E’ stata presentata all’interno del Panel “Co-produzione internazionale: uno sguardo al futuro” l’opera prima di Alessandro Marzullo “Non credo in niente”, al cinema dal 28 settembre, prodotta e distribuita da Daitona e Flickmates, e interpretata da Demetra Bellina, Giuseppe Cristiano, Renata Malinconico, Mario Russo, Lorenzo Lazzarini, Gabriel Montesi, Antonio Orlando e Jun Ichikawa.
“Non credo in niente” è un viaggio notturno nell’anima di quattro ragazzi alla soglia dei trent’anni che non vogliono rinunciare alle proprie passioni, nonostante il loro progetto di vita stia prendendo una direzione diversa da quella che speravano…
Sullo sfondo di una Roma deteriorata e decadente, vediamo una giovane donna dai numerosi talenti artistici che per vivere fa la hostess; un aspirante attore che si rifugia nel sesso occasionale e una coppia di giovani musicisti che per sopravvivere sono costretti a lavorare in nero in un ristorante.
Un racconto corale e frammentario che, attraverso un’estetica di contrasti, restituisce il disagio e la frustrazione dei trentenni di oggi. Con un rapido montaggio alternato e un abile gioco musicale, fatto di dissonanze e distorsioni, Alessandro Marzullo mette in scena proprio quella “liquidità” della società anticipata da Bauman.
Alessandro, “Non credo in niente” è la tua opera prima. Com’è nata?
“E’ nata dall’intenzione di fare un film sulle sensazioni che ho provato nella mia vita negli ultimi dieci anni e che secondo me rappresentano tutta la mia generazione. Protagonisti sono quattro ragazzi che si sentono schiacciati dal peso delle aspettative, che non riescono a trovare il loro posto nel mondo. Poi è chiaro che ognuno ha la propria vita ma volevo mettere in scena una storia che restituisse quei sentimenti”.
La musica è uno degli elementi centrali del film, come hai lavorato?
“La musica è stata realizzata con il compositore Riccardo Amorese e abbiamo iniziato a lavorare alle sonorità prima di scrivere la sceneggiatura e scegliere gli attori, utilizzando un tema ricorrente declinato in vari modi nell’arco del film a seconda del momento psicologico del personaggio. Poi abbiamo continuato a sviluppare questo processo durante le riprese con la musica che ha unito i vari frammenti di immagini”.

E’ un film girato in pellicola, come mai questa scelta?
“Mi sono innamorato del cinema da piccolo e quello che guardavo era girato in questo modo. Quando c’è stato il passaggio quasi completamente al digitale ho visto che mancava qualcosa, tra cui sicuramente la pellicola e ho deciso che la mia opera prima sarebbe stata fatta con quella modalità”.
Tra i film in Concorso a Venezia80 ce n’è uno che ti incuriosisce in modo particolare?
“Mi incuriosisce “Io capitano” di Matteo Garrone, ho visto il trailer e sono sicuro che sarà un bel film”.
di Francesca Monti
credit foto Daitona Film
Grazie a Licia Gargiulo
