Dal 14 febbraio in prima serata su Rai 2 arriva la quarta attesissima stagione di “Mare Fuori”, serie campione di ascolti, da un’idea originale di Cristiana Farina, scritta con Maurizio Careddu, con la regia di Ivan Silvestrini, coprodotta da Rai Fiction – Picomedia, prodotta da Roberto Sessa, che vede protagonisti Carmine Recano, Lucrezia Guidone, Massimiliano Caiazzo, Maria Esposito, Matteo Paolillo, Artem, Domenico Cuomo, Kyshan Wilson, Clotilde Esposito, Giovanna Sannino, Alessandro Orrei, Ludovica Coscione, Clara Soccini, Francesco Panarella, Salahudin Tijani Imrana, Giuseppe Pirozzi, Vincenzo Ferrera, Antonio De Matteo, Raiz, Pia Lanciotti.
I primi sei episodi saranno disponibili dal 1° febbraio su RaiPlay, l’intero box set dal 14 febbraio.
Nella quarta stagione i protagonisti della serie si trovano metaforicamente a navigare in mare aperto. Rosa, Carmine, Mimmo, Kubra, Dobermann, Cucciolo e Micciarella vivono tutti la consapevolezza di non essere più attaccati all’àncora salvifica della famiglia. Sono soli, spinti dalla corrente verso il largo. Ora devono vincere ogni giorno le loro più intime paure per affrontare la vita. Al loro fianco non c’è più l’amore incondizionato della famiglia, ma quello degli amici con cui scelgono di navigare. A contrastare questo racconto ci sono Pino, Edoardo, Cardiotrap, Giulia e Silvia che nel bene e nel male vivono ancora il peso dei legami familiari capaci di condizionare la loro vita. È il momento di crescere e questo significa capire chi si vuole diventare e cosa si desidera essere. Ormai la maggior parte dei detenuti è maggiorenne. Il cambiamento è inevitabile, ma la crescita personale è una scelta che richiede coraggio. Bisogna decidere in che modo e verso dove orientare la propria vita, il proprio viaggio. Chi non lo fa permette ad altri di farlo per lui. La libertà non è solo fuori dal carcere, è anche una conquista interiore dettata dal coraggio di scegliere. La durezza della nuova direttrice forza i ragazzi a una scelta necessaria: ribellarsi per la propria autodeterminazione. Lo scontro fra il mondo degli adulti e quello dei ragazzi è inevitabile per capire chi si è, chi si vuole diventare e trovare la voce per dirlo.





credit foto Sabrina Cirillo
“Mare Fuori è una serie di successo perchè parla un linguaggio universale e lo dobbiamo al cast, che ha una passionalità e una forza motrice che raramente troviamo. Si sono inventati un nuovo modo di stare sulla scena e viverla diversamente, corroborato da una scrittura che riesce a tenere insieme tutto”, ha esordito la direttrice di Rai Fiction Maria Pia Ammirati in conferenza stampa.
“L’anno scorso è stata una grande scommessa vinta, la serie ha ottenuto dei risultati straordinari e abbiamo deciso di riproporre lo stesso modello anche per la quarta stagione”, ha spiegato la direttrice di RaiPlay Elena Capparelli.
La parola è poi passata al produttore Roberto Sessa: “Inizialmente nessuno ci credeva, abbiamo iniziato a lavorare nel 2017 a questa storia complessa relativa ad un mondo sul quale la tv generalista non aveva mai sperimentato. Questo progetto ha poi preso luce ed è diventato un fenomeno. Abbiamo vissuto un anno strepitoso al di là di ogni ragionevole riflessione o possibilità, non solo in termini di numeri ma di un mondo che ci è venuto dietro e ora dobbiamo stare attenti a non farci travolgere, e questo lo dico soprattutto ai ragazzi che sono le punte dell’iceberg di questa fantastica cavalcata. Mare Fuori è una piattaforma di racconto, un mondo di gente che va e viene nel carcere, dove c’è sempre una luce in fondo al tunnel, la possibilità di trovare una strada diversa. Stiamo lavorando sulla quinta e sulla sesta stagione, abbiamo cambiato il gruppo di scrittura, abbiamo inserito due ragazze giovani, e ci saranno storie bellissime. In programma c’è anche la realizzazione di un film. I nostri personaggi non si compiacciono di quello che fanno e se questo accade ci sono gli educatori che cercano di far uscire il bene da loro, la luce”.
