Papa Francesco ha incontrato settemila bambini e bambine provenienti da tutto il mondo: “Mi ricordate come è bella la vita nella sua semplicità, e mi insegnate pure come è bello stare insieme”

Papa Francesco ha incontrato settemila bambini e bambine provenienti da tutto il mondo nell’Aula Paolo VI.

“Grazie di cuore a tutti voi per essere venuti. Il tema del nostro incontro è “Impariamo dai bambini e dalle bambine”. Ma cosa possiamo imparare da voi? Possiamo imparare qualche cosa? Cosa pensate? Si può imparare o non si può imparare da voi?”, ha esordito il Papa, ricevendo in risposta il sì entusiasta dei bambini. “E c’è bisogno di imparare da voi. Io sono sempre felice quando vi incontro, perché mi insegnate ogni volta qualcosa di nuovo. Ad esempio, mi ricordate come è bella la vita nella sua semplicità, e mi insegnate pure come è bello stare insieme! Sono due doni grandi di Dio: stare insieme e con semplicità. E noi vogliamo dire al mondo, e allora diciamolo insieme, adesso, e voi ripetetelo con me: “La vita un dono!”. È così: la vita è un dono, un dono bellissimo e noi siamo fratelli, tutti. E infatti siete venuti qui da tutto il mondo, proprio come tanti fratelli che si incontrano in una grande casa. È la grande casa che ci ha donato Gesù: la Chiesa è la casa della famiglia, e il Signore ci riceve sempre con un abbraccio, con una carezza. Io vorrei accogliere tutti voi così, uno per uno, ma siete in tanti, e allora a tutti insieme vi dico, bambini e bambine, che voi siete una cosa meravigliosa, la vostra età è meravigliosa e vi dico di andare avanti. E voi siete proprio nella Chiesa. Pensiamo ai bambini che in questo momento stanno soffrendo – non dimentichiamolo – per i disastri climatici, per la fame, per la guerra e per la povertà. Voi sapete che c’è gente cattiva che fa del male, che fa la guerra, distrugge… Voi volete aiutare?”, ha chiesto il Papa ottenendo il sì dei bambini come risposta.

“Cari bambini, la vostra presenza qui è un segno che arriva dritto al cuore di tutti noi adulti, e noi, le persone grandi, dobbiamo guardare la vostra spontaneità e ascoltare il vostro messaggio. Voi avete preparato qualche domanda: per non essere noioso con il discorso, sentiamo le domande e cosa voi mi avete preparato. E grazie tante, grazie, cari bambini. E ricordate: la vita è un dono stupendo. Lo diciamo insieme? La vita è un dono stupendo. Un’altra volta: la vita è un dono stupendo. Dio ci ama tanto, ed è bello stare insieme, comunicare, condividere e donare. Fatelo sempre così, la Madonna vi aiuterà. Mi raccomando: pregate sempre la Madonna! Ecco, sempre, non smettete. E pregate anche per me. Grazie”.

Alcuni bambini e alcune bambine di vari Paesi del mondo hanno poi posto delle domande al Pontefice.

La prima domanda è stata di Isidora, 9 anni, dal Brasile.

Ciao, Papa Francesco, io sono Isidora, ho nove anni, vengo dal Brasile. Pensi che noi bambini possiamo salvare la Terra?

“Sì. Sì, perché voi siete semplici e voi capite che distruggere la Terra è distruggere noi. Noi dobbiamo custodire la Terra: hai capito questo? Se tu distruggi la Terra, distruggi te stesso. Diciamolo tutti insieme, lentamente, senza gridare: “distruggere la Terra è distruggere noi”. E sai, perché la Terra ci dà tutto per vivere: ti dà l’ossigeno, ti dà l’acqua, ti dà le erbe, ti aiuta tanto per vivere. Se noi distruggiamo la Terra, distruggiamo noi. Tutti insieme: chi distrugge la Terra, distrugge noi. Tutti insieme: distruggere la Terra è distruggere noi. Grazie!”, ha risposto il Papa.

La seconda è stata Rania, 12 anni, dalla Palestina.

Caro Papa Francesco, sono Rania e sono di origini palestinesi. Volevo chiederti: ma se comincerà la terza guerra mondiale, la pace non tornerà più?

