Lorella Cuccarini è la protagonista nel ruolo di Gothel, insieme a Silvia Scartozzoni e Renato Crudo, di “Rapunzel Il Musical”, prodotto da Alessandro Longobardi per Viola Produzioni, con la regia di Maurizio Colombi, tratto dalla storia scritta dai fratelli Grimm nel 1812, che è in tournée in varie città italiane e che abbiamo visto al Teatro Nazionale di Milano.
Il cast artistico è formato da diciannove attori performer, ballerini, acrobati, cantanti, che si trasformano durante lo spettacolo anche in disegni animati in video, in un continuo scambio tra realtà e animazione.
Gothel è la principessa di un regno che, a causa di una salute compromessa, comincia a vivere nell’ombra della sorella Gretel che, bella e sana, viene designata regina al suo posto. Sentendosi rifiutata, viene dominata dall’ossessione per la bellezza e si dedica alla stregoneria e allo studio delle erbe officinali: è così che scopre un fiore dallo straordinario potere, capace di donarle nuovo splendore.
Gretel, divenuta regina, non riesce ad avere figli e si ammala gravemente. Il Re chiede alla sorella un rimedio che aiuti la moglie a guarire. Gothel prepara così un filtro con il fiore, in cambio di una promessa: il figlio nato sarebbe stato allevato da lei stessa.
Nasce una bimba chiamata Rapunzel, dai lunghi capelli biondi che posseggono lo stesso potere magico del fiore, fonte di giovinezza per Gothel. Rapita e richiusa in una torre da Gothel, la bambina cresce senza alcun contatto con il mondo esterno, fino al compimento del suo diciottesimo compleanno. In quel giorno Phil, un ladro scanzonato, scappato dopo un furto, entra nella torre e aiuta Rapunzel ad uscire e a scoprire la realtà circostante. La fuga diventa il momento di crescita e presa di coscienza di Rapunzel che passa tra mille vicissitudini: battaglie tra guardie e briganti, inseguimenti. Rapunzel scopre la vita e, quando la storia sembra volgere al peggio, l’amore trionfa.

“Rapunzel Il Musical” è una favola adatta ai bambini che possono sognare e lasciar correre la fantasia, proprio come fa Rapunzel, che chiusa all’interno della torre, non conoscendo il mondo che sta all’esterno, prova a immaginarlo e fa sembrare reale quello che desidera. Dall’altra parte fa riflettere anche gli adulti su diversi temi, a partire dalla rincorsa sfrenata alla perfezione, all’eterna giovinezza, alla bellezza, come accade nella società odierna dove, sui social e non solo, l’apparenza sembra aver preso il posto dell’essenza, fino all’amore troppo protettivo e ossessivo che finisce per limitare le libertà dell’altro. E questo non dovrebbe mai accadere. Infatti alla fine anche la perfida Gothel ha una sorta di redenzione e decide di accettare la vecchiaia che avanza pur di lasciare libera Rapunzel di vivere la propria vita e i propri sentimenti.
Lorella Cuccarini è formidabile nel ruolo di Gothel, confermando nuovamente, se mai ce ne fosse ancora bisogno, le sue strepitose doti recitative, canore, interpretative. Un’artista a tutto tondo, più unica che rara nel panorama italiano odierno, capace di grande empatia verso il pubblico che l’ha salutata con una standing ovation e ha fatto la fila al termine dello spettacolo per un abbraccio e una foto insieme.
Ottime anche le interpretazioni nei panni di Rapunzel e Phil delle due nuove stelle del musical nostrano Silvia Scartozzoni e Renato Crudo, così come quelle di Mattia Inverni nei panni di Segugio, che parla un dialetto diverso a seconda della città in cui è in scena lo spettacolo, e di Martina Lunghi e Matilde Pellegri, che impersonano i due ironici e canterini fiori, che rappresentano la coscienza e il sogno di Rapunzel.
Un musical colorato, divertente, magico, che trasporta grandi e piccini in una favola che fa sognare.
di Francesca Monti
