“Sono contento della storia emersa in questi mesi, ossia la riconciliazione tra Eduardo e Damiano dopo una diatriba durata a lungo, in quanto ci ricorda che un’amicizia, in generale, può salvarci in molte situazioni, anche in quelle più difficili”. Luigi Miele in “Un Posto al sole”, in onda dal lunedì al venerdì alle 20,50 su Rai 3, interpreta il temerario e fascinoso poliziotto Damiano Renda, che sta vivendo una storia d’amore con Viola (Ilenia Lazzarin), ha un figlio, Manuel (Manuel D’Angelo), avuto dalla sua ex Rosa (Daniela Ioia) e si è riappacificato con l’amico d’infanzia Eduardo (Fiorenzo Madonna), convincendolo a collaborare con la giustizia.
In questa piacevole chiacchierata Luigi Miele ci ha parlato del suo personaggio, della scena emotivamente più complessa da girare, ma anche della raccolta di racconti #Cèunmarzianonellastanza.

credit foto Giuseppe D’Anna /Fremantle
Luigi, ai tempi della precedente intervista che abbiamo realizzato il suo personaggio, Damiano Renda, aveva da poco iniziato una storia con Viola, nel frattempo ha vissuto parecchi eventi importanti, dall’attentato a Rosa alla perdita temporanea del lavoro fino alla rinnovata amicizia con Eduardo, che ha anche convinto a diventare collaboratore di giustizia…
“Sono contento della storia emersa in questi mesi, ossia la riconciliazione tra Eduardo e Damiano dopo una diatriba durata a lungo. Vedere due personaggi che si riavvicinano ed Eduardo, considerato il male, che decide di collaborare con la giustizia, è un bel messaggio mandato da Un Posto al sole perchè ci ricorda che un’amicizia, in generale, può salvarci in molte situazioni, anche in quelle più difficili. Di base Damiano è stato fondamentale nella scelta di Eduardo di passare da una vita con atti da criminale a riprovare a stare dalla parte giusta. Sono fan di questa grande amicizia. Con Viola la storia sta andando avanti, il mio personaggio però è sempre preso dal lavoro e si trova a metà tra vivere questo amore in modo sereno e tranquillo e la professione di poliziotto che lo porta a stare in trincea e a rischiare tanto”.
Nelle puntate andate recentemente in onda Damiano è anche riuscito a sventare l’attentato a Clara (Imma Pirone) da parte del boss Torrente…
“Damiano si ritrova al momento giusto nel posto giusto. Può sembrare che a volte faccia scelte avventate in realtà sono quelle necessarie, ad esempio ha sventato l’attentato a Clara. Insomma, riesce sempre a cavarsela in qualche modo e mi piace il fatto che non sia un supereroe ma che scelga con il cuore, cercando di fare andare bene le cose”.
Quali sviluppi possiamo aspettarci riguardo il suo personaggio?
“Da attore vedo questa diatriba sentimentale tra i fan, infatti c’è chi vuole che Damiano stia con Viola e c’è chi vorrebbe ritornasse con Rosa e si riunisse la famiglia. Posso dire soltanto che ci saranno novità sotto questo aspetto. Damiano, per quanto sia preso da Viola e innamorato, ha una ex e un figlio e in cuor suo vive un conflitto interiore. Ci sono state delle scene già andate in onda in cui si è visto che vorrebbe vivere serenamente i suoi affetti ma in qualche modo non ci riesce fino in fondo”.
Cosa pensa di aver regalato a Damiano e cosa ha ricevuto da lui?
“Spesso l’idea che si ha del poliziotto è quella di un uomo freddo, temerario, macho, super controllato, che fa le scelte giuste, che sa come muoversi, io forse ho dato a Damiano, e la sceneggiatura me lo ha permesso, una fragilità umana e una certa tenerezza, perchè quando si relaziona con Manuel o con Viola sembra quasi un bambino, mentre quando parla con Eduardo o si interfaccia con il proprio mestiere è un uomo attivo, che deve agire velocemente e non è scontato che ci sia questa sorta di dicotomia nel poliziotto. A Un Posto al sole gli autori scrivono storie meravigliose tenendo conto della realtà quotidiana che viviamo e poi siamo noi attori che in qualche modo vediamo se ci sono una sfumatura o un colore che possiamo dare ma è un interscambio continuo tra te e il tuo personaggio. Aver regalato questa fragilità a Damiano mi rende fiero”.
Qual è stata finora la scena emotivamente più difficile da girare?
“La scena più difficile è stata quella dell’attentato a Rosa, in quanto richiedeva una concentrazione e una tensione da mantenere. Calarsi nel personaggio, vedere una persona cara, una tua ex che viene colpita al posto tuo e potrebbe essere morta è stato emotivamente forte, quel giorno poi eravamo a Piazza Mercato e faceva caldissimo. Sul set di Un Posto al sole ci sono grandi professionisti ma anche imprevisti e attorialmente parlando devi estraniarti dal caos e restare focalizzato su quello che stai facendo.
Un’altra scena che mi è rimasta nel cuore è quando Damiano viene incastrato e si pensa che sia colluso con la camorra. A me da spettatore ha emozionato perchè ho visto quest’uomo che ha tutte le buone intenzioni, che lavora per la giustizia, cerca di fare le scelte giuste e alla fine rimane intrappolato e il suo crollo emotivo si ricollega alla fragilità di cui parlavamo prima”.