“Hai fatto una domanda che tocca anche la tua terra che soffre tanto, in questo momento. Se scoppia la guerra: la guerra è già scoppiata, cari. Sentite questo: la guerra è scoppiata in tutto il mondo. Non solo in Palestina: è scoppiata nel Sud dell’Africa, è scoppiata nel Congo, è scoppiata nel Myanmar, è scoppiata in tutto il mondo. Sono guerre nascoste, in Mozambico… in tutto il mondo. Noi stiamo vivendo una guerra brutta e la guerra ci toglie la pace e ci toglie la vita. Dobbiamo pensare un po’, lavorare per la pace. Lo diciamo insieme, a bassa voce: “lavoriamo per la pace”. Tutti!. E questa ragazza, che si chiama Rania, la sua patria è in guerra e si soffre tanto. Facciamo una cosa: in silenzio, facciamo un saluto a Rania e a tutta la gente della sua patria. E tu fai sapere alla gente di Palestina che tutti i bambini hanno salutato. La pace è bella. Grazie, Rania”, ha risposto Papa Francesco.

Quindi è stata la volta di Massimo, 10 anni, da Roma.

Ciao, Papa Francesco. Io sono Massimo e sono italiano. Volevo chiederti: ma tu, cosa sogni, la notte?

Papa Francesco ha risposto: “Io non so cosa sogno, perché dormo! È così! Alcune volte, viene qualche sogno che è un ricordo di quando ero giovane o ero bambino, e ricordo in sogno queste cose. Ma per la maggior parte, dormo. E sognare è bello, è bello. Quando uno sogna qualcosa, c’è qualcosa di vita, dentro. Lo diciamo insieme: “sognare è bello”. Tutti insieme! [ripetono]. Grazie.

Ivan, 9 anni, dall’Ucraina ha chiesto: Ciao, Papa, io sono Ivan e sono ucraino. Ma tu ci puoi spiegare come si fa la pace?

Papa Francesco ha risposto: “È una domanda molto difficile, questa. Come si fa la pace? Vieni, vieni qui. Come si fa la pace, non è facile dirlo. Come si fa la guerra, è più facile, perché la guerra si fa con l’odio, con la vendetta, fare male all’altro, e questo viene dall’istinto. Ma la pace, come si fa? Pensiamo un minuto alla sua domanda, che è molto intelligente. La sua terra è in guerra e sa quanto bisogno abbiamo di pace. Io faccio la domanda; pensiamo e poi vediamo come rispondiamo. Come si fa la pace? Pensiamo in silenzio. Avete pensato come si fa la pace? Non c’è un metodo per imparare a fare la pace, no. C’è un gesto: la pace si fa con la mano tesa, con la mano dell’amicizia tesa, sempre cercando di coinvolgere le altre persone per andare insieme. La mano tesa. Vi domando: voi volete fare la pace? Facciamo un gesto, tutti insieme: la mano tesa, tutti insieme, anche tu, tutti insieme. La mano tesa, così si fa la pace, salutando gli amici, ricevendo tutti a casa. La pace si fa con il cuore e con la mano tesa. Diciamolo insieme: “la pace si fa con il cuore e con la mano tesa”. Bravi. Bravo, ragazzo.

Kim Ngan, 11 anni, dal Vietnam ha detto al Pontefice: Caro Papa, sono Kim Ngan, ho 11 anni e vengo dal Vietnam. Volevo capire questo: se non hanno ascoltato te, che sai così tante cose, perché dovrebbero ascoltare noi, e come possono farlo?

Papa Francesco ha risposto: Vieni, vieni, rimani qui. Kim Ngan viene dal Vietnam, e mi domanda come può la gente ascoltare voi bambini. La gente è molto preoccupata da tante cose, tante cose e si dimentica di ascoltare i bambini. Ma voi dovete dire le cose come le vedete, dire la verità, dire quello che sentite perché la vostra voce è necessaria. Lo diciamo insieme tutti: “la voce dei bambini è necessaria”. Tutti! La voce dei bambini è necessaria. E voi dovete aiutare perché gli adulti ci ascoltino, che gli adulti vi ascoltino, e poi fatevi sentire dagli adulti perché voi siete messaggeri di pace.

Antrànik, dalla Siria ha chiesto: Ciao, Papa Francesco, sono Antranik e sono della Siria. Secondo te, perché uccidono i bambini, durante la guerra, e nessuno li difende?

