Imane Khelif ha vinto la medaglia d’oro nella categoria 66 kg del pugilato ai Giochi Olimpici di Parigi 2024. Nella finale, sul ring del campo Philippe-Chatrier, la pugile algerina ha battuto ai punti la cinese Liu Yang con verdetto unanime da parte dei cinque giudici.
Un torneo dominato dalla Khelif, che si è imposta su tutte le avversarie, tra cui anche l’italiana Angela Carini che ha abbandonato il match dopo 46 secondi a causa di un colpo subito, ed è stata più forte delle polemiche di cui è diventata suo malgrado protagonista per la sua partecipazione ai Giochi essendo iperandrogina.
Una vittoria sognata e voluta da Imane Khelif e da tutto il popolo algerino, che è accorso a Parigi per assistere alla finale e che attende il suo ritorno in patria per renderle onore per questo oro storico che va ad aggiungersi a quello della ginnasta Kaylia Nemour: un record per l’Algeria che eguaglia il risultato di Atlanta 1996.
“I Giochi Olimpici sono un sogno per ogni atleta. Ho partecipato a Tokyo, ma in quel momento non ero ben preparata. Tutti in Algeria e nel mondo arabo sanno quanto ho lavorato duramente in vista di Parigi. Mi sono allenata principalmente negli Stati Uniti con un allenatore incredibile, Pedro Diaz. Sono nata donna, ho vissuto e gareggiato come donna, e non ci sono dubbi a riguardo. Esistono i nemici del successo, io li chiamo così. Per questo la mia medaglia ha un sapore ancora più speciale”, ha detto Imane Khelif.
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