Addio a Marina Cicogna, produttrice anticonvenzionale, illuminata e d’avanguardia

Si è spenta a 89 anni Marina Cicogna, produttrice illuminata e d’avanguardia, nonché prima donna riuscita ad affermarsi in questo ruolo nella storia del cinema italiano.

Nata a Roma il 29 maggio 1934 dal conte Cesare Cicogna Mozzoni e dalla contessa Annamaria Volpi di Misurata, era nipote del conte Giuseppe Volpi di Misurata, che nel 1932 fondò la Mostra del cinema di Venezia e di Cesare Cicogna, uno dei produttori di “Ladri di biciclette”. Laureata in Arti al Sarah Lawrence College di New York, aveva da sempre una grande passione per il cinema, così la Euro International Films, acquistata dalla famiglia, le aveva affidato il compito di scegliere le pellicole da distribuire in Italia. Decise in seguito di produrre il suo primo film “Metti, una sera a cena”. Sono innumerevoli i personaggi che hanno lavorato con Marina Cicogna, da Elio Petri ea Buñuel, passando per Lina Wertmuller, Pier Paolo Pasolini, Vittorio De Sica, Sergio Leone, Francesco Rosi, Liliana Cavani, Jean Pierre Melville, e ancora Mariangela Melato, Giancarlo Giannini, Florinda Bolkan, Gian Maria Volonté, Henry Fonda, Charles Bronson, Alain Delon, Yves Montand.

Nel 2021 è stata protagonista del documentario di Andrea Bettinetti “Marina Cicogna. La vita e tutto il resto”, un lungo racconto che comprende un patrimonio vastissimo di fotografie, conversazioni, spezzoni di film, ricordi di amici e personalità del cinema, della cultura e della moda. Grazie al suo intuito, al suo talento, alla sua passione, nel 1971 Marina Cicogna vinse un Oscar e un Gran premio della giuria a Cannes, con “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” di Elio Petri; e poi la Palma d’oro, nel ’72, sempre con Petri per “La classe operaia va in paradiso”. Ancora prima aveva conquistato il Leone d’oro, a Venezia, con “Belle de jour” di Buñuel. Appassionata fotografa, Cicogna ha condiviso con gli autori di questo documentario sulla sua vita anche tanti dei suoi scatti, racconti e personaggi che ci restituiscono una parte importante della nostra storia recente da un punto di vista privilegiato.

Lo scorso maggio è uscito in libreria “Ancora spero”, l’autobiografia della produttrice, edita da Marsilio. Il libro ripercorre la sua vita, costellata di scelte mai convenzionali, di luoghi, volti e protagonisti di decenni straordinari.

Il 10 maggio 2023 Marina Cicogna ha ricevuto il David di Donatello alla Carriera con la seguente motivazione: “Protagonista fiera e anticonformista, intellettuale e avventuriera del cinema e dell’arte, nata in una famiglia intessuta di passione per la settima arte, ha segnato senza alcun dubbio la storia del nostra cinematografia e del costume. Ribelle chic, pioniera in un lavoro, quello del produttore, tutto maschile, ambasciatrice del nostro cinema per Film Italia, fotografa e viaggiatrice eccellente, icona della Made in Italy, Cicogna ha brillato per il suo genio nell’individuare talenti non conformi e ci ha regalato titoli da storia del cinema come ‘L’uomo del banco dei pegni’, ‘Belle de jour’, ‘C’era una volta il West’, ‘Teorema’, ‘Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto’, ‘La classe operaia va in Paradiso’, ‘Mimì Metallurgico’ e ‘Metti, una sera a cena’. Un David alla Carriera ad una donna unica e visionaria”.

Al momento della consegna del riconoscimento, durante la cerimonia a Roma, la produttrice aveva dichiarato emozionata: “Quando uno non se l’aspetta accadono cose belle. In questo periodo in cui sono stata e sono malata ho scritto una biografia e adesso ho questo premio che mi inorgoglisce molto e appartiene al mio passato, al cinema. Ora vediamo molte cose sugli schermi e le piattaforme ma il piacere che si prova quando si vede un bel film al cinema è unico”.

di Francesca Monti

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