Intervista con la campionessa di spada Mara Navarria: “Ho diverse idee ma ancora non so cosa farò in futuro”

“Grazie alla scherma ho girato tanto per il mondo e forse la cosa che mi ha attratto di più quando ero ragazzina è stata conoscere paesi lontani, lingue diverse, culture, ma nella vita c’è anche una parte più umana ed è importante avere del tempo da dedicare alle persone che ami”. Mara Navarria disputerà la sua ultima gara internazionale ai Giochi Olimpici di Parigi 2024, dopo aver collezionato uno storico bronzo nella spada femminile a squadre (insieme a Rossella Fiamingo, Federica Isola e Alberta Santuccio) a Tokyo 2020, oltre a cinque medaglie mondiali e cinque europee, e a livello individuale un oro e un bronzo iridati, un argento e un bronzo europei, una Coppa del Mondo di specialità e quattro titoli nazionali.

In questa piacevole chiacchierata Mara Navarria ci ha parlato dei momenti più belli e di quelli più difficili vissuti in carriera, delle aspettative per Parigi2024 ma anche delle idee per il suo futuro e dell’importanza di tutelare e sostenere le atlete che vorrebbero diventare mamme senza aspettare di terminare l’attività sportiva.

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credit foto Federico Tardito / oneplusnineimages

Mara, partiamo dal post in cui ha annunciato che i Giochi di Parigi 2024 saranno la chiusura del cerchio della sua carriera…

“Chiudo con le competizioni internazionali al Gran Palais di Parigi, il 30 luglio con la gara a squadre, per quanto riguarda quelle italiane invece non so ancora se vorrò togliermi lo sfizio di tornare a tirare di sciabola, che hanno praticato mio fratello Enrico e mia sorella Caterina e io stessa quando ero più giovane. Scrivere quel post e rileggerlo a voce alta è stato come mettere un punto, mi ha regalato una bella sensazione e una grande serenità. E poi c’è anche l’emozione di vedere quello che c’è fuori, nel mondo, la vita oltre la scherma. Dopo la laurea al master in Marketing e Management dello sport ho un occhio più critico sulla comunicazione, sulla gestione, sul merchandising. Raggiungere obiettivi sportivi è fantastico ma anche faticoso. Grazie alla scherma ho girato tanto per il mondo e forse la cosa che mi ha attratto di più quando ero ragazzina è stata conoscere paesi lontani, lingue diverse, culture. E’ bello confermarsi, condividere, lavorare ma c’è anche una parte più umana. Io ho una famiglia ed è importante avere del tempo da dedicare alle persone che ami, stare con i genitori, con i nipoti, con mio figlio e mio marito”.

Quali sono i prossimi step in vista dei Giochi?

“Le Olimpiadi sono un obiettivo importante ma lo vedo ancora lontano, prima ci sono gli Europei di Basilea e poi seguirà un mese di preparazione. Il 18 luglio tra l’altro è il mio compleanno e l’ho sempre festeggiato in ritiro. Ricordo ancora la torta che mi ha fatto preparare Carlo Carnevali per i miei 18 anni mentre eravamo con la Nazionale a Sirmione. Forse per questi 39 anni avrò con me qualche amico romano, mio marito e mio figlio ma lo festeggeremo all’Acquacetosa”.

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Mara Navarria, Alberta Santuccio, Rossella Fiamingo e Federica Isola ai Giochi di Tokyo 2020 – credit foto BizziTeam

Sarà un’edizione delle Olimpiadi diversa rispetto a quella di Tokyo dove avete gareggiato senza pubblico a causa della pandemia…

“Sicuramente, a Tokyo 2020 non c’erano le famiglie e nemmeno il pubblico. In generale però siamo abituati a non avere tanti spettatori che assistono alle gare durante l’anno, in quanto la scherma non è molto seguita, a parte eccezioni come i Mondiali a Budapest o in Cina o a Parigi 2010 dove sia adulti che ragazzini conoscevano i nostri dati, le nostre storie, e ci sembrava una cosa strana”.

Anche i Mondiali di Milano 2023, dove ha vinto due medaglie, hanno però avuto un ottimo riscontro…

“Gareggiare in casa è bello perchè c’è un tifo speciale, com’è stato per me ai Mondiali di Milano davanti a cinquemila spettatori. Ho portato a casa il bronzo individuale e l’argento a squadre e quando ho vinto la prima medaglia era presente anche il Presidente Mattarella ed è stato ancora più emozionante. Inoltre c’era anche il mio superiore dell’Esercito e quindi ho sentito la vicinanza del mio gruppo sportivo”.

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Mara Navarria ai Mondiali di Milano 2023 – Photo by #BizziTeam

Secondo lei in Italia manca una cultura sportiva, soprattutto riguardo certi sport tra cui appunto la scherma?