“Perché uccidono i bambini durante la guerra? Io ho visto nelle cronache di guerra, nelle notizie, quanti bambini sono morti. Sono innocenti, e questo fa vedere la cattiveria della guerra. Perché, se si uccidessero solo i soldati, sarebbe un’altra cosa; ma uccidono gente innocente, uccidono i bambini. Perché uccidono i bambini, nella guerra? Questa è una crudeltà. Adesso a voi farò una proposta, per accompagnare Atrànik. Perché uccidono i bambini nella guerra? Facciamo un piccolo momento di silenzio, tutti, e pensiamo a tanti bambini uccisi nella guerra. È brutto, è un’ingiustizia. Pensiamo ai bambini uccisi. Perché uccidono i bambini, durante la guerra, e nessuno li difende? Questo fa vedere la crudeltà di una guerra: la guerra sempre è crudele e chi “paga la festa”? I bambini. Sono uccisi gli innocenti. Preghiamo insieme il Signore per i bambini: “Padre nostro che sei nei Cieli…”. Perché uccidono i bambini nella guerra? Preghiamo per i bambini che soffrono e sono uccisi nella guerra. E grazie, bravo”, ha risposto il Papa.

Celeste, 9 anni, dal Perù: Caro Papa, mi chiamo Celeste, sono peruviana e volevo sapere chi sono i tuoi amici?

“I miei amici sono le persone che vivono con me a casa, sono amici; poi ho tanti amici fuori, in qualche parrocchia, anche qualche Cardinale è mio amico… Sono amici. Ho la grazia di avere amici, e questa è una grazia di Dio, perché la persona che non ha amici è una persona triste. Avete capito? La persona che non ha amici, è una persona triste. Diciamolo insieme: “la persona che non ha amici, è una persona triste”. Cerchiamo di averne: sempre avere amici. E ti ringrazio per la domanda: sei una brava peruviana”, ha detto il Pontefice.

Pauline, dal Congo, 12 anni, ha detto: Caro Papa, sono Pauline, vengo dal Congo, che tu conosci bene. Volevo chiederti qual è la cosa più importante che hai vissuto nella tua vita?

Io non saprei dirlo, perché nella mia vita ho avuto tante cose importanti… Anche, vi dico la verità, questo incontro con voi è importante nella mia vita, perché incontro voi, le vostre illusioni [desideri]… Ma sempre è buono pensare ai momenti più felici che abbiamo avuto nella vita, e quelli brutti lasciarli da parte, perché tutti ne abbiamo avuti, di brutti. No, i momenti felici. Adesso, un pochino di silenzio, e ognuno di noi pensi quale momento è stato più felice nella propria vita”, ha risposto il Papa

E’ stato poi il turno di Sofia, 9 anni, dalle Filippine: Ciao, io sono Sofia e vengo dalle Filippine. Ma tu, quando ti arrabbi, come fai a calmarti?

“Eh, qualche volta mi arrabbio. Ma non mordo, non mordo. Come facciamo per calmarci? Una volta, una persona che mi ha aiutato tanto nella vita, quando ero bambino, mi diceva: “Quando sei arrabbiato, prima di rispondere, bevi un bicchiere d’acqua”. È un buon consiglio: lo diciamo insieme? Quando sei arrabbiato, prima di rispondere bevi un bicchiere d’acqua. Perché voi sapete che quando uno è arrabbiato, non parla, morde. E questo non è bello. La rabbia lasciamola ai cani, ma noi cerchiamo di essere miti e non lasciarci prendere dalla rabbia. Ripetiamo un’altra volta: quando sei arrabbiato, bevi un bicchiere d’acqua. Grazie”, ha detto il Papa.

A seguire è stata la volta di Luxelle, 9 anni, dall’Africa: Ciao, Papa Francesco, io sono Luxelle. Perché fa così caldo anche se è autunno?

Questa la risposta: “La sua domanda è molto importante. Lei domanda: perché in questo tempo fa così caldo, anche se è autunno? Domanda questo. Sapete perché? Perché noi, le persone, non custodiamo il creato, non custodiamo la natura e la natura si ribella. Dobbiamo imparare a custodire il creato, a custodire la natura e non a sporcare la natura. Perché la natura è il nostro futuro. Grazie”.

Susai, da Samoa Tonga, ha chiesto: Ciao, Papa Francesco, mi chiamo Susai e vengo da Samoa e Tonga. Tu sei preoccupato per l’ambiente?

