Intervista con Sarah Fahr, campionessa olimpica a Parigi 2024 con l’Italvolley: “Il momento più emozionante è stato quando siamo salite sul podio con la medaglia al collo”

“Abbiamo iniziato questa Olimpiade con la voglia di arrivare fino in fondo e siamo state brave a gestire le emozioni”. Sarah Luisa Fahr ha 23 anni, un grande talento e i piedi ben piantati a terra, nonché una grande determinazione che le ha permesso di superare due gravi infortuno. E’ una delle stelle della Nazionale Italiana Femminile di volley con cui l’11 agosto ha vinto uno storico e straordinario oro ai Giochi di Parigi 2024.

Il suo primo amore è stato la ginnastica artistica, poi si è avvicinata alla pallavolo grazie ad un’amica muovendo i primi passi nella squadra di Piombino, per poi approdare a Novara, Roma e Firenze. Dal 2020 indossa la maglia della Imoco Volley Conegliano, con cui ha vinto numerosi trofei nazionali e internazionali, tra cui pochi giorni fa la Supercoppa Italiana. Con la Nazionale ha conquistato anche un argento iridato e un oro continentale.

Quando non è impegnata con la pallavolo adora stare a contatto con la natura, leggere e cucinare, come ci ha raccontato in questa piacevole chiacchierata.

L’Italvolley dopo la vittoria dell’oro olimpico – credit foto Fipav /Tarantini

Sarah, ai Giochi di Parigi 2024 ha vinto con l’Italvolley un oro pazzesco al termine della finale con gli Stati Uniti, dominata dall’inizio alla fine. Ci racconta le emozioni vissute quella domenica? 

“Sono emozioni indescrivibili, è un sogno che diventa realtà. Tanti desideri si stanno realizzando, uno di questi era vincere l’Olimpiade. Siamo riuscite a creare quel clima di serenità, con tanta voglia di fare, e ci siamo godute quest’avventura bellissima. Dopo essere arrivate in finale c’era un po’ di tensione, ma fa parte del nostro lavoro e siamo state brave a gestirla correttamente. Quando poi è caduta a terra l’ultima palla contro gli Stati Uniti ci siamo lasciate andare e il momento più emozionante è stato quando siamo salite sul podio con la medaglia al collo e abbiamo dato un senso a tutti i sacrifici fatti”.

C’è stato un momento in particolare lungo questo percorso olimpico in cui avete capito che il sogno poteva diventare realtà?

“Secondo me non c’è stato un momento particolare, non c’era credo altra opzione, nel senso che abbiamo iniziato questa Olimpiade con la voglia di arrivare fino in fondo e siamo state brave a gestire le emozioni. Quest’anno c’era forse più consapevolezza, o almeno c’è sempre stata negli ultimi anni, ma poi accadeva qualcosa per cui andava male. Probabilmente il cambio di allenatore ha portato una stabilità all’interno del gruppo. Le sensazioni erano iper mega positive sin da subito, nel senso che c’era un obiettivo generale, cioè la conquista della medaglia olimpica ma ognuna di noi aveva anche delle motivazioni sia personali che di squadra. Volevamo toglierci qualche sassolino dalla scarpa, in quanto eravamo state sulla bocca di tanti sia per vicende positive che negative, quindi c’era la voglia di far vedere quello che sappiamo fare. Personalmente era la conclusione di un ciclo iniziato con il rientro in campo dopo gli infortuni. Tutte queste motivazioni hanno creato un mix di energia pazzesca”.

Ha dovuto affrontare questi due infortuni molto gravi, come ci si riesce a rialzare e quanto lo sport è stato importante?

“Lo sport è stato importantissimo. Grazie agli infortuni ho imparato che tutto ciò che ci accade nella vita ha un senso e contribuisce a formare la persona che poi diventerai e quindi secondo me se si affrontano le difficoltà con questo atteggiamento ne esce sempre qualcosa di positivo, se invece si inizia a dire “perchè tutte a me” si entra in un circolo negativo e non si arriva da nessuna parte. Ho considerato i due infortuni come se fossero una sfida in più, un’occasione per migliorare e cercare di tirare fuori il meglio di me”.

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C’è una persona o più persone in particolare a cui si sente di dire grazie?

“In primis sicuramente devo dire grazie alla Imoco Conegliano, perché ha riposto tanta fiducia in me. Quando mi sono infortunata la prima volta, nel 2021, mi ha rinnovato il contratto e non è una cosa che capita tutti i giorni. Lo staff tecnico, quello medico e in generale tutta la società mi sono stati vicini, mi hanno aiutato e non è scontato, soprattutto quando si tratta di una ragazza giovane che ancora non è totalmente affermata. Un grazie speciale va poi al mio moroso, che è stato fondamentale durante il recupero dal secondo infortunio, mi ha fatto capire come si affrontano queste situazioni e mi ha insegnato la pazienza, a stare concentrata sull’obiettivo, spesso sbattendomi la realtà in faccia ed è stato importante per capire quello che si fa e dove si vuole arrivare”.

Lei ha iniziato con la ginnastica artistica, come è nata poi la passione per la pallavolo?

“Per puro caso, nel senso che ero innamorata della ginnastica artistica al mille per mille, non volevo mollare, ma sono cresciuta in fretta e sono diventata molto alta. Inoltre ero parecchio competitiva da piccola e l’insegnante aveva smesso di portarmi alle gare e questo mi infastidiva, così mia mamma mi ha consigliato di provare il minivolley, ma non mi piaceva perché secondo me non era la vera pallavolo, così ho continuato con la ginnastica artistica. Finché un giorno, dato che la mia migliore amica di quei tempi giocava a volley e volevo stare sempre insieme, mi sono fatta mettere in squadra con lei che era già una under 12 e ho iniziato a praticare questo sport, a divertirmi e da lì non ho più smesso”.

