Dopo il quarto potere della stampa e il quinto potere della televisione, un sesto potere, molto più sottile, molto più infimo, scivola tra gli smartphone, nelle notifiche Facebook e nelle stories su Instagram. Un potere invisibile, come è sempre invisibile chi lo comanda ed è sempre ignoto perché lo fa. Un pericolo nelle nostre mani, un lavaggio del cervello continuo, forse, un potere da cui nessuno di noi può scappare.
Una manipolazione sociale, virale – per usare i termini più adatti -, che avviene per mano (o parola) dei social network. Una rete fitta di informazioni che ci tiene costantemente connessi e sollecitati da una forza che agisce sulle nostre menti ed esercita un potere di cui non si conosce la reale portata. Su questo e ancor più sulla vacuità di questi mondi indaga il nuovo testo di Davide Sacco, già autore de “L’uomo più crudele del mondo”, pronto al debutto di “Sesto Potere”. Lo spettacolo vedrà in scena Francesco Montanari, Cristiano Caccamo, Nina Torresi e Matteo Cecchi, interpreti di un testo pronto a partire per una tournée che inizierà dal Teatro Manini di Narni (10 e 11 dicembre 2023), per toccare piazze come il Teatro Ambra Jovinelli di Roma (10-21 gennaio 2024) e il Teatro Nuovo di Napoli (25-28 gennaio 2024).
SINOSSI
In un capannone isolato, tre giovani, interpretati da Nina Torresi, Cristiano Caccamo e Matteo Cecchi, vengono pagati da un partito estremista per inventare fake news e manipolare le elezioni politiche imminenti. La notte prima del silenzio elettorale, un noto conduttore televisivo – interpretato da Francesco Montanari -, intervista il vicesegretario del partito per cui lavorano i ragazzi, mettendolo in difficoltà e facendogli fare una pessima figura davanti a tutto il Paese. I ragazzi stanno casualmente assistendo alla diretta televisiva e, preoccupati che questo possa compromettere il loro lavoro, decidono che non creeranno più fake news contro il partito avversario, ma che diffameranno direttamente il conduttore televisivo. Da quel momento la situazione inizia a degenerare.
“Odio, Denaro, Vendetta sono i tre capitoli che racchiudono i temi centrali di questo spettacolo. La trama è tristemente attuale. Politica, fake news, manipolazione. Ma quello su cui ho scelto di concentrarmi sono state le motivazioni che spingono una generazione a comportarsi in maniera crudele, cattiva, bastarda. Ci sono molti conflitti in scena: il più evidente è quello tra i ragazzi e il conduttore televisivo, che è anche il motore principale della vicenda, ma più andiamo avanti nella scoperta dei personaggi e più capiamo che il conflitto maggiore è interiore a ognuno di loro, tra quello che vorrebbero essere e quello che la società li costringe a diventare. Il campo di battaglia è quello della diffusione delle notizie, e anche qui lo scontro è tra un conduttore che eccelle nel suo mestiere, che è amato dal pubblico e che conosce alla perfezione lo strumento della televisione, e tre giovani che invece sanno come gestire l’umore del web, come smuovere le masse e scatenare reazioni di pancia ma terribilmente potenti. In mezzo, la verità, che viene schiacciata e perde sempre più di valore. La scenografia è asettica, animata dai personaggi che compaiono e spariscono, come accade in televisione, ma i drammi che vengono messi in scena sono terribilmente reali, e il dialogo procede serrato senza lasciare scampo a nessuno”, ha spiegato Davide Sacco.
“Siamo tre moderni malviventi, non operiamo attivamente fisicamente ma manipoliamo le cose a distanza da dentro un garage dove siamo chiusi da sei mesi, cerchiamo di aiutare un partito rispetto a un altro e poi combatteremo contro Malosi, il conduttore televisivo. I punti di vista dei personaggi sono differenti e saranno quelli che creeranno conflitto nel trio”, ha spiegato Matteo Cecchi.
“I tre giovani si muovono per un senso comune ma poi usciranno le motivazioni personali. Sono imprevedibili e c’è questa sorta di vai e vieni di sentimenti e di rapporti che si scambiano i personaggi”, ha aggiunto Cristiano Caccamo.
“Sono tre balordi che hanno in mano questo enorme potere di influenzare le notizie che passano all’interno delle televisioni, dei salotti, di cambiare anche il pensiero della gente e lo fanno senza avere una vera ideologia, un pensiero politico dietro, ma per colmare anche un vuoto. Il mio personaggio ha una grandissima occasione per tornare su un vecchio trauma e vendicarsi di questo giornalista che ha usato il potere della tv per portare avanti il suo programma televisivo, per aumentare gli ascolti a discapito di un’umanità, della vita di una bambina”, ha raccontato Nina Torresi.
“Questo testo secondo me a differenza de L’uomo più crudele del mondo è profondamente trasversale, in questo caso riguarda una condizione generale e generazionale di vita quotidiana, con questo senso di confusione su tutto, questo essere interscambiabili a tutti i costi che ci porta ad applicare una vera lotta quotidiana nella sopravvivenza non solo lavorativa ma anche relazionale. C’è una differenza sostanziale tra un uomo come Malosi, seppur abbia ombre molto scure e i ragazzi. E’ come se rispetto al passato ci fosse stato un collasso, che ha portato al precariato sociale, poi a quello interiore e di pensiero con una conseguente trasformazione radicale nel percepire e affrontare la vita. Non che le generazioni precedenti fossero migliori ma c’era un modo differente anche di approcciare al male. Lo spettatore è pieno delle tematiche che accadono nel mondo e quindi magari vedendo lo spettacolo può trarne delle considerazioni e delle riflessioni”, ha concluso Francesco Montanari.
di Francesca Monti
