“Coup de Chance” è il nuovo film di Woody Allen, presentato Fuori Concorso all’80. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, interpretato da Lou de Laâge, Valérie Lemercier, Melvil Poupaud, Niels Schneider.
La storia è incentrata sull’importante ruolo che il caso e la fortuna giocano nelle nostre vite. Fanny e Jean sembrano la coppia di sposi ideale: sono entrambi realizzati professionalmente, vivono in un meraviglioso appartamento in un quartiere esclusivo di Parigi, e sembrano innamorati come la prima volta che si sono incontrati.
Ma quando Fanny s’imbatte accidentalmente in Alain, un ex compagno di liceo, perde la testa. Presto si rivedono e diventano sempre più intimi…
“Quando ero più giovane i film che mi colpivano erano quelli europei, soprattutto del cinema italiano, francese e svedese. Volevo fare film come loro. Ho provato a farlo per tutta la vita. Amo così tanto Parigi e il mio cinquantesimo film volevo farlo in francese, volevo unirmi al gruppo di quei registi francesi che amo così tanto. Mi sono divertito moltissimo”, ha esordito Woody Allen in conferenza stampa.
Parlando poi della scrittura dei personaggi presenti nei suoi film il grande regista ha spiegato: “Trent’anni fa ero io il protagonista dei ruoli che scrivevo, ma nella mia carriera sono sempre riuscito a delineare meglio quelli femminili, piuttosto che i ruoli maschili. Non è cambiato il mio modo di scrivere nel corso del tempo. Ci sono alcune cose che si imparano quando si fanno i primi film poi tutto dipende da te, dalla tua ispirazione. Ho una bellissima idea per girare una storia a New York”.
Riguardo il finale di “Coup de Chance” Allen ha detto: “Alla fine lasciamo sullo schermo il sottotitolo “Non pensarci troppo” perchè non c’è via di fuga alla morte, né attraverso la scienza, la commedia, la filosofia. E’ una cosa che esiste ma dobbiamo distrarci, non pensarci”.
La fotografia del film è affidata a Vittorio Storaro: “Sono stato fortunato ad avere dei grandi autori con cui collaborare e da quando ho incontrato Woody Allen nel 2015 riconosco in lui un grandissimo sceneggiatore oltre che regista. Per me è fondamentale capire il concetto centrale della storia. Quando ho letto la sceneggiatura ho visto che c’era la possibilità della dualità, di dare un cromatismo diverso al personaggio di Fanny e di suo marito tra le emozioni e il pensiero. Woody Allen mi ha fatto il più grande complimento che potessi ricevere: ero riuscito a restituire esattamente le sue parole”.
La parola è poi passata alle due attrici protagoniste: “All’inizio pensavo che il mio personaggio fosse una donna molto intelligente, ma il regista mi ha detto che era una mamma normale. È stata una frase decisiva che ha aperto una nuova prospettiva sul personaggio mentre mi stavo preparando. Aveva assolutamente ragione, è sempre meglio quando accadono cose straordinarie alla gente comune”, ha spiegato Valérie Lemercier.
“Avevo sentito dire molte volte che Woody Allen dirige poco i suoi attori, ma devo dire che mi è piaciuto molto vedere come lavora. Era sempre presente sul set. Questo ci metteva in uno stato di tensione, ma era una piacevole suspense”, ha chiosato Lou De Laâge.
di Francesca Monti
credit foto La Biennale
