DIVERSITY MEDIA AWARDS 2024 – Intervista con Roberto Vecchioni: “L’arte può fare molto per il superamento delle differenze, però bisogna che ci sia qualcuno che ascolti”

Roberto Vecchioni è tra i più grandi cantautori della musica italiana, le sue canzoni sono intrise di verità e poesia, ha recentemente fatto ritorno al Festival di Sanremo per cantare con Alfa “Sogna ragazzo sogna” nella serata delle cover, ha pubblicato il romanzo intimo e struggente “Tra il silenzio e il tuono”, edito da Einaudi, in cui l’autore racconta a un fantomatico nonno che non gli risponde mai alcuni degli episodi più significativi della sua vita. Le sue lettere sono indirizzate ad altri personaggi, veri o immaginari, e affrontano gli argomenti più disparati. Cinquantatré lettere, cinquantatré momenti sfolgoranti per catturare «l’ombra sfuggente della verità».

In estate l’artista porterà in giro per l’Italia “Tra il silenzio e il tuono Tour”, un grande spettacolo di canti, immagini e monologhi.

In occasione dei Diversity Media Awards 2024 abbiamo parlato con Roberto Vecchioni di cultura e inclusione.

Professore, cosa manca in Italia per abbattere le barriere mentali e i pregiudizi che ancora esistono e favorire l’inclusione?

“Manca la cultura, bisognerebbe insegnarla a partire dai bambini di tre anni, ripeterla alle elementari e così via, mancando la cultura si arriva ad una certa età con questa concezione antica, sorpassata, medievale delle differenze”.

Quanto l’arte può contribuire a questo cambiamento?

“L’arte può fare molto, però bisogna che ci sia qualcuno che ascolti, perchè c’è gente che guarda e ascolta casualmente e in questo modo l’arte non penetra nell’anima, rimane qualcosa di superficiale. Però è un’arma importante che abbiamo”.

Come si può far penetrare l’arte nell’anima delle persone?

“Bisogna provare a dire parole, disegnare e musicare cose che la maggior parte dell’umanità possa intendere, non gridare soltanto ma tentare di mediare”.

di Francesca Monti

credit foto Amilcare Incalza

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