Una doppia data, mercoledì 6 e giovedì 7 novembre e un titolo di sicuro appeal come “Coppia aperta quasi spalancata” con due interpreti riconosciuti e amati dal pubblico quali Chiara Francini e Alessandro Federico, per aprire la Stagione di Prosa 2024-2025 del Teatro Comunale di Vicenza, realizzata con la consulenza artistica di Annalisa Carrara.
Questa importante sezione del cartellone del Tcvi presenterà al suo pubblico affezionato (oltre l’80% degli abbonamenti rinnovati) un intreccio di linguaggi di scena e contenuti, un alternarsi di toni e stili che vanno dalla commedia brillante a quella più amara, dalla rivisitazione dei grandi classici al teatro di Eduardo De Filippo in una versione assolutamente inedita, alla magnifica ossessione di Orson Welles con “Moby Dick alla prova”, nella recente edizione del Teatro dell’Elfo. Ma è una stagione che offre spazio anche all’ironia sagace di Veronica Pivetti o allo humour in stile british della commedia interpretata da Giuseppe Pambieri e Paola Quattrini. E questa la Sala Maggiore, mentre al Ridotto, spazio più contenuto e quindi più adatto a narrazioni intimiste o per un contatto quasi fisico degli attori con il pubblico, è una programmazione con altri toni e registri. Si parte con la rilettura in chiave di discriminazione classista della “Signora delle Camelie” a cura di Giovanni Ortoleva, per passare allo spettacolo capostipite dei drag show italiani, il rutilante “Nina’s Radio Night” dei Nina’s Drag Queens; ma c’è spazio anche per il teatro civile e di protesta che dà voce alle giovani generazioni con Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri. Per chiudere due intensi monologhi, rigorosamente al femminile, protagoniste due grandi interpreti del teatro italiano come Viola Graziosi e Ivana Monti. Viene proposto un accurato mix di generi a ribadire l’importanza della relazione con il pubblico e la volontà di condivisione e inclusione, per incontrare gusti e sensibilità, dando luce a voci diverse che rappresentano tutte le istanze, per costruire un’offerta di spettacolo “a misura di spettatore”, con l’invito a guardare al nuovo sempre con curiosità, lasciandosi prendere dalla magia del teatro.
“Coppia aperta quasi spalancata” che andrà in scena al Teatro Comunale di Vicenza mercoledì 6 e giovedì 7 novembre alle 20.45, è una commedia scritta da Dario Fo e Franca Rame nel 1983 che ha debuttato al Teatro Ciak a Milano proprio in quell’anno, dedicata al tema dell’insofferenza alla monogamia, ovviamente solo dalla parte maschile della coppia. Il titolo è ormai un evergreen del teatro italiano (portato anche al cinema, nell’ultima versione di quest’estate dai due protagonisti della pièce teatrale e proposto in numerose rivisitazioni letterarie e televisive) è presentato a Vicenza, durante la sua tournée, nella fortunata edizione di Infinito Teatro in collaborazione con Argot Produzioni, interpretato da Chiara Francini e Alessandro Federico, regia di Alessandro Tedeschi, luci di Alessandro Barbieri, scene di Katia Titolo, costumi di Francesca Di Giuliano, musiche di Setti – Pasino.
Nelle due sere dello spettacolo mercoledì 6 e giovedì 7 novembre alle 20.00 si svolgerà al Ridotto del Teatro Comunale l’incontro a teatro e sarà condotto da Caterina Barone, giornalista, critico teatrale e studiosa di Storia del teatro antico. L’esperta presenterà al pubblico questo “classico” della commedia all’italiana che racconta la storia tragicomica di una coppia di sessantottini e le loro idee sullo stare insieme e sul matrimonio, una storia molto italiana per temi e atteggiamenti, ma universale per parlare di cambiamenti sociali e discriminazioni di genere.
“Coppia aperta quasi spalancata” è un titolo di culto e che continua ad essere apprezzato perché racconta con l’ironia sagace della coppia Rame-Fo, la trasformazione antropologica della coppia e della famiglia come fondamenti della società, temi molto sentiti all’epoca in cui la commedia è stata scritta, ma attualissimi a oltre 50 anni di distanza.
“Prima regola: perché la coppia aperta funzioni, deve essere aperta da una parte sola, quella del maschio! Perché… se la coppia aperta è aperta da tutte e due le parti… ci sono le correnti d’aria!”.
Ironica quanto basta e sensuale quando vuole, Chiara Francini è un’artista eclettica, un vulcano di carisma e vitalità, con importanti ruoli sul piccolo e grande schermo e un esordio letterario di successo, specialmente con la recente autobiografia “Forte e Chiara”. Nel lavoro teatrale si mette alla prova con un testo importante, che celebra il ruolo della donna all’interno della coppia.
La storia è quella conosciuta: l’energica Antonia incarna l’eroina perfetta di tutte le mogli tradite e racconta con ironia la loro “sopravvivenza” tra le mura domestiche. Pur di continuare a stare vicino al marito, la protagonista decide di accettare l’impensabile e così, tra dialoghi e monologhi brillanti, si snodano gli episodi più assurdi. Soltanto quando nel cuore di Antonia si insidia un nuovo uomo, giovane e intelligente, il marito sembra accorgersi dell’esistenza della moglie, del suo essere donna, del suo disperato bisogno di essere amata e considerata.
La commedia è una favola tragicomica che racconta il senso e le dinamiche dello stare in coppia, con toni divertenti ma anche drammatici, raccontando le differenze o gli abissi, a seconda dei casi, tra la psicologia maschile e quella femminile.
E per l’universalità dei temi che affronta e per l’ironia con cui li porta in scena, è uno dei titoli del teatro italiano contemporaneo molto rappresentati anche all’estero.
