Si intitola “1000 pezzi” il nuovo singolo dei Cassandra, band formata dai tre musicisti fiorentini Matteo Ravazzi (voce), Francesco Ravazzi (chitarra) e Giovanni Sarti (batteria), che vede il featuring con la giovane artista Andreea.
Un incontro/scontro tra due galassie apparentemente lontane ha generato un lampo di luce che attraversa questa canzone, che racconta l’ordinato caos che caratterizza la nostra vita, quella strana sensazione di precarietà, come spiega la band, che abbiamo tutti nell’affrontare la quotidianità, di rimescolarsi e di nuovo frantumarsi continuamente durante una giornata.

Ciao ragazzi, ben ritrovati su SMS NEWS Quotidiano. È uscito il vostro nuovo singolo “1000 pezzi” che vede la collaborazione con Andreea: com’è nata?
“Ciao a tutti. Questo featuring è nato un po’ per caso, come tutte le cose belle. Con questo pezzo cercavamo nuove strade di scrittura, sperimentare nuove produzioni e una volta finito di registrare sentivamo che gli mancava quel “qualcosa” che lo completasse, anche se non sapevamo bene cosa. Eravamo abbastanza irrequieti a riguardo. Parlando di questa cosa con un nostro collaboratore, ci ha suggerito l’idea di contattare una ragazza che conosceva e che poteva fare al caso nostro. Ci siamo incontrati con Andreea a Bologna, a pranzo in un’osteria; ci siamo piaciuti e poco tempo dopo era in studio da noi a registrare”.
È un brano che racconta l’ordinato caos che caratterizza la nostra vita… Raccontateci il caos che lo ha ispirato…
“È quella strana sensazione di precarietà che abbiamo tutti nell’affrontare la quotidianità: di essere così instabili, di spaccarci in mille pezzi e poi ricomporci. Rimescolarsi e di nuovo frantumarsi continuamente durante una giornata. E questa casualità non si può capire ma solo accettare, lasciarsi trasportare e vedere come i nostri 1000 pezzi si ricomporranno”.
“1000 pezzi” è accompagnato da un video dove voi e Andreea tenete tra le mani dei cartelli con i versi della canzone… come mai questa scelta?
“Volevamo concentrare l’attenzione sulle parole, affinché fossero centrali. Abbiamo lasciato tutto in secondo piano, più “flat” possibile: noi, l’ambientazione, la trama, le luci. Volevamo che il testo risultasse l’unica cosa veramente importante”.
Nel brano cantate “Ci sono notti per volare e tatuaggi che non vuoi vedere”, quali sono per voi le notti per volare e i tatuaggi che non volete vedere?
“I tatuaggi che non si vogliono vedere (né mostrare) sono quelli che nascondiamo sottopelle, quelli che stanno in profondità, quelli più indelebili. Sono i traumi che cerchiamo di nascondere ma sono impressi su di noi e non se ne andranno mai via, bisogna solo accettarli e andare avanti e per fare questo ti servono notti in cui ti senti così forte e leggero, capace di fare tutto, anche volare”.
Quest’estate vi vedremo live?
“Sì, certo. A breve annunceremo le date del tour estivo, non vediamo l’ora. Per noi il palco è casa e in estate poi con le birrette ghiacciate diventa l’apoteosi”.
di Francesca Monti
Si ringrazia Manuela Longhi
