Intervista con il Maestro Enrico Melozzi: “Con La Notte dei Serpenti ridiamo valore al meraviglioso repertorio della musica popolare abruzzese”

Oltre 20.000 persone presenti nello Stadio del Mare lo scorso 20 luglio in occasione della II edizione de “La Notte dei Serpenti”, il concertone ideato e diretto dal Maestro Enrico Melozzi  per celebrare la cultura e la tradizione musicale abruzzese. Sul palco, insieme a tanti artisti e musicisti abruzzesi, sono saliti grandi nomi del panorama musicale italiano e internazionale per prestare le loro voci ai canti della tradizione popolare abruzzese, per l’occasione rivisitati in una chiave musicale moderna ed eseguiti dal vivo dall’Orchestra dei Serpenti diretta dal Maestro Enrico Melozzi.

Anche quest’anno il Concertone diventerà un programma televisivo, andrà in onda venerdì 23 agosto in prima serata su Rai2 con la conduzione di Andrea Delogu e in contemporanea su Rai Radio1, con il commento di Marcella Sullo e Duccio Pasqua. Prodotto da Aut Aut di Angelo Bozzoliniregista e direttore artistico,  l’evento  è stato promosso e finanziato dalla Regione Abruzzo, fortemente voluto dal Presidente della Regione Marco Marsilio e realizzato in collaborazione con il Consiglio Regionale dell’Abruzzo e il Comune di Pescara. Il concerto è stato dedicato a Stefano Mancini, tecnico audio recentemente scomparso che ha lavorato alla prima edizione del concertone. Abbiamo intervistato per voi il compositore, direttore d’orchestra, violoncellista e produttore discografico italiano, nonché anima pulsante e ideatore dell’evento,  Enrico Melozzi. Buona lettura!

serpenti2

credit foto Roberto Furlone

Maestro, grazie per essere qui con noi! Una classica domanda che riproponiamo per tutti quei lettori che desiderano conoscerti meglio. Come ti sei avvicinato e appassionato alla musica e cosa ti ha spinto a diventare direttore d’orchestra?

“Da piccolo avevo un mangianastri che usavo tutto il giorno: dalla mattina alla sera ascoltavo la musica, registravo la radio, la riascoltavo. Ricordo che, quando andavo a scuola, se prima di uscire di casa stavo ascoltando qualcosa, non interrompevo mai la cassetta, perché per me era peccato interrompere l’esecuzione, era uno sfregio. Già da piccolo mi sono innamorato di Mozart e poi ho iniziato a “dirigere” con la matita il mangianastri. Quando sono andato in conservatorio ho creato una piccola orchestrina e ho cominciato a dirigerla. Poi, piano piano, siamo arrivati ad oggi!”.

Partiamo dal principio: come nasce l’idea di creare il concerto “La notte dei serpenti”?

“Avendo frequentato la musica popolare di tutto il mondo (dalla Spagna ai Balcani, dall’Est Europa al Sud America), mi sono sempre chiesto come fosse possibile che in Abruzzo nessuno mai si fosse inventato una cosa del genere. La musica popolare in Abruzzo è sempre stata abbastanza relegata a dei musicisti mediocri. Purtroppo, negli ultimissimi anni è diventata ancora peggio, a causa del trionfo del doppio senso e delle battute dedicate all’esaltazione del cibo, del vino, dell’alcol o a sfondo sessuale. Tutto quello che non è “La Notte dei Serpenti”. Ho pensato che fosse necessario ridare valore a questo repertorio meraviglioso che aveva preso una brutta piega e, quindi, che fosse necessario fare un’operazione di riscoperta, di ricostruzione e di un restyling di questa musica. Ed è ciò che ho fatto cercando di avvicinare il maggior numero di persone possibili con una trasversalità intergenerazionale importante. Questo doveva essere dunque un progetto televisivo per dare ancor più risalto a questa nostra musica. Così è stato e sono molto felice che siamo riusciti a realizzare la maggior parte delle idee che avevo in mente”.

serpenti

Cosa ti affascina e ti colpisce della tradizione popolare abruzzese?

“Mi colpisce molto questa presenza massiccia dei cori folcloristici che è una cosa proprio tipica della nostra terra. In tutto il Sud Italia la musica popolare è molto sviluppata, ma il fenomeno del coro polifonico è soltanto in Abruzzo o nel Molise (che una volta erano unite in un’unica regione). Ho invitato proprio al concertone (non sul palco perché non c’era sufficiente spazio, ma nelle prime file) tutti i cori possibili abruzzesi, hanno partecipato una ventina e li vedremo anche nella trasmissione del 23 agosto in prima serata su Rai2. Ci sarà una forte presenza di questi coristi anche tra il pubblico, vestiti con gli abiti tradizionali abruzzesi, ed è una cosa che ha dato un valore aggiunto alla nostra manifestazione. Vorrei prima o poi fare un progetto con tutti i cori abruzzesi riuniti, che dovrebbero contare circa duemila persone”.

Nella sua prima edizione il Concertone ha attratto più di 10.000 persone. Sei soddisfatto della seconda?

“Questa seconda edizione ha attratto il doppio degli spettatori e questo ci ha molto gratificato. Molta gente non è potuta entrare per motivi di sicurezza. Mi aspetto tantissima gente di fronte al televisore il 23 agosto alle 21.00 su Rai2. Il progetto non è finito. L’ho pensato proprio come televisivo, quindi spero che ci saranno molti più spettatori dell’anno scorso”.

serpenti 3

credit foto Vittoria Luciani

Questa seconda edizione de “La notte dei serpenti” è stata dedicata a Stefano Mancini, tecnico audio nel cast della passata edizione e recentemente scomparso. Qual è il più bel ricordo legato alla sua presenza che ti ha accompagnato in questa edizione?

“Il ricordo più bello che ho di Stefano è quando, pochi giorni prima che lui scomparisse, siamo stati a cena insieme e mi aveva fatto vedere tutte le foto della mia chitarra che mi stava sistemando. Quando ci siamo salutati mi ha detto che mi avrebbe riportato la chitarra nel giro di qualche giorno, visto che abitiamo vicino. Purtroppo, però, non è andata così. Parlavamo sempre de “La Notte dei Serpenti”, mi dava dei consigli sulla base della sua esperienza”.

C’è un progetto professionale che ti piacerebbe realizzare con un artista in particolare?

“In realtà ci sono due progetti che desidererei mettere in cantiere il prima possibile. Di uno posso parlare, dell’altro no. Mi piacerebbe molto fare un omaggio alla musica di Ivan Graziani insieme al figlio con l’orchestra sinfonica”.

di Patrizia Faiello

credit foto W. Nanni

Rispondi