Luigi Miele con Fiorenzo Madonna, Imma Pirone e Daniela Ioia – credit foto Giuseppe D’Anna /Fremantle
Diceva poco fa che è felice dell’amicizia che è emersa tra Damiano ed Eduardo. Che valore ha per lei l’amicizia?
“Forse questo è stato il dono che mi ha fatto Damiano. Io non ho mai avuto un’amicizia così forte come quella che lui ha con Eduardo, e il fatto di avergli potuto dare un colore attraverso Un Posto al sole e di lavorare con Fiorenzo Madonna che è un attore bravissimo con cui mi sono trovato subito in sintonia mi ha fortificato. Mentre giravamo avevamo un atteggiamento per cui ci sembrava di essere davvero Damiano ed Eduardo, non Luigi e Fiorenzo, e la stessa cosa accade con Daniela Ioia che interpreta Rosa. Aver dato voce a questa amicizia mi ha riempito di gioia e regalato emozioni che nella vita normale non ho vissuto”.
Su Instagram nei suoi post compare spesso l’hashtag #cèunmarzianonellastanza, può raccontarci qualcosa di più a riguardo?
“E’ una sorta di attività collaterale a quella di attore. Mi diletto nella scrittura e ho scritto dei brevi racconti e delle poesie che sono stati anche pubblicati qualche anno fa su riviste importanti. #Cèunmarzianonellastanza è un insieme di tante cose che fanno parte della mia fantasia ed immaginazione e a volte faccio fatica anche a parlarne. Sono un nerd della lettura, del cinema, mi piace scrivere, sono romantico, ma spesso devo capire bene come far uscire certi aspetti rispetto al mondo in cui vivo. #Cèunmarzianonellastanza è una raccolta di racconti che fanno parte di me, di un Luigi che nessuno conosce. Sto pensando ad uno spettacolo, a un monologo da portare a teatro. Io stesso mi sento un po’ marziano, venuto da un altro pianeta”.
Chi sono oggi i marziani?
“Dipende che tipo di marziani, ci sono quelli buoni e quelli meno buoni, bisogna avere una certa sensibilità e l’intuito per capire chi sono. Spesso, ed è questa l’esigenza che ho quando scrivo, è come se volessi dire al mondo non guardarmi solo per quello che appaio ma vai oltre. E’ un invito che faccio in primis a me stesso di andare a fondo e non fermarmi all’apparenza, ma anche agli altri, al pubblico. Per scovare i marziani buoni e cattivi bisogna osservare bene chi hai davanti e ascoltare. Molte persone non sono quello che sembrano alla prima impressione. Il marziano per me è il bambino”.

credit foto Giuseppe D’Anna /Fremantle
Un ritorno a teatro è tra i suoi prossimi progetti?
“Mi piacerebbe tornare a teatro con uno spettacolo, ne parlo spesso con Daniela Ioia che è molto attiva sul fronte teatrale a Napoli. Spero di riuscire a incastrare con il resto”.
Tra le sue passioni c’è anche la musica, quale canzone assocerebbe al suo personaggio, Damiano Renda?
“Assocerei a Damiano la canzone “Where did you sleep last night” dei Nirvana agli MTV Unplugged”.
di Francesca Monti
credit foto Giuseppe D’Anna /Fremantle
Si ringrazia Stefania Lupi