Lo sceneggiatore Maurizio Careddu ha spiegato: “È normale che ci siano dei personaggi che escono di scena ed altri nuovi che entrano nella serie. Ci saranno i flashback perchè Mare Fuori ha una struttura narrativa unica e vive delle backstories dei personaggi”.
Il regista Ivan Silvestrini ha raccontato: “E’ stata una sfida, perchè mi chiedevo se saremmo riusciti a mantenere alta la qualità. Il lavoro di tutti, dalla scrittura all’interpretazione alla messa in scena ha reso questa quarta stagione ancora più speciale, in quanto guarda oltre le sbarre che circondano i personaggi, offre loro una prospettiva e una possibilità. E’ una stagione che parla della separazione di una parte di ciascuno di noi che bisogna lasciare andare per crescere. Il maestro Lentini ha fatto delle musiche meravigliose che strapperanno il cuore e ci sono nuove canzoni di Raiz, Matteo Paolillo con Lollo Flow e Clara. Ci saranno scene dark ma anche alcune più leggere dove si riderà, perchè anche la vita è fatta di drammi e leggerezza”.
Lucrezia Guidone torna a vestire i panni di Sofia Durante: “E’ una bella gatta da pelare (sorride), dato che nella terza stagione si è presentata come una persona odiosa, però non bisogna giudicare il personaggio ma lasciarsi andare e così potremo capire tanto delle ragioni che la portano ad agire in quel modo. In questa serie c’è un forte affetto l’uno per l’altro, una cura verso i dettagli, e poi i ragazzi vengono sul set con coscienza, sono delle piccole grandi stelle e sono molto affezionata a loro”.
Vincenzo Ferrera interpreta Beppe: “Grazie a Ivan che mi ha valorizzato. E’ sempre bello interpretare questo personaggio. Chi paragona Mare Fuori a Gomorra non ha mai visto la serie”.
Massimiliano Caiazzo è Carmine: “Il mio personaggio si troverà ad affrontare un processo nuovo, una fase catartica, che ho cercato di raccontare in un modo diverso, perché passare da uno stato emotivo adolescenziale ad uno adulto è stato importante, anche dal punto di vista umano. Ho avuto la fortuna di incontrare un regista molto empatico essendoci state delle scene emotivamente difficili da gestire e Ivan è stato capace di lasciarmi quel giusto spazio che serviva in qualità di interprete”.
Matteo Paolillo interpreta Edoardo: “I personaggi sono cresciuti in fretta e quindi anche le loro responsabilità ma hanno al contempo voglia di rimanere adolescenti. Questo progetto continua sempre ad emozionarmi ed evidentemente emoziona anche un pubblico molto vasto. Non è l’arte che deve preoccuparsi dell’educazione, l’arte racconta in modo fedele la realtà, la verità e non è che chi vede questa serie sia diventato più violento. Penso che sia il mondo violento e che se uno guarda una storia in tv e gli viene voglia di emulare quello che avviene nella serie il problema ce l’ha dentro”.
Domenico Cuomo è Cardiotrap: “Cresce sempre più la responsabilità quando inizio a studiare il personaggio di Gianni perché mi fa paura rappresentare persone che hanno perso tutto. Quando mi trovo a parlare con chi ha perso genitori o commesso omicidi noto una piccola goccia di rassegnazione. Questo non deve esserci perché siamo fatti tutti di carne ed ossa e c’è sempre la possibilità di ricominciare e di amare. Nella terza stagione ho raccontato una persona che è costretta a perdere l’amore per salvare chi ama, e ho capito che bisogna essere grati per quello che si ha dal punto di vista umano, sociale, famigliare. Il messaggio che cerco di dare come attore è di volerci bene, di ritrovare serenità nel prossimo e non in se stessi, perchè siamo tutti uguali e possiamo riconoscerci. La prima volta che ho conosciuto con gli sceneggiatori dei ragazzi detenuti ci hanno detto “a noi non ci piace la serie” perché avevano vissuto cose forti, avevano perso amici che si erano suicidati all’interno dell’Ipm, allora mi chiedo come possa parlare con queste persone e insegnargli qualcosa. C’è uno scambio di amorosi sensi e io cerco di instillare in loro una goccia della sensazione che quello che si ha è importante, mi sento di rappresentare una generazione nel bene e nel male, non di educare”.
Maria Esposito è Rosa Ricci: “Il mio personaggio in questa quarta stagione inizia a ragionare con la propria testa e non si fa trasportare. Sono emozionatissima”.
di Francesca Monti
