Dopo la partecipazione a Londra 2012, Salman Abbariki gareggerà ai Giochi Paralimpici di Parigi 2024 nel getto del peso con il Team Paralimpico dei Rifugiati.
Originario dell’Iran, attualmente vive in Germania, ha vinto una medaglia d’oro ai Giochi Asiatici Paralimpici di Guangzhou 2010 e ha battuto il record asiatico con la misura di 10,34 m.
Abbiamo fatto una chiacchierata con Salman Abbariki a pochi giorni dall’inizio dei Giochi.

Salman, quando ha iniziato a praticare il getto del peso?
“Ho iniziato nel 2003, quando ho visto questo sport in tv. Il giorno dopo mi sono informato e mi è stata data la possibilità di partecipare ad un allenamento di getto del peso”.
Qual è la lezione più importante che lo sport le ha trasmesso?
“Questo sport mi dà molte speranze e opportunità, spero di poter arrivare al top alla fine della mia carriera, lottare per i valori in cui credo e vincere qualcosa”.
Negli ultimi giorni si è allenato con il Team Paralimpico dei Rifugiati. Quali sono le sue sensazioni?
“Questa Paralimpiade ci ha dato molte opportunità, ci alleniamo insieme, abbiamo avuto modo di conoscerci, veniamo da Paesi diversi in cui abbiamo perso molte cose, ma qui siamo tutti sotto lo stesso tetto e lavoriamo sodo. Ed è bellissimo. Far parte del Team Paralimpico dei Rifugiati significa poter continuare a realizzare i nostri sogni”.
Quali sono le sue aspettative in vista dei Giochi Paralimpici di Parigi 2024?
“Nella mia mente c’è sempre la voglia di vincere qualcosa e di godermi la gara. Cercherò di dare il massimo per me e per il mio allenatore che è stato fondamentale nel mio percorso da quando sono arrivato in Germania”.
Cosa rappresenta per lei lo sport?
“Lo sport mi regala gioia, vitalità e fiducia in me stesso, mi ha dato la speranza e la motivazione per continuare a inseguire i miei sogni”.
Lei è un esempio per tante persone, quale messaggio vorrebbe trasmettere loro?
“Vorrei dire alle persone che la disabilità non deve in alcun modo essere un limite al loro progresso e che possono essere un’ispirazione per gli altri”.
di Francesca Monti
credit foto © Tobias Lackner
Thanks to Mr. Teddy Katz