“Ci sono ampi margini di miglioramento e i Mondiali di Milano sono stati un esempio. Forse in Italia non siamo abituati a vedere lo sport come uno spettacolo e ci piazziamo davanti alla tv mentre all’estero è equiparabile ad esempio ad un’opera teatrale. Discipline come l’atletica sono più semplici e intuitive rispetto alla scherma in cui le gare iniziano alle 9 e le finali alle 18 quindi devi passare la giornata intera nel palazzetto e magari non tutti sono disposti a farlo. Ai Giochi di Parigi ci saranno per la prima volta degli sport che sono seguiti dai giovani, che sono instagrammabili, rapidi e fruibili e secondo me trasformare la scherma e renderla più spettacolare, più televisiva, con un timing più leggero permetterebbe di raggiungere un target di pubblico diverso”.

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Mara Navarria con la medaglia d’oro vinta ai Mondiali di Wuxi 2018 – credi foto BizziTeam

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Mara Navarria vince il suo quarto Campionato Italiano Assoluto – credit foto BizziTeam

Le tre fotografie più belle della sua carriera…

“Innanzitutto la mia prima Coppa del mondo che ho vinto e ritirato all’età di 17 anni a Trapani, ero accompagnata dai miei genitori che hanno creduto in me e mi hanno portato in palestra quando avevo 10 anni. Un’altra bella foto è quando sono rientrata a casa dopo aver vinto il Mondiale a Wuxi 2018. All’aeroporto c’erano ad attendermi il gruppo sportivo di cui faccio parte, l’Esercito, mio marito Andrea, mio figlio Samuele, la mia famiglia, i miei fratelli, gli amici, gli zii, l’assessore allo sport della regione Friuli Tiziana Gibelli ed è stato un momento molto forte. La terza foto racchiude le emozioni vissute lo scorso anno: tornare in pedana con alle spalle un bagaglio tecnico e una medaglia olimpica a squadre a Tokyo, vincere il campionato italiano, un argento individuale e un bronzo a squadre all’Europeo, un bronzo individuale e un argento a squadre al Mondiale. Ho messo testa e tecnica in ogni gara, facendo tesoro degli insegnamenti che mi hanno trasmesso i maestri che mi hanno accompagnata nella mia carriera, da Dario Codarin a Oleg Pouzanov fino a Roberto Cirillo che era in fondo alla mia pedana insieme al ct Dario Chiadò”.

Quali sono stati invece i momenti meno belli?

“La prima foto che mi viene in mente è quando ritirai la Coppa del mondo Under 20 e mi sarei meritata di fare anche l’individuale ai Mondiali a Trapani ma non ero stata convocata e quindi è stata una grande delusione. La seconda è quando sono venuti a mancare i miei maestri, prima Dario Codarin e poi Oleg Pouzanov e quando è scomparso anche lui e nel frattempo non ci siamo qualificate per Rio 2016 ho vissuto dei mesi tosti. Devo ringraziare mio marito che mi ha sostenuto, supportato e spronato. Nostro figlio Samuele aveva tre anni, ci siamo rimboccati le maniche, abbiamo passato le vacanze in Liguria cercando una casa per vedere se fosse possibile continuare la mia carriera”.

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Rossella Fiamingo, Alberta Santuccio, Mara Navarria e Giulia Rizzi vincono la tappa della World Cup Women’s Epee 2024 a Barcellona – Photo by Eva Pavía #BizziTeam

Quali sono le aspettative con cui lei e le sue compagne della squadra femminile di spada vi presenterete a Parigi 2024?

“Dobbiamo essere noi stesse, continuando il trend con cui abbiamo iniziato la qualifica olimpica lo scorso anno a marzo e con cui siamo scese in pedana agli Europei di Cracovia e ai Mondiali di Milano, dimostrando una crescita tecnica e tattica. Già qualche anno fa con Alberta Santuccio, Rossella Fiamingo e Giulia Rizzi avevamo gareggiato insieme ma eravamo giovani e inesperte, mentre ora abbiamo tutte e quattro un’esperienza diversa”.

Il 2 giugno ha ricevuto il titolo di Commendatore della Repubblica Italiana. Cosa rappresenta per lei?

“Non ti nascondo che all’inizio pensavo fosse uno scherzo. Ho ricevuto una comunicazione via posta con scritto “commendatore Mara Navarria” e all’interno c’era una lettera del prefetto di Udine che mi invitava a ritirare l’onorificenza il 2 giugno. Allora ho capito che era tutto vero. A 38 anni non è scontato ottenere un riconoscimento del genere e devo ringraziare anche la Presidente del Consiglio dei Ministri e coloro che mi hanno segnalato. Porterò con me sulla spalla sinistra della drop militare, con orgoglio, questa importante onorificenza”.

Ha concluso il Master in Marketing e Management dello Sport portando una tesi sull’Udinese. E’ un’appassionata di calcio?

