Intervista con il cantautore Luca Marino: “Ho pensato di fare un disco che fosse totalmente nelle mie corde e proponibile dal vivo”

Si intitola “è così facile” il nuovo disco di Luca Marino, che arriva a tre anni di distanza dal precedente “una musica più umana”.

Con questo progetto il Cantautore Errante giunge alla fine di un periodo passato tra l’intrattenimento (circa 200 eventi l’anno) e la produzione artistica più introspettiva di queste otto canzoni.

“è così facile” è un ritorno a sonorità essenziali e immediate tipiche del sound dal vivo che ha caratterizzato “Con la giacca di mio padre”, l’esordio discografico del cantautore, pubblicato nel 2010 in occasione della sua partecipazione al 60° Festival di Sanremo.

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Luca, ci racconti com’è nato il tuo nuovo disco “E’ così facile”?

“Negli ultimi due anni ho lavorato a fasi alterne, in base al tempo libero che avevo ho cercato di scrivere delle canzoni, poi piano piano sono nate le otto tracce. Ero fermo da un punto di vista creativo e di motivazione, avevo perso un po’ la bussola. Sono tornato a scrivere per esprimermi e per andare avanti”.

Possiamo dire che a livello di sound questo disco è un po’ un ritorno alle origini…

“Ho pensato di fare un disco che fosse totalmente nelle mie corde e proponibile dal vivo e allo stesso tempo è un ritorno alle sonorità del mio primo album del 2010, “Con la giacca di mio padre”, e anche più indietro perchè vengo da un contesto legato al rock e alle band prima ancora di essere un cantautore”.

In “Vacanze all’inferno” canti “ma sono stanco di deludere me stesso, ma cosa sono diventato”…

“Quella frase nello specifico è la catarsi di un momento della mia vita accaduto due anni fa in cui mi sono ritrovato ad agire, a rinunciare, a fare determinate cose perchè obbligato dalle necessità, dalle persone che avevo intorno. E’ stata la canzone apripista, il primo germe del disco”.

In “Non mi vuoi più bene” c’è invece un dialogo tra un bambino e l’adulto che è diventato…

“E’ chiaramente un brano biografico però penso anche che sia universale, riferendomi alla mancanza di comunicazione con il bambino che è dentro di noi, con quello che potevano essere i nostri sogni e le nostre certezze legate all’infanzia e il confronto con l’adulto imbruttito dalla vita che diventa disilluso e vede una serie di cose che cambiano o l’assenza delle persone amate, dei genitori, degli amici. Dobbiamo invece ascoltare il bambino che vive in noi e che dice probabilmente la verità, nel mio caso magari in maniera capricciosa, portandomi a fare a volte cavolate ma proprio perchè lo ignoro sempre si manifesta in modo totalitario e infantile”.

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In “Matematica” c’è invece l’idea della vita come un’equazione…

“Questa descrizione è basata sul mio modo di vivere la matematica, una materia in cui ho sempre avuto un’insufficienza anche pesante, al liceo avevo la media del 3, con la professoressa che era una santa e cercava in tutti i modi di farmi capire le cose (sorride). La vita come un’equazione intesa quindi come qualcosa di difficile. Io faccio fatica a fare i conti con i conti. Non sono né un mago del risparmio né uno che ha tutte le risposte ed è in grado di mantenere la stabilità nella vita. C’è una similitudine tra fare i conti, saper vivere momenti ed emozioni e vivere la vita per davvero”.

Il disco si chiude con “Davvero”, un invito a guardarsi dentro e a trovare la propria verità. Tu pensi di averla trovata?

“Penso di sì anche se a volte faccio finta di non vederla per non complicarmi la vita e fatico ad applicarla”.

Presenterai il disco con delle date live?

“Stiamo lavorando per organizzare alcune date live per presentare il disco”.

di Francesca Monti

credit foto profilo Facebook Luca Marino

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