Intervista con Mediterraneo che ci presenta il nuovo singolo “Marenero: “Vorrei arrivassero al pubblico la leggerezza e un’atmosfera artistica”

“Non importa quante batoste ti arrivano nella vita, se trovi la leggerezza per affrontarle e lasciar passare il mare nero, la tempesta, arriverà il marechiaro, cioè la quiete”. Si intitola “Marenero” il nuovo singolo di Mediterraneo, nome d’arte di Alessandro Casali, talentuoso e innovativo cantautore dalla penna raffinata e dal suono elegante.

Il brano, prodotto insieme a Michelangelo, uscirà per Zefiro con Island Records / Universal Music Italia il 17 maggio su tutte le piattaforme e in radio ed è un vero manifesto della personalità artistica di Mediterraneo in cui convivono in armonia un caleidoscopio di sonorità che lo rendono già riconoscibile, dal cantautorato, alle influenze r&b fino a quelle indie rock.

“Marenero” è il racconto di una ritrovata libertà e della consapevolezza che anche i momenti difficili vanno accolti con la giusta leggerezza.

Alessandro, “Marenero” è il tuo nuovo singolo, cosa puoi raccontarci?

“E’ uno di quei rari pezzi nati di getto, ho trovato quattro accordi alla chitarra, li ho registrati in studio e nel giro di quindici minuti era finito. La produzione è di Michelangelo, il significato dietro al brano e al titolo riguarda il periodo difficile che ogni persona può affrontare. Il ritmo funky, quindi molto leggero, unito a questo testo che può essere visto in una chiave più profonda, rappresenta quello che volevo esprimere, cioè che non importa quante batoste ti arrivano nella vita, se trovi la leggerezza per affrontarle e lasciar passare il mare nero, la tempesta, arriverà il marechiaro, cioè la quiete”.

Nella canzone canti “io resto qui dove il vento è fresco dove ogni ricordo è solo un colore da sfondo”, c’è un luogo in particolare che ti ha regalato queste sensazioni?

“Non uno in particolare, ma tutti i luoghi in cui ho vissuto emozioni o esperienze forti, così come i ricordi, le persone, i profumi, rimangono un colore di sfondo della mia vita, che mi porto appresso ovunque e che colorano il quotidiano”.

Com’è nata la collaborazione con Axel Pani?

“Mi ha cercato lui, ho pubblicato un paio di progetti autoprodotti, sono arrivati alle sue orecchie attraverso Spotify, mi ha chiamato e detto che avrebbe avuto piacere ad iniziare un percorso artistico e lavorativo insieme. Ed eccoci qua”.

Il tuo nome d’arte è “Mediterraneo”, il singolo si intitola “Marenero”, cosa rappresenta per te il mare? 

“Io vengo da Cremona, sono un ragazzo di campagna ma il mare per me è una passione, un sogno che sa di casa. Forse un giorno andrò ad abitare in un posto di mare e mi potrò dire mediterraneo al 100%. Mi sento un uomo mediterraneo, facente parte di un popolo pucciato nin quel mare che ha influenzato la nostra cultura. Ho scelto questo nome d’arte perchè mi identifica. Il mare è un grande amore e una necessità, infatti devo andarci ogni anno”.

Le live session di “Che c’aggia fa”, “Donna” e “Te l’ho detto” sono state realizzate in riva al mare a Lerici, cosa ti lega a questa città?

“Per noi che veniamo da Cremona il primo mare che incontriamo è quello ligure, a due ore di distanza, per cui tutte le vacanze da piccolo e poi da solo, a 18 anni con uno zaino in spalla, o con mio fratello gemello alle Cinque Terre sono state fatte in Liguria. Conosco benissimo questa regione e quella spiaggetta lì l’ho sempre vista dall’alto per cui quando c’è stata l’opportunità di fare il live a Lerici è stato un cerchio che si è chiuso”.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

“Discograficamente non posso ancora sbilanciarmi, sicuramente usciranno cose belle, nuove e diverse, perchè mi piace spaziare. A livello di live il 28 giugno sarò a Pescara alla festa di RDS e poi vediamo strada facendo”.

Cosa vorresti arrivasse al pubblico attraverso le tue canzoni?

“Vorrei arrivasse la leggerezza e un mood che è quello a cui tengo di più quando scrivo una canzone. Attraverso la scelta di accordi, testi, melodie mi piace immergermi in quell’atmosfera artistica e proporla agli ascoltatori sperando che la possano cogliere”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Diletta Maurizi – Goigest

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