“Mio marito è un ex calciatore e quindi andavo a vedere le partite ma da marzo in poi perchè non adoro il freddo (sorride), mio figlio gioca a calcio nel ruolo di portiere, mio fratello è un tifoso sfegatato dell’Udinese e ha iniziato a leggere grazie a mia nonna che gli mostrava gli articoli su Bierhoff e Di Natale e ci parlava della partite dei bianconeri. E’ stata lei a trasmetterci questa passione. Io seguo l’Udinese e le squadre della nostra regione. L’idea della tesi è nata grazie all’ente Promo Turismo FVG, con cui collaboro, che promuove il territorio ed è presente come sponsor nei banner sul campo e negli spogliatoi della società friulana che ha poi sposato il mio progetto. Così sono andata a vedere come utilizzano l’advertising e mi sono avvicinata ancora di più a quel mondo. Devo dire che avendo in futuro qualche weekend in più libero non mi dispiacerebbe fare l’abbonamento per vedere le partite dell’Udinese. Ho avuto anche la fortuna di visitare lo stadio e scoprire la zona di fisioterapia e di preparazione fisica, è una realtà molto interessante”.

Mara con marito Andrea Lo Coco e Samuele

Mara Navarria con il marito Andrea Lo Coco e il figlio Samuele – credit foto Roberto Pedi

Nei suoi post è presente l’hashtag #Mammaatleta. Per molte sportive, penso ad esempio alle calciatrici o alle pallavoliste, oggi non è semplice conciliare attività sportiva e maternità. Cosa manca secondo lei per fare in modo che non si debba rinunciare né alla carriera né alla famiglia?  

“Io devo ringraziare il mio gruppo sportivo che mi ha supportato nella scelta. Magari in altri sport come la pallavolo che vive di contratti più brevi o il calcio è un po’ diverso e più complicato ma le atlete devono essere tutelate se non vogliono aspettare di terminare la carriera per intraprendere un percorso di maternità. Poi non ci si deve stupire se in Italia cala il tasso di natalità perchè la società ci porta prima a dover performare nel nostro lavoro e poi a pensare se ci sia spazio per la famiglia. Invece deve essere una scelta libera. Ho amiche che non riescono a trovare posto negli asili nido per i bambini e non possono tornare a lavorare anche perchè oggi non esiste più quel sistema di comunità che c’era un tempo. Non trovo giusto che debbano essere sempre le madri a dover fare delle rinunce, bisognerebbe agevolarle, magari con dei part time senza però una riduzione di stipendio. E’ anche avvilente per una persona che ha studiato, ha fatto un percorso e vorrebbe diventare mamma dover accettare un compenso irrisorio o da apprendistato”.

Lei come è riuscita a gestire tutto?

“Il primo anno in cui ho ricominciato a fare attività ero tutelata anche dalla federazione oltre che dal gruppo sportivo. Prima di me c’erano già state delle atlete-mamme come Valentina Vezzali, Diana Bianchedi, Giovanna Trillini e questo sicuramente ha aiutato. Quando poi è venuto a mancare il mio maestro Oleg io vivevo a Roma mentre i miei genitori e i miei suoceri sono in Friuli e per quattro mesi mi sono divisa tra Genova e Roma, mentre mio marito stava il più possibile con nostro figlio e avevamo l’asilo e una tata come supporto. E’ stato un periodo difficile che non auguro a nessuno. Mi dispiace pensare che delle sportive abbiano lasciato l’attività perchè volevano diventare mamme e non avevano una famiglia ad aiutarle o non c’erano le condizioni economiche adeguate”.

A Parigi ci sarà per la prima volta uno spazio dedicato alle atlete con bambini piccoli…

“Sono contenta per questa iniziativa. E’ una bellissima idea creare all’interno del villaggio olimpico di Parigi un’area family dove le atlete potranno stare con i loro bambini e con spazi dedicati all’allattamento. Mi auguro possa essere replicata anche in Italia e in altri Paesi”.

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Mara Navarria nella tappa della World Cup Women’s Epee 2024 a Barcellona – Photo by Eva Pavía #BizziTeam

Parlando del suo futuro, ha già scelto quale strada intraprendere una volta terminata l’attività sportiva?

“Ho diverse idee ma ancora non so cosa farò in futuro, sicuramente mi prenderò un attimo di pausa. Prima facevo tanti progetti, ora voglio valutare bene le opportunità che arriveranno. Ho iniziato il percorso da tecnico di scherma nel settore nazionale, mi piacerebbe anche fare l’insegnante di educazione motoria, l’idea di lavorare con i ragazzi e soprattutto con i bambini mi alletta tantissimo. Vedremo… Del resto se si intraprende una strada e poi ci si accorge di aver sbagliato, ed è un consiglio che mi sento di dare anche ai giovani, si può sempre cambiare, l’importante è ammettere l’errore, rimboccarsi le maniche e iniziare un nuovo percorso”.

di Francesca Monti

credit foto apertura Federico Tardito / oneplusninaimages

Si ringraziano Giulia Zanichelli e il Gruppo Sportivo Esercito

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