Sesto appuntamento il prossimo 24 marzo, ore 21.00, sul palco del MOU (Milano, Via Pacinotti, 4), con la rassegna “Because The night- La notte delle cantautrici”, giunta alla quinta stagione.
Sul palco la cantautrice, ideatrice e direttrice della rassegna Marian Trapassi e la cantautrice Irene Buselli.
Sms News Quotidiano ha incontrato per voi Marian Trapassi. Siciliana d’origine e cittadina del mondo per scelta, nel 2004 vince il Premio Ciampi con il lavoro “Marian Trapassi”. Ha all’attivo cinque album che hanno ricevuto il plauso della critica specializzata. Nel 2008 Rolling Stone la definisce “migliore cantautrice italiana”.
Il suo album Bellavita (l’arancia e altri viaggi) è stato candidato al Tenco 2015.
Quello di Marian Trapassi è un raffinato pop d’autrice in bilico tra tentazioni swing e ruvidità elettrica, tradizione e contaminazione, nel segno di una “leggerezza pensosa”. Sentire poetico e arguzia si intrecciano in una scrittura agile e densa di variazioni.
Quanto è cambiata, artisticamente e umanamente, Marian Trapassi dall’esordio con “Sogno Verde”?
La vita è un continuo cambiamento, mi sono evoluta come persona, quindi anche come artista; non riesco infatti a scindere le due cose. In questa fase della mia vita me la prendo più comoda, ho meno ansie, cerco di godermi ogni cosa nel presente. Musicalmente la mia evoluzione ha esplorato varie strade per poi ricondurmi all’essenza di quello che significa per me scrivere : la possibilità di esprimermi e comunicare in modo autentico.
Nel suo sito si definisce “cittadina del mondo per scelta”. In particolare, lei ha un legame artistico con la Spagna…
In passato avevo un po’ una frenesia da spostamento. Ho cambiato spesso città, ho vissuto in tante case e fatto molti traslochi. Credo che questi cambiamenti mi dessero l’idea o l’illusione del rinascere ogni volta. Ancora oggi ho spesso quell’impulso di andare e ricominciare da qualche altra parte, ma ha preso un po’ piede quella parte di me che invece vuole costruire e mettere radici. Con la Spagna ho un legame forte, per un periodo ho vissuto a Siviglia, grazie anche a mia sorella che ci abita, per cui spesso si sono create le condizioni per esibirmi e far conoscere lì la mia musica, è un paese molto generoso e accogliente con grande rispetto per gli artisti.
La sua esperienza artistica passa anche dalla contaminazione di territori non prettamente musicali…
Sì, mi piace contaminare e fare dialogare linguaggi artistici diversi, ho sperimentato spesso nei miei live questo tipo di multimedialità. Ho anche fatto esperienza di teatro canzone in cui c’era anche la recitazione. Mi interessano tutte le forme d’arte e mi piacerebbe poter ancora sperimentare.

Tra le diverse collaborazioni di cui la sua carriera è costellata quale ricorda con maggiore orgoglio?
Ho lavorato con diversi artisti e tutti mi hanno insegnato qualcosa, mi piace ricordare con affetto Paola Turci. Forse perché, a quel tempo, la vedevo come un modello.
La sua rassegna “Because the night”, giunta ormai alla sua quinta edizione, accende un faro sul cantautorato indipendente al femminile. C’è ancora bisogno di queste iniziative per colmare il gender gap in ambito musicale?
Secondo me c’è sempre bisogno di iniziative che facciano riflettere sulle diseguaglianze.
E, anche se in questo momento molte donne nel pop dominano le classifiche, cosa che farebbe ben sperare, i pregiudizi e gli stereotipi resistono. Sono poche le voci fuori dal coro, e il modello di femminilità anche nella musica è ancora troppo legato ad aspetti esteriori, alla bellezza e alla sensualità più che ai contenuti e ai messaggi. Perché questo è quello che vuole il mercato, quello che si vede in superficie, la massa non saprà mai quante artiste più interessanti ci sono all’ombra di tutto questo.
Nella mia rassegna cerco di dare spazio alle cantautrici che ruotano intorno al mondo indipendente, sicuramente più libero perché non legato a logiche di fatturato e dove, per fortuna, la creatività e il talento arrivano senza filtri. Mi piacerebbe far crescere questa rassegna, avere più spazio e anche più risorse per far partecipare più artiste e dare loro più risalto.
Spero davvero in futuro di riuscirci.
Vuole parlarci della sua sinergia con il produttore Paolo Iafelice?
Ho iniziato a lavorare con Paolo Iafelice circa dieci anni fa, per il mio quarto album, poi abbiamo realizzato Bianco, il quinto, e adesso vado per il sesto. Il produttore artistico è una figura molto importante e determinante per la riuscita di un progetto. In studio si passa molto tempo insieme, è un lavoro lungo, in più quando registri la tua musica, le parole che hai scritto e la voce, interviene anche un aspetto emotivo e psicologico imprescindibile; va da sé che la sintonia con chi lavori è molto importante. Con Paolo si è creata subito grande sinergia e fiducia, e col tempo anche una bella amicizia.
Il 24 marzo condividerà il palco del Mou con la cantautrice Irene Buselli. Cosa dobbiamo aspettarci da questo sesto appuntamento con “Because the night”?
In due parole? Buona musica!
Irene è una cantautrice genovese, molto raffinata e sensibile, sono anche io curiosa di ascoltarla dal vivo e felice di ospitarla a Because the Night.
Per quanto mi riguarda mi esibirò in trio con Antonio Magrini alla chitarra e Raffaele Kohler alla tromba, due musicisti eccezionali con cui suono da tanto tempo e con cui ho condiviso tante belle esperienze .
Tutto questo sul palco del Mou, uno dei pochi posti rimasti in città adatti all’ascolto, un locale nato intorno alla musica e che continua brillantemente con questo spirito, dando risalto a tante realtà musicali e che ringrazio sempre per darmi la possibilità di dare continuità a questo progetto che, ripeto, mi piacerebbe far crescere ancora.
di Clara Lia Rossini
credit foto Ray Tarantino
