Dal 12 al 24 marzo al Teatro Manzoni di Milano va in scena “Perfetti Sconosciuti” di Paolo Genovese

Dal 12 al 24 marzo al Teatro Manzoni di Milano va in scena “Perfetti Sconosciuti” di Paolo Genovese, adattamento dall’omonimo film di successo, prodotto da Nuovo Teatro in coproduzione con Fondazione Teatro della Toscana e Lotus Production, che vede sette grandi protagonisti: Dino Abbrescia, Emmanuele Aita, Alice Bertini, Marco Bonini, Paolo Calabresi, Anna Ferzetti, Astrid Meloni.

Una brillante commedia sull’amicizia, sull’amore e sul tradimento, che porterà quattro coppie di amici a confrontarsi e a scoprire di essere “perfetti sconosciuti”. Ognuno di noi ha tre vite: una pubblica, una privata ed una segreta. Un tempo quella segreta era ben protetta nell’archivio della nostra memoria, oggi nelle nostre sim. Cosa succederebbe se quella minuscola schedina si mettesse a parlare? Durante una cena, un gruppo di amici decide di fare un gioco della verità mettendo i propri cellulari sul tavolo, condividendo tra loro messaggi e telefonate. Metteranno così a conoscenza l’un l’altro i propri segreti più profondi.

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Paolo Calabresi veste i panni di Rocco: “E’ un marito innamorato, che perdona questo momento difficile di sua moglie Eva che diventa l’artefice e la causa di questa roulette russa giocata con i cellulari. Prima di iniziare l’avventura di “Perfetti sconosciuti” avevo un po’ di paura perchè c’era il precedente del film di grande successo e il rischio che la gente uscendo da teatro dicesse che era meglio quello. Invece la scommessa è vinta in modo diverso da come era stata trionfalmente vinta al cinema, perchè pur avendo lo stesso testo l’occhio che lo spettatore usa per guardare lo spettacolo è diverso avendo una visione di insieme. Il film indugia sui piani a due per privilegiare una malinconia che esce dal film, qui si ride di più delle disgrazie che questi sette signori si sono procurati da soli ma questa ilarità nel finale si trasforma in qualcosa di diverso, la risata diventa più amara in quanto non è soltanto la rappresentazione di qualcuno che cade sulla buccia di banana ma la percezione che su quest’ultima può trovarsi chiunque”.

Astrid Meloni interpreta Eva: “E’ una donna in crisi con suo marito, con sua figlia e con se stessa. Nel tentativo di smascherare l’ipocrisia che la circonda inventa questo gioco che poi si ritorce contro di lei e gli altri svelando dei segreti difficili da accettare. La mia sfida è di partire come una persona molto empatica e avvicinarmi ad un personaggio molto chiuso e cercare di comprenderla. Il teatro per fortuna ci regala la possibilità di trovare sempre qualcosa di nuovo”.

Dino Abbrescia è Lele: “E’ il marito di Carlotta, fa l’avvocato e vive un momento annoiato del rapporto con sua moglie. Non è semplice fare un personaggio che già esisteva nel film e staccarsi da lui, quindi ho pensato a cosa succede quando vanno tutti a casa dopo essere stati al cinema, questo mi ha divertito e incuriosito di più per avvicinarmi a Lele”.

Anna Ferzetti impersona Carlotta: “Ho rivisto il film perchè ero incuriosita e parlando con Paolo Genovese mi sono fatta delle domande e ho cercato di creare una mia Carlotta, intraprendendo una strada diversa da quella di Anna Foglietta nel film. Il mio personaggio è una donna solare, che agisce d’istinto e in cui mi rivedo per certi aspetti”.

Marco Bonini interpreta Cosimo: “Il rapporto che c’è con il personaggio è per me un incontro, una città da visitare in cui mi avventuro da turista. E’ un narcisista patologico, egoriferito, che per mia scelta alla fine capisce che con il suo atteggiamento ha danneggiato lui e i suoi affetti più cari. Esce ferito, colpito ma mi auguro rinnovato”.

Alice Bertini veste i panni di Bianca: “Sono un’attrice anche leggermente comica e ho cercato di evidenziare gli aspetti naïf del personaggio che creano contrasto con il dramma che vive questa giovane donna. Mi ritrovo in lei”.

Emmanuele Aita è Peppe: “Ogni attore mette qualcosa di sè dentro al personaggio, altrimenti il teatro non sarebbe vivo”.

di Francesca Monti

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