chiama Niente di importante, con canzoni scritte da grandi autori come Francesco Migliacci, Franco Bracardi, Peppi Nocera, Magnanensi, Stefano Acqua e mi sono tolta tante soddisfazioni”.
Tu hai cantato “Io non vivo senza te” mentre l’indimenticabile Raffaella Carrà ha inciso la cover del tuo brano “Niente di importante”, inserita nel suo album “Carramba che Rumba!” del 1996. Avete avuto modo di incontrarvi?
“L’ho conosciuta in occasione del mio esordio in tv a Domenica In nel 1989, sempre per la regia di Boncompagni. Ero vestita da Minnie, scendevo questa scala tipo Wanda Osiris, con la voce registrata del regista che diceva “Pamela Pamela” e avevo questi sei ballerini che mi facevano da partners durante lo stacchetto iniziale. Lo divertiva il modo in cui dicevo con il mio accento romano “passiamo alla prossima telefonata”. Avevo 12 anni, ero la mascotte di “Domenica In” e presentavo questo gioco per bambini che si andava a scontrare con la trasmissione condotta dalla Carrà. Ci siamo incontrate nei corridoi e mi disse sorridendo: “Ehi, ragazzina, mi stai rubando l’audience”. Io nemmeno sapevo cosa fosse, poi crescendo ho capito che girava tutto intorno a quella. Mi imbarazzai e quando sono andata via Raffaella mi ha abbracciata”.

Arrivando al 2022, hai preso parte a L’Isola dei Famosi. A livello personale cosa ti ha lasciato?
“Il desiderio di rifarla, no scherzo (ride)… Tutte le esperienze vissute intensamente come questo reality dove non ci sono comfort ti insegnano tanto. E’ stata dura da mamma lasciare a casa tre figlie, mi sono messa in gioco sotto tutti i punti di vista. Sono entrata in corsa, a programma iniziato, ma alla fine sono stata sull’isola un mese e mezzo, sono arrivata in semifinale e per quasi 24 giorni ho vissuto in solitaria. Sono tornata a casa con più coraggio e forza, ho imparato a nuotare, ho superato alcune paure che avevo. Se mai dovesse ripropormi di partecipare a L’Isola dei Famosi nel giro di 5-6 anni non è escluso che accetti”.
Hai anche un blog “Non è la mamma” in cui affronti tante tematiche importanti, come ad esempio il body shaming, purtroppo sempre attuale come la violenza fisica e psicologica…
“Quando si vede la violenza, in generale, e non ci riguarda personalmente è come se inconsciamente ognuno girasse il volto dall’altra parte, se certe situazioni non ti toccano da vicino non le capisci davvero. Di fondo c’è una grande forma di egoismo, non c’è mai un’esposizione propositiva verso il prossimo, un porgere la mano a chi sta in difficoltà, c’è poca sensibilità, e soprattutto siamo circondati da tanti codardi, come nel caso del branco che ha violentato la ragazza a Palermo. Penso che noi genitori dobbiamo fare un esame di coscienza. Si dice sempre che il frutto non cade mai lontano dall’albero, in realtà ci sono anche famiglie perbene, presenti, ma non bisogna dare nulla per scontato perché i figli non vanno in giro da soli ma con persone che non sono cresciute nella stessa famiglia e per disagio, emulazione, per far parte di un gruppo, possono compiere azioni sbagliate. Bisognerebbe invece insegnare loro che se c’è qualcosa che non va devono parlarne con i genitori, in modo da evitare che accadano certe cose. Oggi viviamo in modo frenetico e spesso ci distraiamo dalle priorità, invece dobbiamo conversare con i nostri figli, interessarci delle loro passioni, sapere chi frequentano, cosa fanno, dove vanno fino alle 4 di mattina”.
Su Instagram hai pubblicato un post sull’empatia, “l’arte di comprendere le emozioni, la capacità di mettersi nei panni degli altri”, che purtroppo nella società odierna sembra essere sempre più rara…
“L’empatia in assoluto è il perno che fa girare tutto, la possiedi oppure no, ti aiuta a capire gli altri, a percepire quando una persona che conosci è in difficoltà, anche solo guardandola, osservando come parla o come si muove, per poterla aiutare. Nella società odierna, come dicevo prima, c’è tanto egoismo e menefreghismo, c’è una libertà di giudizio pazzesca. Da quando ci sono i social sembra che tutto sia così semplice, chiunque è autorizzato a criticare, giudicare, puntare il dito, nascondendosi dietro profili senza nome, senza identità, facendo i leoni da tastiera, senza considerare che dall’altra parte possono esserci anche persone non forti, che possono arrivare a compiere gesti estremi. Se ognuno di noi facesse la sua parte vivremmo in un mondo migliore. Avendo tre figlie sono preoccupata per il loro futuro. Il ruolo del genitore non è facile, devi avere fortuna e sperare che i figli recepiscano i messaggi che cerchi di trasmettere”.
di Francesca Monti
Grazie a Mauro Caldera
