IL PARADISO DELLE SIGNORE 9 – Intervista con Flavio Parenti: “Tancredi è un personaggio tragico, si meriterebbe un po’ di tranquillità e leggerezza”

“Al mio personaggio ho dato una fragilità e una dolcezza che non erano scritte, donandogli una tridimensionalità, da lui ho preso probabilmente il desiderio di fare impresa”. Flavio Parenti ne “Il Paradiso delle Signore” interpreta Tancredi di Sant’Erasmo, che gestisce la Galleria Milano Moda e che nelle nuove puntate ritroveremo ancora pieno di astio verso la cugina Marta (Gloria Radulescu), accusata di aver aiutato la sua ex moglie Matilde (Chiara Baschetti) e Vittorio Conti (Alessandro Tersigni) a fuggire da Milano.

Flavio, abbiamo lasciato Tancredi alla fine della scorsa stagione arrabbiato per la fuga della sua ex moglie Matilde con Vittorio…

“Tancredi è pieno di vendetta, ha un astio dentro e non può neanche esorcizzarlo perchè Matilde e Vittorio non sono presenti e non può affrontarli, quindi ha questo malessere interiore che non riesce a superare. Sarà un momento topico per lui e da lì inizierà un lento percorso di rinascita, perchè tocca l’abisso e poi… vedremo cosa succederà”.

Il ritorno di Marta lo ha aiutato ad avere un primo piccolo cambiamento anche se poi lo ha “tradito” aiutando Vittorio e Matilde…

“Marta ha fatto il doppio gioco, lo ha tradito e Tancredi è pieno di livore. Bisogna vedere come si svilupperanno le relazioni con loro e quale sarà la sua vendetta”.

Cosa hai regalato a Tancredi e cosa ti ha insegnato lui?

“A lui ho dato una fragilità e una dolcezza che non erano scritte e che gli hanno donato una tridimensionalità, da Tancredi ho preso probabilmente il desiderio di fare impresa, di essere diritto, di andare verso l’obiettivo e mi sono portato dietro questa caratteristica”.

Qual è il tuo rapporto con la moda?

“Non sono appassionato di moda, mi definisco classico, mi piace ciò che non va mai fuori moda, a livello di vestiti sono semplice, non ho velleità modaiole, mi piacciono le cose comode da indossare”.

Quale aspetto di Tancredi vorresti veder emergere?

“Mi piacerebbe che emergesse una leggerezza, vederlo un po’ scapigliato su una Spider, si meriterebbe un po’ di tranquillità. E’ un personaggio tragico”.

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Attore ma anche scrittore, hai da poco pubblicato il nuovo libro “L’anello di Saturno”…

“E’ una saga romantica che parla di due giovani che si incontrano ad Anagni, città fondata dal dio Saturno, lei è un’amante di archeologia, del passato, lui è un giovane francese, sradicato, che arriva lì nel 1995. Tra loro è amore a prima vista e insieme scoprono l’esistenza di un libro, di una leggenda che dice che esiste un anello forgiato da Saturno che, se indossato, permette di cambiare il proprio destino”.

C’è un libro che è stato particolarmente importante per te?

“Tantissimi libri, tra i grandi classici ti direi il Siddharta di Hesse che mi è piaciuto tanto, ma anche la letteratura russa, Asimov, Il Piccolo Principe, la drammaturgia, in particolare Shakespeare, Molière. Ogni testo scritto da un grande autore è un pozzo senza fondo a cui tornare anche durante la vita ciclicamente per scoprire cose nuove e attingere. Per questo sono un classicista (sorride)”.

di Francesca Monti

credit foto copyright P. Bruni

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