L’ultimo successo risale a pochi giorni fa, con la vittoria della Supercoppa Italiana con la Imoco Conegliano…

“Sicuramente è sempre bello portare a casa un trofeo in più, devo dire che subito dopo l’Olimpiade avevo molta voglia di tornare a Conegliano, mettermi al lavoro e dimostrare che quello che abbiamo ottenuto a Parigi non è stato per puro caso ma perchè c’è un grande lavoro dietro. Contro Milano non abbiamo sicuramente espresso una bella pallavolo in questa Supercoppa, non voglio trovare giustificazioni ma abbiamo appena ricominciato con un gruppo nuovo quindi ci sono ancora quelle dinamiche, quell’alchimia che bisogna creare con il tempo. Sono sicuramente contenta di aver vinto il trofeo perché comunque ci dà quella spinta in più, quella voglia per tornare in palestra e migliorarci ancora. Abbiamo capito su cosa dobbiamo concentrarci”.

Quali sono i prossimi obiettivi stagionali?

“La Supercoppa era uno dei nostri primi obiettivi stagionali perché si sa che quando si viene alla Imoco si punta a vincere il più possibile. Il nostro Presidente ci ricorda, ogni volta che ci incontra, che i traguardi da raggiungere sono cinque, mostrandoci la mano con cinque dita e dopo aver vinto la Supercoppa ce ne ha fatte vedere quattro. A Conegliano bisogna lavorare, restare concentrate e cercare di fare sempre meglio”.

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Negli anni a Conegliano e non solo ha vinto tanti trofei importanti, ce n’è uno che le ha dato più soddisfazione?

“Sicuramente lo scudetto vinto nel 2023, ero appena rientrata in campo dopo il secondo infortunio e sono tornata subito ai miei livelli. Mi sono divertita tantissimo, è stato il rientro in campo perfetto e quindi lo ricordo con tanto piacere”.

Recentemente l’Italvolley femminile è stata protagonista di due eventi importanti, uno istituzionale con l’incontro al Quirinale con il Presidente Mattarella e l’altro su Rai 1 nelle vesti di ballerine per una notte a “Ballando con le stelle” condotto da Milly Carlucci…

“Sicuramente la vittoria dell’oro alle Olimpiadi di Parigi 2024 porta a vivere anche questi eventi mediatici e istituzionali molto importanti. E’ un grandissimo onore ricevere queste attenzioni, soprattutto per il nostro movimento è una parte fondamentale, quindi credo che sia necessario cavalcare quest’onda ma con la consapevolezza che noi giocatrici dobbiamo rimanere concentrate sulla pallavolo, che ci ha permesso di raggiungere traguardi prestigiosi, e gestire bene le energie”.

In futuro un’esperienza a Ballando con le stelle le piacerebbe?

“Una volta terminata la mia carriera come pallavolista in base a come risponderà il mio fisico ci penserò, non è da escludere. Quando siamo state ospiti come ballerine per una notte in realtà ho fatto la bella statuina ed è stato meglio così perché insomma non sono proprio una cima a ballare, dovrei fare tanti allenamenti, però le mie compagne sono state bravissime. Avevano provato per due ore e mezza, una volta soltanto, ed erano un po’ tese prima di cominciare perché sapevano che le avrebbero viste milioni di italiani che seguono questa trasmissione”.

Quali sono i suoi passatempi preferiti quando non è impegnata con le gare e con gli allenamenti?

“Qualsiasi cosa che mi porti ad avere un contatto con la natura, quindi uscire, esplorare posti nuovi, fare delle passeggiate, respirare aria pulita, ma mi piace tanto anche leggere, cucinare, soprattutto preparare dolci”.

Qual è il dolce che preferisce preparare?

“Ce ne sono diversi, dalle torte di compleanno di qualsiasi tipo, ai biscotti, alla cheesecake. Se dovessi però indicare un dolce soltanto direi la crostata con la crema pasticcera e i frutti di bosco”.

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FOTO FILIPPO RUBIN / LVF

Diceva all’inizio che l’Olimpiade vinta è un sogno diventato realtà, c’è ancora un desiderio a livello sportivo che le piacerebbe realizzare in futuro?

“Sicuramente mi manca vincere un Mondiale per club, tra due mesi ci sarà l’opportunità di provare a portare a casa anche quel risultato e poi mi auguro semplicemente di continuare su questa strada. Ovviamente vincere piace a tutti ma bisogna essere in grado di farlo, quindi voglio allenarmi e migliorarmi, mantenendo il più possibile un alto livello”.

E’ iscritta anche alla facoltà di psicologia…

“Onestamente o faccio le cose per bene oppure non le faccio, nell’ultimo periodo non riuscivo a conciliare sport e studio come volevo e quindi per il momento ho deciso di mettere in pausa l’università e concentrarmi sulla pallavolo”.

Lei è un modello per tante ragazze, per tante bambine che si avvicinano alla pallavolo, che consiglio si sente di dare loro?

“Di divertirsi sempre in tutto ciò che fanno e di non adeguarsi a tutto quello che la società di oggi impone. Quando le ragazzine ci chiedono ad esempio di fare una foto insieme a volte nascondono il viso perchè magari si vergognano di mostrarsi poi sui social, per questo voglio dire loro che sono belle così come sono, che devono imparare ad accettarsi e a credere nei propri sogni. Io sono del parere che in qualche modo si possono avverare, rimanendo però con i piedi attaccati alla realtà”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Lisa Giofré – DMTC

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