Venerdì 15 marzo esce “Un segno di vita” (Carosello Records), il nuovo album di Vasco Brondi che segna il ritorno del cantautore.
Un disco figlio della volontà di raccontare la contemporaneità, senza mai dimenticare la scintilla di eternità che deve esserci in ogni cosa, popolato da persone, alberi, laghi e vulcani, tutti incontrati durante il corso delle sue sessioni di scrittura.
“Ogni album è un viaggio diverso, ogni volta provo a togliere uno strato in più e andare nel profondo, per raggiungere un nucleo incandescente di me o del pianeta terra. Per me la cosa importante è fare delle scintille. Da una parte ho capito che mi interessava sperimentare e in particolare rapportarmi alla forma canzone classica e vedere cosa succedeva alla mia scrittura allargando i confini pur rimanendoci dentro, se fosse possibile inserire luoghi e parole che non avevo mai utilizzato in una canzone. C’è stato un lavoro in più di semplificazione. Per me è inevitabile seguire dei ritmi che siano anche quelli della pazienza. Le canzoni hanno la logica senza senso delle maree e del vento, come canto in un brano. Nel fare questo disco sono stato più sintetico e delle cose sono esondate fuori. E’ una sorta di mio best of perchè potevano uscire due o tre dischi dal materiale che avevo. E’ un progetto pieno di fuochi, fuochi di segnalazione di una vita di passaggio, incendi nei boschi e nei cuori, fuochi da custodire che bruciano e illuminano. Il fuoco che ci ha cambiati quando i nostri lontani antenati umani hanno in qualche modo imparato a gestirlo”, ha raccontato l’artista.
Per accompagnare l’ascolto del disco, Vasco Brondi ha scritto il “Piccolo manuale di pop impopolare”, pubblicato con l’album nelle edizioni limitate di vinile e CD, un libro di avventure che ruotano attorno alla scrittura e alle registrazioni, tra viaggi, concerti, incontri, riflessioni. Un vero e proprio romanzo di formazione ma di un disco, un diario di bordo che raccoglie tutto quello che è esondato dalle canzoni: “Ho scritto i brani in giro per il mondo, da un’isola sull’oceano alla mia casa di Ferrara, ci ho lavorato tanto e ho capito che dovevo infrangere alcune regole della registrazione. La prima è stata portare gli strumenti nel rifugio di montagna di Paolo Cognetti, il mio amico scrittore, abbiamo caricato la batteria come sherpa sulla schiena, abbiamo registrato quasi metà disco in mezzo ai boschi, arrivando al ghiacciaio e mi piace pensare che le canzoni siano trasparenti e sia entrata quest’aria di montagna, quell’atmosfera, quei luoghi”.

La novità di questo album si può scorgere a partire dalla musica e dalle produzioni che lo compongono, che segnano un nuovo tassello per quanto riguarda il percorso artistico del cantautore. Vasco Brondi per questo nuovo viaggio musicale sceglie infatti dei compagni di viaggio d’eccezione: hanno contribuito alla ricerca del sound perfetto per questo disco produttori e musicisti del calibro di Federico Nardelli, Matteo Cantaluppi e Federico Dragogna: “Ho sperimentato, ho trovato il supporto e condiviso la musica con loro. Sono partito facendo da solo la mia musica al lavorare con gli altri e mi sto trovando bene. Nei testi mi sono ispirato molto a De Andrè che diceva che il lavoro più duro è avere in mente qualcosa da dire e metterla con quel suono. Ho fatto un lavoro di metrica, di sintesi, di rime, di consonanze e assonanze, ma le canzoni devono essere leggere, devono volare. E’ un disco che è stato scritto durante il lockdown e ascoltandolo emerge il periodo difficile che ho vissuto, anche perchè questi tempi sono bui. Ho cercato di capire come le canzoni possano essere fuochi nella notte ed è importante cercare nell’inferno quello che non è inferno come dice Calvino e rintracciare i segni di vita, quei fuochi che bruciano ma illuminano”.
In “Un segno di vita” il cantautore ha arricchito le canzoni di suoni e umori presi a diverse parti del mondo, nei brani che lo compongono si percepisce la contaminazione delle letture diverse, da Roberto Bolaño a Pasolini, passando per Grazia Deledda e Amelia Rosselli, e dei viaggi tra Val D’Aosta, Canarie e deserto che hanno scandito le diverse fasi di scrittura di questo disco.
L’album è stato anticipato da tre tracce: la title track “Un segno di vita”, una preghiera rumorosa dedicata al presente, fatta di strade sconosciute, ma in costruzione; “Illumina tutto” , un brano che vive di umanità ed empatia, il credo di chi parte con tutti i pronostici contro e un fuoco dentro che brucia, ma illumina tutto. Infine, “Fuoco dentro”, arricchito dalla straordinaria presenza di Nada in cui si dona voce alle persone che sopravvivono a tutto: “Ci siamo conosciuti in occasione dello spettacolo di Massimo Zamboni al Teatro Valli di Reggio Emilia e trovati insieme sul palco a cantare Emilia paranoica ed è stato un grande incontro, ci siamo scoperti anime affini e ho pensato a lei per questo pezzo. Ha accettato subito ed è stato bellissimo andare da lei in collina a registrare questa canzone di cui vado fiero”.
L’album si chiude con “La stagione buona”, una canzone che inizia con dati sull’immigrazione come fosse un telegiornale e poi si conclude con una melodia dolce e un’atmosfera distorta ad accompagnare le parole con cui il cantautore conclude questo viaggio musicale: «Dammi il coraggio di sorridere di un sogno se non si può esaudire».
Vasco Brondi presenterà “Un segno di vita” in occasione di un instore tour che partirà da Milano dove il cantautore dialogherà con Carlotta Sanzogni presso Feltrinelli Piazza Piemonte (15 marzo ore 18.30) e proseguirà a Roma con Sandro Veronesi alla Feltrinelli Via Appia Nuova (16 marzo ore 18.00), Firenze con Simona Baldanzi alla Feltrinelli Piazza della Repubblica (17 marzo ore 16.30), Torino con Max Casacci presso il Circolo dei Lettori (18 marzo ore 21.00), Bologna con Lodo Guenzi presso la Galleria Acquaderni (19 marzo ore 18.00), Verona con Nicolò Vincenzi alla Feltrinelli Via IV Spade (20 marzo ore 18.30) e infine a Ferrara con Martino Gozzi presso la Sala Estense (21 marzo ore 19.00).
Con otto date già sold out, l’artista questa primavera sarà in tour nei club con “Un segno di vita”: il cantautore è infatti atteso 5 aprile a Livorno (The Cage – SOLD OUT), l’11 aprile a Roncade (New Age – SOLD OUT), il 12 aprile a Bologna (Estragon – SOLD OUT), il 14 aprile a Milano (Magazzini Generali – SOLD OUT), il 16 e il 17 aprile a Roma (Largo Venue – SOLD OUT), il 18 aprile a Napoli (Duel Club), il 19 aprile a Cosenza (Unical), il 24 aprile a Senigallia (Mamamia), il 26 aprile a Perugia (Urban), il 4 maggio a Bologna per una seconda data (Estragon), il 7 maggio a Torino (Hiroshima – SOLD OUT) e, infine, l’8 maggio (SOLD OUT) e il 9 maggio a Milano (Magazzini Generali).
Il tour è organizzato e prodotto da IMARTS – International Music & Arts in collaborazione con Gibilterra Management. Informazioni e prevendite già disponibili su www.vascobrondi.it.
di Francesca Monti
foto © Valentina Sommariva
