Inizia il campionato 2024-25 di calcio a cinque con gli anticipi del sabato che mettono subito in evidenza due delle favorite al titolo, Roma 1927 ed L84 Torino.
La formazione giallorossa si è imposta nella spettacolare sfida casalinga contro l’Italservice Pesaro, ma ha dovuto recuperare due goal di svantaggio prima di imporre la propria superiorità.
I marchigiani partono a mille e trovano un pesante uno-due al 7° e 8° minuto con Galliani e Gomez, ma i padroni di casa non tardano a reagire e nel breve volgere di due minuti pareggiano il conto grazie alla doppietta di Oliveira.
Il primo tempo si chiude con altri due goal della Roma che chiude sul 4-2 la prima frazione in virtù delle marcature di Mirilo e Biscossi.
Nei primi minuti della ripresa l’Italservice riapre la partita con Gastaldo, ma non riesce a completare la rimonta e negli ultimi secondi Ercolessi sigla il definitivo 5-3.
Fatica più del previsto la formazione piemontese dell’L84 che riesce ad imporsi con il minimo scarto sul Benevento grazie ad un euro-goal di Rocha che si libera di un avversario e supera il portiere ospite con una forte conclusione sotto la traversa.
Nel secondo tempo i nero verdi torinesi avrebbero l’occasione del raddoppio ma lo stesso Rocha si fa respingere un calcio di rigore. I minuti finali registrano una serie di splendide parate del portiere campano, ma i suoi compagni non riescono a realizzare il pareggio anche con il quinto giocatore di movimento.
Negli altri tre anticipi si impongono i campioni d’Italia della Meta Catania che superano 4-2 la Came Treviso, ma nell’ultima parte della partita rischiano la rimonta con il pallone del possibile 3-3 che si ferma sul palo della porta siciliana.
Sono Aurillo, Pulvirenti, Podda e Porfirio i marcatori che regalano i primi tre punti al Catania. Goleada per il Prezioso Casa Napoli che liquida con un tennistico 6-0 il Pirossigeno Cosenza, mentre il Genzano conquista l’unico successo esterno della giornata violando per 3-1 il palasport di Sandro Abate, grazie a due reti nel finale siglate da Brandao Martins.
di Fulvio Saracco
