Pioggia di medaglie per l’Italia del paraciclismo ai Campionati del mondo di Zurigo 2024

L’Italia del paraciclismo è stata grande protagonista ai Campionati del mondo di Zurigo 2024. Dopo l’argento inaugurale nel Team Relay, la Nazionale guidata dal CT Pierpaolo Addesi ha vinto l’oro con Luca Mazzone (MH2) e Fabrizio Cornegliani (MH1).

“Non pensavo di indossare più questa maglia. Il tempo passa e sinceramente non credevo che mi sarebbe ricapitato. Avevo preparato la stagione in previsione delle Paralimpiadi di Parigi, ma il percorso non si addiceva alle mie caratteristiche. Qui, invece, su questo tracciato piatto, mi sono sentito a mio agio ed arrivato questo nuovo titolo iridato. Il lavoro di questi mesi ha pagato. Il lavoro paga sempre. Ogni volta che metto al collo una medaglia penso alla strada percorsa, agli affetti che mi sono sempre stati vicini a cominciare da mia moglie e mio figlio, al team e allo staff della Nazionale e alla Federazione, che ci ha messo nella condizione di poterci esprimere al meglio”, ha detto Mazzone.

“Una medaglia ha un valore che travalica il significato prettamente sportivo. E’ una cosa che dico spesso quando vado nelle scuole a raccontare la mia storia: la Nazionale ti regala la cosa più preziosa per una persona, l’autonomia. Indossare la maglia azzurra ti spinge ad alzare continuamente l’asticella delle aspettative, sia tue che di chi ti circonda. Ti abitua a superare le difficoltà e ti insegna a contare su te stesso, rendendoti più autonomo. Per questo motivo, ogni medaglia ha un valore più grande della precedente, ma questa è senza dubbio la più speciale di tutte”, ha affermato Cornegliani.

Tre medaglie d’argento sono finite al collo di Giorgio Farroni (T1), Roberta Amadeo (WH2) e Luisa Pasini (WH1). L’azzurro ha fatto del triciclo il suo strumento di riscatto e dello sport la sua vera forza.

Per Roberta Amadeo è stata “la migliore performance della mia vita. Nonostante il forte vento mi sono difesa bene e posso dire di essere veramente contenta”. Sulla stessa lunghezza d’onda Luisa Pasini, seconda al traguardo alle spalle della spagnola Manuela Vos van den Bouwhuijsen: “Sono arrivata al traguardo stanca, ma felice di un altro bel risultato”.

A conquistare il bronzo è stata invece Ana Maria Vitelaru con la handbike donatale da Alex Zanardi, simbolo di amicizia e ispirazione: “Non ho mai sviluppato un vero feeling con la cronometro, disciplina che non è nelle mie corde. L’ho affrontata comunque a testa alta non solo per mettermi alla prova, ma soprattutto per utilizzarla come un’opportunità di preparazione in vista della gara in linea”.

Luisa Pasini ha poi conquistato anche il titolo mondiale nella categoria WH1, tagliando il traguardo in solitaria: “Questo oro rappresenta il coronamento di tanti sacrifici, frutto di anni di duro lavoro, dedizione e impegno costante, sia in allenamento che in gara. Ogni giorno trascorso su questa strada è stato fondamentale per arrivare a questo risultato. Vincere un titolo mondiale non è solo un traguardo personale, ma anche una grande soddisfazione per tutti coloro che mi hanno sostenuta in questo percorso, dalla mia famiglia ai tecnici della nazionale. Sono profondamente orgogliosa di aver potuto onorare la maglia azzurra e di portare a casa questo prestigioso risultato per l’Italia. È un momento che porterò nel cuore per sempre”.

Nella categoria MH3, Martino Pini ha vinto una prestigiosa medaglia d’argento, dietro soltanto al francese Bosredon. Bronzo per il norvegese Christian Gyldenohr. Quinto posto per Mirko Testa.

“Ho seguito le indicazioni del commissario tecnico. Ho cercato di spingere forte in salita, il mio punto di forza, e poi di resistere fino alla fine. Correre sotto la pioggia non è l’ideale per me, ma oggi ho dato tutto quello che avevo. È stata un’esperienza davvero emozionante”, ha detto Pini.

credit foto Federciclismo

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