“Tu vieni da Samoa. Lei mi domanda se io sono preoccupato per la natura. Sono molto preoccupato, perché si sta rovinando la natura. Pensate che al Polo Nord adesso i ghiacci si sono sciolti e si può navigare. Pensate che al Polo Sud è caduta una massa di 200 km2 di ghiaccio perché la Terra si riscalda di più. Pensate che i mari stanno salendo e stanno entrando nella Terra; pensate che i pesci nel mare sono rovinati perché buttiamo tante cose nel mare. Per questo sono preoccupato per la natura. Tutti noi dobbiamo essere preoccupati per la natura, e noi dobbiamo aiutare. Per esempio: se tu stai nel fiume o sulla spiaggia e bevi una Coca-cola, tu butti la bottiglia nel fiume o nel mare? Si fa, questo? Dobbiamo custodire la natura, dobbiamo custodire il creato, perché la natura contiene noi, e non rovinarla. Sono preoccupato per la natura, e anche voi dovete essere preoccupati per la natura. Grazie tante di preoccuparvi per la natura. Grazie!”, ha risposto il Papa.

Ha preso poi la parola Chris, 8 anni, da Haiti: Buongiorno, Papa Francesco. Mi chiamo Chris e vengo da Haiti. Visto che gli adulti con il loro comportamento ci stanno lasciando un mondo inquinato, noi bambini da chi dobbiamo imparare a rispettare il nostro pianeta?

“Bonjour! Noi dobbiamo imparare a custodire il pianeta, imparare dai maestri, dai professori, anche dalla gente che sa pensare, dai genitori, nella famiglia. Custodire il creato, perché custodendo il creato, custodiamo noi che siamo una parte del creato. Per favore, fate tutto – come bambini – per custodire il creato”, ha detto il Pontefice.

Drew, 11 anni, dall’Australia, ha chiesto: Ciao, Papa Francesco, mi chiamo Drew e vengo dall’Australia. Mi chiedevo come passi il tempo durante la giornata.

“Cosa faccio nelle giornate? Lavoro! E c’è tanto lavoro, qui. Lavoro ascoltando la gente, sistemando le cose, pensando come andare avanti, facendo in modo che le cose vadano meglio. Io lavoro: mi alzo presto, prego e lavoro. Il lavoro è una cosa bella, perché – vi dico una cosa – chi non lavora, la persona che si abitua a non lavorare, è una persona buona? No. Lavorare è salute. Diciamolo insieme! [ripetono] Dobbiamo imparare a lavorare sempre: il lavoro ti dà dignità. Il comandamento di Dio è “guadagna il pane con il tuo lavoro”, guadagnarsi la vita, lavorare. Il lavoro ci dà dignità”.

La piccola Salma, 7 anni, dal Ghana: Ciao, Papa Francesco, io sono Salma e sono del Ghana e ti posso chiedere una domanda? Come possiamo evitare che le persone sprechino tante cose?

“Lei ci ha fatto una domanda intelligente e ha chiesto: come possiamo evitare che le persone sprechino tante cose? Per favore, non sprecare, non sprecare il pasto, perché c’è gente che non mangia; usare sempre il pasto, non buttarlo via: il pasto è una grazia di Dio. Ognuno di noi deve imparare a non sprecare il pasto. Lo diciamo insieme: “non sprecare il pasto”. E se a mezzogiorno avanza un po’ di pasto, mangiarlo la sera, ma non buttarlo: buttare il pasto è un peccato brutto”, ha risposto il Papa.

Abbiamo parlato di tante cose belle, ma la cosa più bella che tocca il vostro cuore è la pace, perché voi non volete la guerra, voi volete che nel mondo ci sia la pace. Adesso, tutti insieme facciamo un segno di pace e ci diamo la mano, uno con l’altro, ci salutiamo. Ecco, ci salutiamo dandoci la mano come segno di pace”.

Il Papa ha poi salutato i bambini e le bambine impartendo la benedizione.

In mattinata c’era stata parecchia preoccupazione dopo che nella prima udienza con i Rabbini europei il Pontefice aveva detto di non stare bene di salute e per questo aveva preferito non leggere direttamente il discorso che aveva preparato. Tramite una nota la sala stampa vaticana ha rassicurato dicendo che “Papa Francesco ha un po’ di raffreddore e una lunga giornata di udienze. Aveva il desiderio di salutare individualmente i Rabbini europei e per questo ha consegnato il discorso. Per il resto le attività proseguono regolarmente”,

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