Tatami: il trailer e il poster del film di Guy Nattiv e Zar Amir, al cinema in anteprima l’8 marzo e dal 4 aprile

“Un thriller di forza politica impressionante”, così Tatami è stato definito da Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, dove il film diretto dal regista Guy Nattiv (Premio Oscar® nel 2019 per il cortometraggio Skin) e dalla regista e attrice Zar Amir (Migliore Attrice a Cannes 2022 per Holy Spider) è stato presentato e accolto con un tripudio di applausi. Arriverà al cinema in anteprima l’8 marzo e dal 4 aprile con BiM Distribuzione.

Interpretato da Arienne Mandi e dalla stessa Zar Amir, Tatami è ispirato alle tante atlete iraniane che hanno fatto cose incredibili: Sadaf Khadem, la prima pugile iraniana che si è rifugiata in Francia dove è diventata promotrice dei diritti delle donne; l’arrampicatrice su roccia Elnaz Rekabi che ha gareggiato senza indossare la hijab, consapevole di rischiare la morte al suo ritorno a casa; Kimia Alizadeh, ragazza prodigio del taekwondo iraniano che ha lasciato il paese insieme al marito a causa delle minacce governative, e molte altre.

“Negli ultimi decenni, il governo iraniano ha fatto tutto quanto in suo potere per impedire a iraniani e israeliani di incontrarsi in occasione di eventi internazionali, senza tenere in considerazione la realtà dei veri sentimenti delle persone. La storia che abbiamo deciso di raccontare in questo film è la storia di troppi artisti ed atleti costretti a rinunciare ai propri sogni e, in alcuni casi, obbligati a lasciare i propri paesi e i propri cari a causa del conflitto tra sistemi e governi. Speriamo di aver realizzato un film che mostri al mondo che l’umanità e la fratellanza vincono sempre” – hanno dichiarato la regista Zar Amir Ebrahimi e il regista Guy Nattiv.

SINOSSI
Durante i campionati mondiali di judo, la judoka iraniana Leila (Arienne Mandi) e la sua allenatrice Maryam (Zar Amir) ricevono un ultimatum da parte della Repubblica Islamica che intima a Leila di fingere un infortunio e perdere la gara, pena l’essere bollata come traditrice dello Stato. Vedendo minacciata la propria libertà e quella della sua famiglia, Leila si trova ad affrontare una scelta impossibile.

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